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16/11/18

CITTADINANZA ONORARIA A PETER ASSMANN DA CASALE MONFERRATO

Alle 18,15 di giovedì 16 novembre, nella Sala Consiliare del Comune ha avuto luogo la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Casale a Peter Assmann, direttore del Complesso Museale Ministeriale di Palazzo Ducale di Mantova. Assmann è stato insignito “Per i suoi grandi meriti culturali nel campo dell’arte a livello internazionale, per il rapporto di collaborazione che con generosità e competenza ha instaurato tra Casale e Mantova, legate da un passato storico comune, permettendo di presentare il nostro patrimonio artistico a platee sempre più vaste grazie alla interazione tra il Museo mantovano di Palazzo Ducale e il Castello di Casale".

Nella sua prolusione, ringraziando, Assmann ha rimarcato il legame assicurando la sua continuità “Vi siete fatti un amico per tutta la vita...”. Per il sindaco Titti Palazzetti e l’assessore Daria Carmi: “La cittadinanza onoraria vuole essere un omaggio pubblico al valore culturale di Assmann e all’aiuto che ci ha dato”. Il direttore ha donato alla città una sua serie di disegni ispirati alla Civil Conversazione di Stefano Guazzo (nella foto).

Al brindisi, torta sbrisolona (di Mantova) e krumiri Portinaro (di via Lanza di Casale).

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15/11/18

ATTREZZI DELL'OFFICINA DEL BEN ESSERE

Domenica 18 novembre 2018 alle ore 15.00, presso l’Appartamento della Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, Monica Bianchi presenterà con Renata Casarin un incontro intitolato “Attrezzi dell’officina del Ben Essere”. L’evento è parte del ciclo di iniziative dedicate alla mostra “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità”, a cura di Renata Casarin, Lucia Molino e con la collaborazione di Michela Zurla, in corso fino al 6 gennaio 2019 nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova (ingresso dal Giardino dei Semplici).

L’incontro è un’occasione per scoprire alcune curiosità legate ai positivi effetti sulla salute di campane tibetane, diapason, penna ottica, barra d’oro e sfere armoniche da utilizzare sulle mani per un massaggio sensoriale che stimola la circolazione e cura le nostre ferite interiori.

(nell'immagine, Adolfo Wildt, "L'albero della vita - la fontanella santa", 1921)

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Domenica 18 novembre 2018, ore 15.00
Attrezzi dell’officina del Ben Essere

con Monica Bianchi e Renata Casarin
Mantova Palazzo Ducale, Appartamento della Rustica (accesso dal Giardino dei Semplici)

Ingresso libero

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FATO E DESTINO. TRA MITO E CONTEMPORANEITÀ
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova – Appartamento della Rustica
(ingresso dal Giardino dei Semplici)
Fino al 6 gennaio 2019

Orari:
martedì-domenica, 10.00-18.00
prossime aperture straordinarie sino alle 22.00: 23, 30 novembre; 7 dicembre 2018.
chiuso lunedì
chiusura del Museo il 25 dicembre e il 1° gennaio 2019

Catalogo: Silvana editoriale

Informazioni:
Biglietteria: tel. +39 0376 224832; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.mantovaducale.beniculturali.it
Museo: tel. + 39 0376 352100
www.mantovaducale.beniculturali.it

Servizi Educativi del Complesso Museale Palazzo Ducale
Visite guidate e percorsi didattici su prenotazione
Referenti Renata Casarin e Lara Zanetti
Informazioni tel. 0376 352128/152
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Fondazione Comunità Mantovana
Tel.: 0376/237249 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CALENDARIO EVENTI
Disponibile in mostra, sul sito www.artgate-cariplo.it e sul sito del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova www.mantovaducale.beniculturali.it

Complesso Museale Palazzo Ducale
Segreteria di direzione
Ylenia Apollonio |T. 0376 352104 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio promozione e comunicazione
Alessandro Sartori | T. 0376 352127 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio stampa
Alessandro Colombo | T. 348 7016931 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio stampa media nazionali e internazionali
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco | Tel. 02 36 755 700 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.clp1968.it

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14/11/18

Castello di San Giorgio "monumento vivo"

Lo sapevate che il Castello di San Giorgio è un "monumento vivo"?

Gli edifici e monumenti storici non possiedono solo un valore storico e artistico, ma possono diventare rifugio di diverse specie di popolazioni faunistiche: rettili (gechi e lucertole), chirotteri e uccelli trovano siti idonei per la nidificazione e la riproduzione nelle numerose cavità e nicchie presenti su queste antiche costruzioni. Da qui nasce il termine "monumento vivo", vera e propri attestazione assegnata al Castello di San Giorgio nel 2015 da parte del Gruppo Rondoni Italia e Gruppo Ricerche Avifauna Mantovano per celebrare la valenza naturalistica del monumento con almeno cinque specie di uccelli nidificanti e una importante colonia di pipistrelli miniotteri.

Si accettano volentieri fotografie dei vostri "avvistamenti" !

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I Pipistrelli dei Gonzaga (specie Miniottero)
Dal 2012 il Gruppo Speleologico Mantovano e gli esperti dell’Università dell’Insubria, grazie all’impagabile sostegno del personale del Complesso Museale di Palazzo Ducale (MiBAC), monitorano nei sotterranei del Castello di San Giorgio una colonia di pipistrelli della specie Miniottero, per garantirne la conservazione e studiarne il comportamento. Anche una equipe di esperti dell’Università di Bologna è coinvolta nello studio dei parametri ecologici specifici di questa aggregazione insolita. Si tratta di un rifugio temporaneo dove le femmine si aggregano prima di trasferirsi nei siti riproduttivi, al momento non ancora conosciuti; la specie è infatti sedentaria in alcune zone meridionali dove il clima risulta essere mite, mentre può compiere spostamenti stagionali anche importanti laddove il clima sia meno favorevole. Specie troglofila, legata ad ambienti di grotta, il Miniottero presenta consistenze numericamente maggiori nel centro e nel sud Italia. Si nutre in prevalenza di Lepidotteri (farfalle e falene) e talvolta anche di bruchi e ragni. Come tutti i pipistrelli, il Miniottero può arrivare a vivere molti anni, l’età massima accertata è infatti di 16 anni. Il Miniottero è considerato Vulnerabile (VU) dalla Lista Rossa dei Vertebrati Italiani a causa del declino della popolazione dovuto principalmente al disturbo negli ambienti di rifugio. La colonia cittadina di Palazzo Ducale è stata inserita inoltre in un importante piano di monitoraggio regionale che permetterà di acquisire nuove e fondamentali informazioni circa la colonia stessa, al fine di poterla quindi tutelare nella maniera maggiormente appropriata. La colonia di Mantova, presente sotto il Castello di San Giorgio risulta essere quindi un prezioso tesoro vivente da tutelare e valorizzare.

