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15/07/19

Noi donne del Rinascimento

In occasione dell'estate riprendono le "visite animate" di teatrOrtaet a Palazzo Ducale: venerdì 26 luglio e 30 agosto, alle ore 20,30 sarà possibile partecipare a queste visite guidate itineranti e in costume focalizzate su temi specifici, in questo caso una selezione delle figure femminili più significative del Rinascimento italiano.

Per prenotazioni tel. 0376 352100, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Costo della visita animata € 5,00 (i bambini fino ai 6 anni partecipano gratuitamente) con biglietto di ingresso del Complesso Museale Palazzo Ducale (intero € 13,00, solo Corte Vecchia € 6,50).

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"Noi Donne del Rinascimento" è un vero e proprio spettacolo teatrale in costume. Questo titolo riassume il quinquennale lavoro sul Rinascimento italiano, iniziato per il Castello Estense di Ferrara con Lucrezia Borgia (e il recente approfondimento su Ludovico Ariosto), culminato nelle due diverse visite animate ambientate a Roma all’interno di Castel Sant’Angelo, che si sta concludendo con la biografia di Isabella d’Este per Palazzo Ducale a Mantova.

“I volti segreti della storia” ha assunto l’aspetto di un’autentica carrellata di personaggi storici, che mette alla prova le doti trasformistiche del duo di teatrOrtaet chiamato a calarsi, in rapida successione nei panni dei grandi protagonisti politici, religiosi e artistici del Cinquecento.

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Lo spettacolo racconta i fatti, ma soprattutto le emozioni di questi anni in un vorticare di personaggi maschili e femminili, ciascuno dei quali esprime dal proprio punto di vista un frammento di questa epocale trasformazione della percezione del mondo. Apre la visita, Lucrezia Borgia, la “regina nera”, figlia di papa Borgia, che, accingendosi a sposare Alfonso d’Este e a dare una svolta alla sua esistenza votata alla ragion di stato, si contrappone alla cinica logica politica del fratello Cesare Borgia, il Valentino. È quindi la volta di Giulia Farnese, la giovanissima amante di papa Borgia, che si confronta con il fratello Alessandro, divenuto cardinale per merito della sua scandalosa relazione e, dopo la morte della sorella, eletto papa con il nome di Paolo III. Ancora oggi l’appartamento di papa Farnese, in cui è esposta la Dama del liocorno che la tradizione vuole essere il ritratto segreto di Giulia, rappresenta il fulcro artistico di Castel Sant’Angelo. Davanti al dipinto di Luca Longhi, Paolo III ormai anziano rievoca il destino della sorella e la “damnatio memoriae” che ha impedito fossero tramandate ai posteri le sembianze di “Giulia la Bella”. C’è Lutero, che dopo aver visitato Roma la stigmatizza come “Babilonia infernale”, e papa Clemente VII Medici, che si rammarica di non aver colto appieno l’eversività di quel monaco fino a quando non si troverà imprigionato nel castello dai lanzichenecchi luterani. C’è Isabella d’Este, che ha indugiato a Roma per ottenere il cappello cardinalizio per il figlio Ercole e che sfugge a malapena alla furia dei saccheggiatori, grazie all’intervento dell’altro figlio, Ferrante, generale degli Imperiali.

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Ma ci sono anche gli artisti, da Raffaello a Michelangelo, che con la loro sensibilità hanno dato la misura dello sconvolgimento, non solo negativo, portato negli animi dalla Protesta. Ci sono quindi i portavoce delle esigenze di autentica riforma germinate all’interno le mondo cattolico, in risposta alle provocazioni luterane, ma anche ai tanti appelli al rinnovamento della chiesa scaturiti autonomamente dalle menti più sensibili e illuminate. Il cardinale inglese Reginald Pole, legato pontificio alle prime fasi del Concilio di Trento e la sua “figlia spirituale”, la poetessa Vittoria Colonna, tanto ammirata da Michelangelo, presentano con drammatica vivacità le istanze di una spiritualità meno artificiosa, che rinuncia almeno in parte all’eleganza del classicismo per un’autenticità più diretta e sofferta, non senza il rischio di incorrere negli strali dell’Inquisizione pontificia. La lettura degli stati d’animo è agevolata dalla comparsa di personaggi allegorici: Psiche, metafora mitologica del cammino iniziatico di elevazione dell’anima a Dio e la Follia “elogiata” da Erasmo da Rotterdam. Il finale è dedicato a Beatrice Cenci, giovane patrizia romana imprigionata a Castel Sant’Angelo per aver ucciso il padre Francesco, uomo violento che abusava di lei: Beatrice Cenci ricorre nei deliri del pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, che ne ricorda ossessivamente nei propri quadri la pubblica decapitazione (1599), unitamente a un’altra vittima di stupro, la coraggiosa pittrice Artemisia Gentileschi.

