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Il Castello

Da piazza Castello si accede, attraverso l'esedra, al maniero eretto alla fine del XIV secolo dal capitano Francesco I e poi trasformato da Ludovico I in abitazione marchionale. Salita l’elicoidale scala elicoidale dei Cavalli, attraverso la Sala degli Affreschi (dove si trovava la preziosa biblioteca dei Gonzaga), si entra nella straordinaria Camera Picta o degli Sposi, affrescata dal 1465 al 1474 da Andrea Mantegna. Il percorso prosegue nelle tre stanze dei Soli, di Mezzo e delle Cappe che ospitano, come la Sala degli Stemmi, la collezione Freddi.
Scesi dal piano nobile ci si può affacciare sul Cortile del Castello, progettato in forme rinascimentali da Luca Fancelli alla metà del sec. XV. Il livello soprastante il piano nobile, già abitazione della famiglia Gonzaga, fu adibito a carcere durante la dominazione austriaca, e divenne l'ultima prigione dei Martiri di Belfiore. A causa dei danni sismici del 2012, questa parte del Castello è ancora parzialmente chiusa al pubblico.

Le eccellenze

La celeberrima Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474.

La collezione Romano Freddi

La collezione Freddi, nota a livello internazionale, conta un centinaio di pezzi dei quali 85 concessi in comodato d'uso al Palazzo Ducale di Mantova. Si tratta di un patrimonio che in gran parte concerne l'eredità delle collezioni gonzaghesche: dipinti, bronzetti, maioliche, armi, arredi e manufatti che raccontano la poliedrica cultura della corte mantovana, magnificente anche negli aspetti più quotidiani della vita di corte. Sono beni recuperati con grande caparbietà, durante tutta la sua esistenza, dal mecenate mantovano Romano Freddi, omogenei e pertinenti alle stanze del Castello che contribuiscono ad arricchire.

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