Rondone comune (Apus apus): specie migratrice presente a Mantova da fine marzo a metà luglio; presso il Castello di San Giorgio e sotto il portico di Palazzo Ducale sono presenti importanti colonie riproduttive. I rondoni trascorrono l'inverno in Africa tropicale e passano l'intera vita in volo dove sono in grado di cacciare, bere, dormire e addirittura accoppiarsi. Soltanto durante la cova e l'allevamento dei nidiacei interrompono il loro lungo volo e in questa delicata fase del ciclo biologico necessitano di cavità e anfratti (sottocoppi dei tetti, buche pontaie e qualsiasi altro tipo di nicchia) ancora abbondanti sugli edifici storici.
Nutrendosi esclusivamente di insetti catturati al volo questa specie risulta estremamente utile per controllare le popolazioni di insetti nocivi: in una sola imbeccata portata ai nidiacei possono essere presenti dalle 10 alle 1000 prede.
Durante tutto il mese di giugno Piazza Sordello è teatro di spettacolari voli sociali, detti "caroselli" o "screaming parties". Di prima mattina e al tramonto i rondoni nidificanti e gli immaturi nati nell'anno precedente, giunti dall'Africa per visitare i siti riproduttivi, si inseguono emettendo i caratteristici stridii. Tale fenomeno sembra avere un significato sociale ma la sua funzione non è ancora del tutto chiarita.

Codirosso spazzacamino (Phoenicuros ochruros): piccolo passeriforme che deve il nome ai colori del maschio il quale presenta un piumaggio nero fuliggine su tutto il corpo, ad eccezione della coda rossa, che viene continuamente agitata quando esso si posa. Diversi individui trascorrono l'inverno presso il Castello di San Giorgio, e almeno una coppia vi nidifica. Durante la stagione riproduttiva diventa più elusivo ma la sua presenza è rivelata dal canto aspro e acuto. La sua dieta è insettivora, depone 4-5 uova in piccoli anfratti nella roccia o appunto sfruttando le nicchie presenti sugli edifici.

Storno (Sturnus vulgaris): passeriforme di media taglia, a tutti noto per le spettacolari aggregazioni autunnali che possono contare migliaia di individui. In epoca riproduttiva (aprile-giugno) le coppie scelgono una cavità per nidificare; alcune buche pontaie del Castello offrono le caratteritiche ideali e diverse coppie di storno si riproducono con successo. Specie estremamente confidente, è facile osservarli raccogliere insetti nei prati attorno al fossato e udire le grida dei nidiacei imboccati dagli adulti.

Passera d'Italia (Passer italiae) e Passera mattugia (Passer montanus): specie residenti (stanziali) e granivore, la prima presenta dimorfismo sessuale (il maschio ha il capo marrone e il sottogola nero, la femmina è omogeneamente grigio-marrone), la seconda non presenta differenze di piumaggio tra i sessi. Entrambe nidificanti nelle cavità del Castello e sotto i coppi del Portico della Cavallerizza, si nutrono di semi ed effettuano in genere due covate annue. Da diversi anni le popolazioni italiane sono in calo ma diverse coppie ancora nidificano presso il Castello di San Giorgio.

Picchio muraiolo (Tichodroma muraria): passeriforme tipico delle pareti rocciose alpine, ove nidifica, esso trova un habitat ideale per trascorrere l'inverno presso le mura del Castello di San Giorgio. Qui è osservato regolarmente almeno dal 2011: vi giunge in Ottobre per ripartire a Marzo alla volta delle aree riproduttive. Si muove agilmente in verticale lungo le pareti grazie alle lunghe unghie ricurve e col becco, anch'esso leggermente incurvato, sonda ogni piccolo anfratto alla ricerca di insetti, aracnidi e loro uova.

Taccola (Corvus monedula): passeriforme di grandi dimensioni appartenente alla Famiglia dei corvidi, originariamente legato a pareti rocciose naturali. Da secoli ha imparato a sfruttare gli edifici costruiti dall'uomo ch offrono cavità adatte alla nidificazione, tra cui le buche pontaie presenti sul Castello di San Giorgio e altre torri della città di Mantova. La taccola è una specie stanziale, la sua dieta è onnivora ed è una importante alleata nella lotta biologica al piccione in quanto ne occupa potenziali siti di nidificazione e preda uova e nidiacei. Caratteristici i forti richiami emessi durante i  voli di gruppo.

 

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08/11/18

Fato e destino: riflessi nelle opere d'arte antica

Sabato 10 novembre 2018 alle ore 17 presso l’Atrio degli Arcieri l’archeologa Nicoletta Giordani condurrà una conferenza dal titolo “Fato e destino: riflessi nelle opere d’arte antica” all’interno del programma di eventi della mostra “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità”, a cura di Renata Casarin, Lucia Molino, con la collaborazione di Michela Zurla, in corso fino al 6 gennaio 2019, nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova.

La discesa di Orfeo negli Inferi per riportare in vita la sua sposa Euridice esprime magistralmente l’ineluttabilità del Fato, il desiderio dell’uomo di conoscere e manipolare il proprio destino superando la morte. Il mondo greco-romano ha espresso il tema attraverso i miti, i cui protagonisti prendono vita in straordinarie forme d’arte. Un percorso attraverso sculture, affreschi, mosaici ed oggetti di lusso darà un volto ad alcuni personaggi mitologici, da Orfeo ed Euridice, da Ercole ad Enea. Il desiderio insito nell’uomo di superare la morte si esprime anche attraverso i monumenti funerari, curati dalla classe dirigente romana con imponenti architetture, dediche e ritratti. Importanti testimonianze archeologiche provengono anche da Mantova romana.

A seguire, in occasione dell’apertura serale di Palazzo Ducale fino alle ore 22.15 (chiusura biglietteria alle 21.20), sarà possibile partecipare a una visita guidata alla mostra “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità” assieme alla curatrice Renata Casarin. Ingresso libero, accesso dal Giardino dei Semplici con ritrovo ore 20.45 presso la Rustica.

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Fato e destino: riflessi nelle opere d’arte antica
a cura di Nicoletta Giordani
Mantova Palazzo Ducale, Atrio degli Arcieri (accesso da piazza Lega Lombarda)
Sabato 10 novembre 2018, ore 17.00, a seguire visita guidata alla mostra Fato e destino. Tra mito e contemporaneità.

Ingresso libero

Cenni biografici:
Nicoletta Giordani è funzionario archeologo del Ministero Beni e Attività Culturali dal 1986. Ha diretto scavi archeologici, restauri, progettato e realizzato mostre temporanee e Musei, curato volumi di studi, presentato contributi a Convegni internazionali, collaborato con Istituti di Ricerca Italiani e stranieri. E’ stata titolare del corso di Archeologia Classica e Metodologie della ricerca archeologica. Ha diretto i musei di Sirmione e il Museo Archeologico di Mantova.

 

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06/11/18

Boom di visitatori nel weekend di ponte

Quello scorso è stato un weekend fortunatamente molto affollato a Palazzo Ducale: la sinergia tra un calendario favorevole e una ricca offerta culturale ha consentito al Complesso Museale di ottenere un notevole incremento delle visite.
Ecco qualche dato:
 
Visitatori dal 1° al 4 novembre:
Complesso Museale Palazzo Ducale: n. 9.819
Museo Archeologico Nazionale: n. 1.368
 
Per un totale complessivo di n.11.187 ingressi.
 
Un sentito ringraziamento a tutto lo staff per l'ottimo lavoro svolto, con l'auspicio di proseguire su questa strada.
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31/10/18

Weekend al Ducale

Uno sguardo sull’offerta culturale del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova durante il finesettimana tra mercoledì 31 ottobre e domenica 4 novembre 2018:

- Da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre (*)
“DOVE VOLANO LE AQUILE”
Aula didattica
Spedizione storico-naturalistica in Casa Gonzaga che rende i partecipanti giovani esploratori intenti ad avvistare gli esemplari di aquila imperiale esibiti come elemento decorativo - simbolo di regalità - in soffitti, dipinti murari e rilievi. Nella dimora dei principi di Mantova si ripercorre tra curiosità, arte e storia, l'ascesa al potere della famiglia, da Capitani del Popolo fino al rango di Duchi. Riservato ai ragazzi dai 6 ai 14 anni.

(*) Orari: mercoledì 31 ottobre ore 10; giovedì 1° novembre ore 10.00 e ore 15.00; venerdì 2 novembre ore 10.00; sabato 3 novembre ore 10.00 e ore 15.00; domenica 4 novembre ore 10.00 e ore 15.00.

Per informazioni e prenotazioni:
Biglietteria Segni d'infanzia - New generations festival 2018
tel. 0376 1514016 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- Giovedì 1° novembre, ore 16.00 e 21.00
13 STORIE 13
Appartamento della Rustica
in collaborazione con La Francia in Scena, stagione artistica dell'Institut français Italia, del Ministère de la Culture e della Fondazione Nuovi Mecenati

Lo spettacolo 13 Storie 13 con Luigi Rignanese, Sara Zoia e i partecipanti del workshop "Un patrimonio da raccontare" è una performance unica, creata appositamente per Mantova, in occasione dell'anno europeo del patrimonio culturale.

Per informazioni e prenotazioni:
Biglietteria Segni d'infanzia - New generations festival 2018
tel. 0376 1514016 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- Venerdì 2 novembre
Apertura serale e visita guidata “Il dono dell’immortalità”

La sera di venerdì 2 novembre 2018 Palazzo Ducale rimarrà aperto fino alle 22.15. Alle ore 20.30 sarà possibile seguire una percorso guidato gratuito (previa acquisto del biglietto d’ingresso a Palazzo Ducale) dal titolo "Il dono dell’immortalità: vivere con i miti dei sarcofagi romani" condotto da Lara Zanetti e Renata Casarin.

Per informazioni e prenotazioni: 0376 352100

- Sabato 3 novembre, ore 15.00
Visite guidate ai percorsi museali di Palazzo Ducale

Come ogni sabato sarà possibile partecipare alle consuete visite guidate dei percorsi museali di Palazzo Ducale al costo di € 5,00 a persona più il prezzo del biglietto d’ingresso. Data l’affluenza prevista, è gradita la prenotazione telefonica (0376 224832 dal martedì alla domenica nelle fasce orarie 8.30-9.30 e 17-18.20) o presso la biglietteria unica di piazza Sordello.

- Domenica 4 novembre
Ingresso gratuito, visite guidate e “Carte dell’incanto”

Come ogni prima domenica del mese sarà possibile accedere gratuitamente ai percorsi museali di Palazzo Ducale e partecipare, al costo di € 5,00 a persona, alle consuete visite guidate previste per le ore 10, 11, 12, 15 e 16. Data l’affluenza prevista, per le visite guidate è gradita la prenotazione in giornata presso la biglietteria unica di piazza Sordello.

Alle ore ore 15 presso l’Appartamento della Rustica, all'interno della mostra "Fato e destino. Tra mito e contemporaneità", si svolgerà l’incontro a cura di Monica Bianchi intitolato “Carte dell’incanto” che consentono letture sull’amore, sul lavoro e sull’evoluzione personale.

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29/10/18

Alla ricerca di Paradisi immaginari

Presso LaGalleria arte contemporanea è allestita la nuova mostra intitolata "Alla ricerca di Paradisi immaginari", aperta dal 10 novembre 2018 fino al 6 gennaio 2019. Si tratta di un progetto site specific degli artisti Concha Jerez (Las Palmas, Spagna, 1941) e Massimo Pisani (San Martino dall'Argine, Mantova, 1958), che esplorano il concetto di Utopia correlato a quello di tempo, inteso sia come memoria, sia come futuro. La mostra è curata da Peter Assmann e Renata Casarin e avrà il proprio fulcro negli spazi de LaGALLERIA ma si svilupperà in parallelo anche nelle stanze della Corte Vecchia di Palazzo Ducale, producendo così un dialogo tra le vestigia del palazzo gonzaghesco e le creazioni contemporanee dei due artisti.

L’artista spagnola Concha Jerez – spiega Peter Assmann – vera e propria pioniera internazionale dell’arte concettuale e intermedia, dialoga artisticamente con Massimo Pisani, italiano d’origine ma operante in Spagna da più di vent’anni, che esprime nel suo lavoro l’interesse verso i concetti di architettura e di relazione oggetto-spazio-tempo e misura. La mostra che ne scaturisce vuole segnare un punto fermo nella vicendevole riflessione sociale e politica. I due artisti propongono infatti, attraverso installazioni site specific nel percorso museale di Corte Vecchia, una pregnante ricerca sul concetto di Utopia, o meglio di Utopie, intese come proposta e successivo tradimento degli ideali fondanti la civiltà occidentale.

Nello spazio espositivo de LaGalleria – precisa Renata Casarin – l’indagine si fa marcatamente di denuncia, dando forma alla rinuncia consapevole e colpevole dell’uomo contemporaneo nei confronti delle aspirazioni più alte dell’animo umano e narrando di Paradisi, ovvero modelli di coesistenza sociale, passati, perduti, forse immaginari o impossibili.

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Note biografiche:
Concha Jerez
nasce a Las Palmas, Gran Canaria, nel 1941. Artista multidisciplinare, dal 1976 incentra il proprio lavoro artistico sul concetto di installazione – spesso mixed media – realizzando opere site specific in una vasta gamma di spazi. La sua attività già dall’inizio degli anni Ottanta si estende alla performance art, fino ai Concerti Intermediali e a opere di Radio Art dall’inizio degli anni Novanta. Notevole è infatti la sua attività di compositrice, dal 1989 associata al compositore e artista intermediale José Iges col quale, parallelamente alle sue opere personali, Concha Jerez ha ideato opere per internet e concerti intermediali nonché installazioni sonore e visive. Numerosissimi sono i premi e le onorificenze ricevuti a sancire l’importanza del suo lavoro.

Massimo Pisani nasce a San Martino dall'Argine in provincia di Mantova nel 1958. Si diploma presso l'Istituto Statale d'Arte della stessa città nel 1977. La sua ricerca artistica, che si esprime prevalentemente attraverso i linguaggi della scultura e soprattutto dell’installazione, prende le mosse dai primi anni Ottanta in ambito mantovano. Dal 1997 risiede ad Alicante, in Spagna, dove sviluppa la sua ricerca artistica fino ad oggi partecipando in numerose esposizioni ed eventi di Arte pubblica. La tecnologia, l’architettura, il tempo, la deriva delle ideologie e delle società: questi gli ambiti di indagine entro cui l’artista, attraverso opere spesso progettate espressamente per il luogo di esposizione, esprime la propria poetica artistica; come in
occasione dell’inaugurazione, nel 2009, del Centro di Cultura Contemporanea di Elche “L'Escorxador” con il progetto P.I.P.M Post Industrial Paleontology Museum dove presenta lavori della serie “Ultraleggeri”, elementi che attraverso tensione e compressione generano forme ed architetture biomorfe. Del 2017 è il “Grande compasso pan-goniometrico”, opera permanente installata nella contro-facciata della sede dell'Associazione Culturale Un argine all’Arte a Casale di San Martino dall’Argine (MN).

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CONCHA JEREZ e MASSIMO PISANI. Alla ricerca di paradisi immaginari
Mantova, Palazzo Ducale - LaGALLERIA arte contemporanea
10 novembre 2018 - 6 gennaio 2019

Inaugurazione: venerdì 9 novembre ore 18.00

Orari: martedì-domenica, 14.30 – 19.00; lunedì chiuso
Biglietti: da martedì a sabato ingresso libero;
domenica e festivi ingresso con biglietto del Museo di Palazzo Ducale (intero, € 13,00; ridotto, € 6,50)

Informazioni:
LaGALLERIA arte contemporanea
Complesso Museale - PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
46100 Mantova (Italia) Piazza Sordello, 42/A

Segreteria organizzativa 0376 352145 / 104 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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22/10/18

Il fascino discreto dell'archeologia

Il Museo Archeologico Nazionale di Mantova entra in una nuova fase della sua storia: dopo il recente rinnovamento dell'allestimento e la riorganizzazione dei percorsi di visita, la struttura verrà integrata ancor più efficacemente all'interno del funzionamento di Palazzo Ducale proponendo nuovi eventi e una ricca offerta di iniziative a partire dal prossimo anno. Aperto nel 1998 nel sito che fu Teatro di Corte dei Gonzaga nel Cinquecento e dal 1896 mercato cittadino dei bachi da seta (come si evince dalla scritta attualmente ancora visibile in facciata), custodisce le testimonianze di archeologia del territorio mantovano e spazia dalla Preistoria alla Protostoria, dal Neolitico alla romanizzazione fino alle soglie del Medioevo.

Di seguito riportiamo una selezione, a cura del funzionario archeologo Mari Hirose, dei più notevoli ritrovamenti visitabili presso il museo:

Gli amanti di Mantova

Gli amanti di Mantova
Questa sepoltura di straordinaria importanza, rinvenuta nel 2007 a Valdaro, ha colpito fin da subito il pubblico per il suo impatto emozionale. I due giovani, di circa 20-22 anni di età, furono deposti insieme intorno a 5500-5100 anni fa, con un corredo funerario di strumenti in selce. Tra questi si distinguono una lama lunga, usata come pugnale dall’uomo, e la punta di una freccia, posta vicino alla spalla della ragazza. Gli Amanti costituiscono il cuore dell’allestimento permanente del primo piano del Museo, dedicato alla Preistoria e Protostoria del territorio mantovano.

Forma di fusione in arenaria, Isolone del Mincio (Volta Mantovana)
In Italia il ritrovamento di forme di fusione, utilizzate per la produzione di pendagli e altri piccoli ornamenti in bronzo, è un evento piuttosto raro. La forma di fusione in arenaria proveniente dal sito dell’Isolone del Mincio, a Volta Mantovana, è un’importante testimonianza del grado di maestria raggiunto dagli artigiani metallurghi della seconda metà del II millennio a.C. Era utilizzata per produrre pendagli e lamine decorati, realizzati colando il metallo fuso all’interno degli stampi. Le forme di fusione dovevano essere necessariamente prodotte con materiali refrattari, come la pietra arenaria in questo caso, inalterabili se sottoposti ad alte temperature.

Spada ad antenne, loc. Ponte Nuovo (Gazzo Veronese)
A partire dal IX secolo a.C. l’area della bassa pianura veronese e mantovana, di cultura paleoveneta, comincia ad acquisire una rilevanza sempre maggiore. La sepoltura maschile a cremazione di Gazzo Veronese – loc. Ponte Nuovo, risalente a quest’epoca, ha restituito una pregiata spada ad antenne detta “di tipo Tarquinia”. Prima di essere deposta insieme all’urna cineraria la spada venne ripiegata più volte: si trattava di un gesto simbolico con cui l’oggetto, dedicato al defunto, veniva privato della sua funzione affinché nessuno potesse più utilizzarlo.

Scarabeo in diaspro, Forcello (Bagnolo S. Vito)
Uno scarabeo in diaspro, proveniente dal medio oriente o da Cipro, è stato ritrovato durante lo scavo di una ricca dimora di fine VI-inizio V secolo a.C. nell’abitato etrusco del Forcello, a Bagnolo S. Vito. Già 2500 anni fa questo sito, a spiccata vocazione commerciale, intesseva strette relazioni internazionali non solo con le popolazioni della penisola (Veneti, Reti, Celti di Golasecca), ma anche con i Celti dell’Europa centrale e il mondo mediterraneo. Lo scarabeo era probabilmente utilizzato come sigillo: l’effige del dio egizio Bes in lotta con un leone, incisa minuziosamente sulla faccia inferiore, era impressa su argilla o cera come emblema distintivo del suo proprietario.

Alfabetario etrusco, Castellazzo della Garolda (Roncoferraro)
Nel Mantovano si conoscono circa una cinquantina di iscrizioni etrusche, tracciate sul fondo o sulle pareti di recipienti in ceramica. Gli Etruschi appresero la scrittura dai Greci intorno al 700 a.C. e, dalla rielaborazione del loro alfabeto, ne crearono uno nuovo più adatto alla propria lingua, che conobbe nel tempo varie modifiche. Dall’abitato del Castellazzo della Garolda proviene un raro esempio di alfabetario etrusco, inciso sul fondo di una ciotola, che riporta tutte le venti lettere in uso nel IV secolo a.C.

 

Elmo tipo Montefortino dal fiume Po (Revere)
L’elmo in bronzo proveniente da Revere, rinvenuto sul greto del Po, appartiene al genere denominato “Montefortino”. Gli esemplari più antichi arrivarono in Italia con le invasioni celtiche del IV secolo a.C. Il tipo venne presto prodotto da botteghe etrusco-italiche e divenne parte integrante anche dell’equipaggiamento utilizzato dai soldati romani. Con varie modifiche nel corso del tempo, rimase in uso fino all’inizio del I secolo a.C. I piccoli fori presenti sul bordo inferiore indicano il punto in cui due protezioni (paragnatidi) erano applicate ai lati della calotta per riparare le guance. Al puntale sommitale veniva fissato il piumaggio decorativo, che poteva essere costituito da penne di cigno.

Candelabro in bronzo (Castiglione delle Stiviere)
Il candelabro in bronzo di Castiglione delle Stiviere fa parte del corredo funerario, unico per la sua ricchezza tra le sepolture scoperte a nord del Po, di un esponente di spicco della tribù dei Celti cenomani. Ad accompagnare il defunto nel suo viaggio vennero deposti, intorno alla metà del III secolo a.C., preziosi oggetti in bronzo di tradizione sia celtica, sia etrusco-italica. Si distinguono in particolare proprio il candelabro, più antico rispetto agli altri reperti di circa un secolo, e i frammenti di un carnyx, una tromba da battaglia dalla forma caratteristica.

Monumento della gens Caepia (Mantova)
La sezione del Museo dedicata all’epoca romana propone la ricostruzione del monumento funerario a edicola della gens Caepia, di età augustea (I a.C. - I d.C.), ricomposto da frammenti ritrovati nell’area del Seminario Vescovile. Secondo l’iscrizione dedicatoria Marcus e Lucius Caepius, figli di Marcus, edificarono l’imponente struttura seguendo le volontà testamentarie del padre. Le statue-ritratto di tre defunti, appartenenti alla classe dirigente di Mantua, sono poste su un alto basamento davanti a un colonnato. Al centro si trova una matrona, abbigliata con una tunica e ornata di gioielli; ai suoi lati due figure maschili indossano la toga, imposta da Augusto ai membri della classe senatoria.

Collana d’oro da Goito
Da una necropoli di Goito situata lungo la via Postumia proviene una collana d’oro con cammeo raffigurante la dea Minerva, prezioso prodotto dell’oreficeria romana di metà III secolo d.C. Il cammeo è scolpito in una pietra d’agata a due strati di colore bianco e grigio-blu. In bianco è realizzato il busto della dea, che indossa un elmo di tipo corinzio con pennacchio e un corpetto a scaglie fissato sulla spalla da una spilla a disco.

Corredo longobardo da via Rubens (Mantova)
I Longobardi arrivano in Italia da invasori nel 568 d.C. La loro presenza a Mantova, testimoniata dalle tracce di poche abitazioni, è conosciuta soprattutto grazie allo scavo di due aree cimiteriali situate presso il Seminario Diocesano e in via Rubens.
In quest’ultima località, tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo d.C., fu sepolto un bambino insieme a un ricco corredo. Si trattava del figlio di una famiglia particolarmente benestante, come ci raccontano una cintura maschile con guarnizioni in oro, una crocetta aurea e una collana con elementi sempre in oro, che i suoi familiari deposero con lui per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

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Ricordiamo che, fino a fine novembre, gli orari di apertura del Museo Archeologico saranno i seguenti:

dal martedì al sabato: ore 8.30 - 19.00
domenica: 8.30 - 13.30
1° domenica di ogni mese: 8.30 - 19.00
sabato 13 ottobre: apertura straordinaria serale ore 19.00-22.00

Il biglietto d'ingresso è acquistabile presso la biglietteria unica in piazza Sordello 40 (tel. 0376-224832) al costo ordinario di € 4 (€ 2 ridotto)

 

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22/10/18

L'artista lituana Laisvydė Šalčiūtė scelta per il progetto Art Level 0

Il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ha scelto per il progetto Art Level O l’artista lituana Laisvydė Šalčiūtė della Contour art gallery di Vilnius come la miglior proposta presente all’Art Fiera di Verona capace di rispondere al progetto che vedrà nel 2019 realizzare, dal 24 maggio al 21 luglio 2019 nello spazio contemporaneo LaGalleria, la mostra dello scultore Gerhard Demetz, a cui verrà affiancato proprio il lavoro della Šalčiūtė. Il linguaggio sprezzante e drammatico insieme, la volontà di portare all’estremo il codice espressivo del maestro bolzanino si coniuga con quello pure fortemente evocativo e all’apparenza impertinente dell’artista lituana, che estrapolando contesti figurativi dalla storia dell’arte, anche tangenti l’immaginario mitico e religioso, crea una innovativa modalità di racconto. Entrambi gli artefici rispondono in modo differente ma pure con la medesima lucidità al bisogno di fare un’incursione nella contemporaneità, rivelandone il volto tragico e sarcastico insieme.

Laisvydė Šalčiūtė (1964), diplomata alla Vilnius Academy of Arts, è membro dell'Associazione degli Artisti Lituani.

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18/10/18

IL MARTIRIO DI SANT'ORSOLA VOLA A TOKYO

Il dipinto "Il Martirio di Sant'Orsola" (1604-1605), straordinaria opera del maestro Pieter Paul Rubens fino a poco tempo fa esposta presso la Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, è stato consegnato in prestito temporaneo al National Museum of Western Art di Tokyo in occasione della mostra "Rubens and the Birth of the Baroque", aperta dal 16 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019. Una testimonianza dell'importanza della collezione del palazzo mantovano e del suo prestigio internazionale ma anche l'occasione per il Direttore Peter Assmann di stringere contatti con altre importanti realtà del panorama museale mondiale.

National Museum of Western Art, Tokyo:
https://www.nmwa.go.jp/en/

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Dal testo di presentazione della mostra:

Peter Paul Rubens (1577-1640) was one of the preeminent representatives of Baroque art flourished in Europe during the 17th century. Rubens and his studio pioneered a new style with a considerable number of paintings, and exerted a powerful influence on his contemporaries and artists of later generations. Rubens was also a skilled diplomat, who engaged in negotiations with royal courts throughout Europe.

This exhibition focuses on Rubens’ relationship with Italy, where ancient and Renaissance art once thrived. Rome was also the center of Baroque art. Raised in Antwerp, Rubens became familiar with ancient culture as a child and had a special admiration for Italy. Beginning in 1600, he lived in the country intermittently for a period of eight years, and made great advances in his painting by studying the works he saw there. Along with Rubens’ own paintings, this exhibition presents ancient sculptures, and works by Italian artists from the 16th century and the Baroque era. While examining what Rubens learned from Italy, it will shed light on the artist’s ties to the Italian Baroque. This will be the largest display of Rubens’ art in recent years in Japan.

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17/10/18

PRESENTAZIONE CATALOGO BIENNALE LIGHT ART 2018

Domenica 21 ottobre ore 11
PRESENTAZIONE DEL CATOLOGO DI BIENNALE LIGHT ART 2018
Sala di Leonbruno, Appartamento di Isabella D'Este, ingresso dal Cortile d'Onore

Domenica 21 ottobre alle ore 11, presso la Sala di Leonbruno dell’Appartamento di Isabella d’Este, si terrà la presentazione del catalogo della Biennale Light Art 2018 edito da Maretti Editore (Imola).
Dallo scorso luglio fino al mese di ottobre gli ambienti di Palazzo Ducale sono stati arricchiti dalle sorprendenti installazioni luminose della Biennale Light Art 2018. Dopo la mostra del 2016 "… e quando il sole cade, la città si accende", la Biennale di quest’anno ha rappresentato un momento di grande suggestione per i visitatori promuovendo una nuova visione notturna della città e del suo skyline. L’esposizione è stata curata dal critico d’arte Vittorio Erlindo e realizzata con il sostegno del partner Eni e da sponsor tecnici nazionali e mantovani.

Sono state esposte le creazioni luminose di Donatella Schilirò, Federica Marangoni, Nicola Evangelisti, Massimo Uberti, Edward Shuster & Claudia Moseley, Marco La Rosa, Davide Dall’Osso, Romano Mantovani Boccadoro, David Dimichele e Fardy Maes, realizzate in site specific e inserite nel prestigioso contesto storico della reggia gonzaghesca.

La luce – sottolinea Vittorio Erlindo, ideatore della Biennale – disegna e colora le cose, i paesaggi, gli ambienti, le città e la vita degli uomini, e la sfida eterna tra il buio e la luce è in continuo divenire”.

Durante l'incontro verrà presentato il catalogo di questa Biennale di Light art, edito da Maretti Editore. Il volume ne riassume l’esperienza arricchendola di fotografie inedite e contributi critici da parte di Peter Assmann e Vittorio Erlindo. Saranno presenti alcuni degli autori delle installazioni luminose.

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17/10/18

TRA SONNO E MORTE

Sabato 20 ottobre 2018, ore 17.00
FATO E DESTINO: TRA SONNO E MORTE
Conferenza di Franco Ferrarini
Atrio degli Arcieri, Ingresso da Piazza Lega Lombarda

Sabato 20 ottobre 2018 alle ore 17.00, il medico chirurgo Franco Ferrarini terrà una conferenza intitolata “Tra Sonno e Morte” all’interno del ciclo di eventi dedicati alla mostra “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità”, a cura di Renata Casarin, Lucia Molino e con la collaborazione di Michela Zurla, in corso fino al 6 gennaio 2019, nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova.

Che cosa accomuna il Sonno e la Morte? Il Mito e l’Arte ci insegnano che spesso è l’Amore, attraverso svariate declinazioni, il trait d’union fra queste due condizioni la cui analogia attrae da sempre il genere umano. Ma a questo proposito, come ci ricorda Shakespeare nell’Amleto: Morire, dormire, forse sognare, va citato naturalmente anche il Sogno, attività della mente tanto enigmatica quanto affascinante per gli artisti di tutti i tempi.

Ingresso libero

Note biografiche:
Franco Ferrarini, dopo aver esercitato la professione in strutture ospedaliere di Mantova e provincia ricoprendovi incarichi primariali, si è dedicato all’attività libero-professionale. L’interesse per le malattie psicosomatiche e la possibilità di utilizzare l’ipnosi come efficace trattamento lo ha portato a frequentare ambienti vicini alla psicologia e a entrare come socio fondatore nella associazione Pierre Janet, dedicata allo sviluppo armonico dei rapporti fra mente e corpo. La sua attenzione si è orientata su argomenti quali l’apprezzamento estetico nei suoi aspetti sia cognitivi sia emozionali e sulla mitologia, intesa secondo i dettami di James Hillman come analogo della psicologia del profondo dei nostri giorni.

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12/10/18

"PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE"

Mostra
“PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE”
ARTE SENZA TEMPO DAL MUSEO DELL'OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Sala di Manto
20 ottobre 2018

La mostra espone una preziosa raccolta di opere d'arte realizzate con la particolare tecnica artistica detta ‘commesso’ che consente di creare, sulla base di un modello pittorico, immagini ottenute dal paziente assemblaggio di piccole sezioni di pietre colorate: porfidi, diaspri, agate, lapislazzuli che, accuratamente selezionati, tagliati e accostati, appaiono come una vera e propria ‘pittura di pietra’. L'esposizione, a cura di Sandra Rossi, Peter Assmann e Anna Patera, con la collaborazione scientifica di Riccardo Gennaioli, sarà arricchita da una sezione interamente dedicata alle antiche tecniche di lavorazione e ai pregiati materiali utilizzati, che offrirà al visitatore la possibilità di cogliere in pieno la perizia tecnica che sta alla base di queste preziose e raffinate realizzazioni destinate a una committenza regale.

Sarà questa l’occasione per vedere alcuni preziosi fogli che fanno parte del cospicuo patrimonio grafico della Manifattura, conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo dell’Opificio, una raccolta di oltre tremila pezzi, in gran parte inediti, che testimoniano l’attività delle Botteghe Granducali nel corso dei secoli, documentando i diversi passaggi creativi ed esecutivi della produzione artistica.

All'interno del percorso di visita sarà inoltre possibile ammirare il dipinto di Giuseppe Zocchi, l'Allegoria della Terra (1750), e la sua preziosa trasposizione in pietra attualmente conservata al Complesso della Hofburg a Vienna, realizzata dalla Manifattura Granducale nel 1752 su commissione dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena, per abbellire la sua residenza viennese con una intera pinacoteca in pietra dura, “senza tempo”.

Accanto a queste sarà esposta, per la prima volta al pubblico, la trasposizione moderna dell’Allegoria della Terra in commesso in pietre dure, realizzata dal Laboratorio del Settore Mosaico e commesso in pietre dure dell’Opificio con lo scopo di ripercorrere dal punto di vista pratico il procedimento creativo e cogliere i segreti più reconditi dell’antica tecnica esecutiva.
Tale realizzazione costituisce una pregevole eccezione nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Opificio delle Pietre Dure che dopo l’Unità d’Italia si è progressivamente trasformato da Manifattura di corte a Istituto specializzato nel restauro delle opere d’arte, sede di una Scuola di Alta Formazione e di Studio che prepara i futuri restauratori di beni culturali. Conoscere la tecnica significa infatti essere in grado di comprendere il modus operandi degli artisti e saper restaurare con la massima perizia e consapevolezza i capolavori del passato. Un filo ininterrotto nei secoli lega la storia antica con l’attuale Istituto in un logico e naturale trasferimento di competenze.
La mostra fa parte delle iniziative organizzate per l’Anno europeo del Patrimonio Culturale 2018 ed è frutto della collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Accompagna la mostra il catalogo pubblicato da Tre Lune Edizioni.

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“PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE”
ARTE SENZA TEMPO DAL MUSEO DELL'OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Castello di San Giorgio
Mostra aperta dal 20 ottobre 2018 al 31 marzo 2019

catalogo e mostra a cura di:
Sandra Rossi – Direttore del Museo dell'Opificio delle Pietre Dure, Firenze
Peter Assmann – Direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale, Mantova
Anna Patera – OPD, Direttore del Settore Mosaico e commesso in pietre dure
con la collaborazione di Riccardo Gennaioli – OPD, Direttore del Settore Materiali lapidei

Inaugurazione:
Venerdì 19 ottobre 2018, ore 18.00

Orari:
dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 19.15;
chiuso lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio

Biglietti:
€ 12,00 (intero); € 7,50 (ridotto)

Catalogo:
Tre Lune edizioni

Informazioni:
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova
Piazza Sordello, 40
46100 Mantova (Italia)
0376 352100/104
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.mantovaducale.beniculturali.it

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08/10/18

Il lavoro del lutto e il lavoro dell'arte

VENERDÌ 12 OTTOBRE 2018, ORE 18
PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
ATRIO DEGLI ARCIERI, ingresso da piazza Lega Lombarda

All'interno della ricca offerta di eventi legati alla mostra Fato e destino tra mito e contemporaneità, allestita nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, il professore Massimo Recalcati terrà la lectio magistralis dal titolo “Il lavoro del lutto e il lavoro dell'arte”.

Recalcati si allaccia al rapporto tra psicoanalisi e creazione artistica, affrontando il tema della morte e del ruolo dell'arte nella vita degli uomini. La società moderna è disarmata davanti la morte, poiché l’uomo si pensa invincibile e immesso nell’ebbrezza perpetua dell’esistenza. Ma la morte è parte della vita e la sua perdita pretende una rielaborazione con un “lavoro” capace di riportare la persona al centro di sé e del mondo. Così la pratica dell’arte è opera incessante che esige un dover essere, per far sì che mediante il “lavoro” l’artefice strutturi un universo di forme simboliche capaci di parlare anche di noi.

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Note biografiche:

Massimo Recalcati (28 novembre, 1959) è uno psicanalista, scrittore e saggista italiano. Autore di molte pubblicazioni a tema scientifico, si è occupato del rapporto tra psicoanalisi e creazione artistica, tra politica e disagio della civiltà contemporanea e alla riflessione sulla figura del padre nell’epoca ipermoderna. Attualmente, il suo interesse è orientato verso lo studio della relazione tra psicoanalisi e cristianesimo. Dal 2006 è docente presso l'Università di Pavia.

Nelle sue opere Recalcati racconta e analizza la società e le sue mutazioni, la complessa contemporaneità in cui siamo immersi con acume, profondità, intelligenza. Possiede il talento non comune di tradurre complessi meccanismi comportamentali, in concetti chiari e semplici, che si traducono in eccezionali spunti di riflessione, non solo per colleghi e letterati, ma per chiunque abbia voglia di approfondire dinamiche, che riguardano ciascuno di noi”.

Dal testo della motivazione per il conferimento del "Premio 12 Apostoli", Verona 14 novembre 2017

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Bibliografia sintetica delle pubblicazioni di Massimo Recalcati:

I tabù del mondo, Einaudi, Torino 2017
Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio ritrovato, Feltrinelli, Milano 2017
Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti, Feltrinelli, Milano 2016
Il vuoto centrale. Quattro brevi discorsi per una teoria psicoanalitica dell'istituzione, Poiesis, Alberobello 2016
Jacques Lacan. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto, Raffaello Cortina, Milano 2016
Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Feltrinelli, Milano 2015
L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento, Einaudi, Torino 2014
Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina, Milano 2014
Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre, Feltrinelli, Milano 2013
Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana, C. Raimo (a cura di) Minimum fax, Roma 2013
Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione, Raffaello Cortina, Milano 2012
Cosa resta del padre? La paternità nell'epoca ipermoderna, Raffaello Cortina, Milano 2011
Elogio del fallimento. Conversazioni su anoressie e disagio della giovinezza, Erickson, Trento 2011
L'uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano 2010
Lavoro del lutto, melanconia e creazione artistica, Poiesis, Alberobello-Bari 2009
Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh, Bollati Boringhieri, Torino 2009
Sull'odio, Bruno Mondadori, Milano 2004

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04/10/18

#domenicalmuseo

#DOMENICALMUSEO

Ogni prima domenica del mese di entra gratuitamente nei luoghi d'arte statali!

Alle ore 10.00, 11.00, 12.00 e 15.00 e 16.00 partiranno le visite guidate ad orario fisso alle sezioni museali aperte. Il servizio guida costa € 5,00 a persona e si prenota direttamente alla biglietteria al momento dell'ingresso.

Ricordiamo che nelle domeniche ad ingresso gratuito non è in funzione il servizio di prenotazione degli ingressi.

L'ingresso alla Camera degli Sposi sarà concesso fino ad esaurimento dei posti giornalieri disponibili (1.500).

 

 

++ ATTENZIONE ++

Questa domenica il servizio di dog-sitter Rubino va al museo non è attivo!

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02/10/18

La balaustra restaurata

Maggio 2012, la terra trema: la lanterna del campanile realizzato dal Bertani nella seconda metà del Cinquecento non regge la seconda, forte scossa e cade rovinosamente su piazza Santa Barbara, danneggiando anche gli edifici sottostanti. Oggi, dopo aver risanato gran parte delle ferite provocate dal sisma, anche la balaustra che corona il lato destro della piazza è stata ripristinata: un piccolo ma significativo intervento di restauro, realizzato recuperando i pezzi originali superstiti. Prosegue dunque l'impegno di Palazzo Ducale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio monumentale, nel cui solco si inserisce anche la recente riapertura del passaggio tra la reggia e Santa Barbara (la Tribuna del Duca sarà inserita a breve nel percorsi museali).

Non solo: in concomitanza con il grande evento espositivo dedicato a Giulio Romano nel 2019 ("Con nuova e stravagante maniera”), è prevista la riapertura al pubblico della Gallerie dei Marmi e della Galleria della Mostra, completando il percorso cinquecentesco di collegamento tra Corte Nuova e l'Appartamento della Rustica.

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