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12/07/19

Call for papers per Giulio Romano

E' aperta una call for papers - una richiesta di contributi rivolta a studiosi e personale accademico - per l'organizzazione di un ciclo di convegni a Mantova (Palazzo Ducale) e a Roma (Accademia di San Luca) dedicati alla figura di Giulio Romano artista universale che si svolgeranno tra il 14 e il 18 ottobre. Chiunque fosse interessato a proporre un testo potrà inviare, entro e non oltre il 9 settembre 2019, un abstract di non oltre 300 parole, in lingua italiana o inglese, accompagnato da una breve nota curriculare e da cinque parole chiave.

Il materiale va inviato agli indirizzi e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (per le sessioni di Palazzo Ducale), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (per le sessioni dell’Accademia di San Luca).

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Giulio Pippi (1492 o 1499-1546), universalmente noto come Giulio Romano, per la sua origine, rappresenta un caso unico nella scena artistica del Rinascimento. Nato nella città dei papi, la sua fortuna, già al tempo della formazione da allievo di Raffaello, si consolidò nell’Urbe grazie alle commissioni che portarono alla realizzazione di edifici quali la villa Turini-Lante sul Gianicolo, il palazzo Stati Maccarani a Sant’Eustachio e, in parte, il palazzo Adimari-Salviati alla Lungara, per raggiungere l’apice con il trasferimento a Mantova al soldo dell’allora marchese Federico II Gonzaga.

L’occasione del convegno nasce dalla contestuale mostra organizzata in suo onore presso il Palazzo Ducale della città lombarda con il sostegno eccezionale del Musée du Louvre, dedicata alla produzione grafica dell’artista, dal titolo “Con nuova e stravagante maniera”. Giulio Romano a Mantova (6 ottobre 2019-6 gennaio 2020). L’iniziativa sarà articolata in due parti, la prima a Mantova, la seconda a Roma, entrambe strutturate in sessioni tematiche. L’obiettivo generale è aprire una discussione tra studiosi di varie discipline su alcune questioni centrali degli studi sull’artista. Il racconto dell’opera di Giulio nei suoi molteplici aspetti e da più punti di vista sarà mirato all’individuazione di nuovi orizzonti di studio e di interpretazione della sua figura, nel suo tempo e nelle città in cui fu protagonista. Tema cruciale sarà il rapporto tra Giulio e l’arte del disegno, nell’ambito dell’architettura, dell’ornato e della figura di cui fu uno dei massimi esponenti nel panorama coevo. In particolare, si vuole porre l’attenzione sul suo processo ideativo attraverso il mezzo espressivo dell’arte grafica, in cui l’uso della linea generatrice nella composizione di disegni, oggetti, facciate e complessi spazi architettonici sembra essere alla fonte dell’iter creativo.

Temi delle sessioni:

Sessioni mantovane
Il ruolo del disegno in Giulio Romano
Il ruolo dell’artista nella società di inizio Cinquecento
La fortuna di Giulio Romano fuori Mantova

Sessioni romane
Giulio Romano architetto della linea-spazio-luce
Il ruolo del disegno. Architettura e ornato
Giulio e i suoi coetanei: un confronto possibile
La lezione di Giulio: allievi e seguaci tra Mantova e Roma

L’esito della selezione a cura del comitato scientifico verrà comunicato agli autori. Le spese di viaggio e di alloggio saranno a carico dei partecipanti. Sarà valutato un eventuale rimborso spese. Gli organizzatori avranno cura di provvedere al pranzo e alla cena nelle giornate del convegno.

Luoghi:
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale
Atrio degli Arcieri – ingresso da piazza Lega Lombarda
Roma, Accademia Nazionale di San Luca

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CALL FOR PAPERS - CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI
Giulio Romano
pittore, architetto, artista universale

Studi e ricerche
Palazzo Ducale, Mantova: 14-15 ottobre 2019
Accademia Nazionale di San Luca, Roma: 16-17-18 ottobre 2019

Coordinamento scientifico
Peter Assmann, Francesco Moschini, Maria Cristina Loi, Antonio Russo, Michela Zurla

Lingue: italiano, inglese
Scadenza presentazione proposte: 9 settembre 2019

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02/07/19

ESTATE DUCALE 2019

Per festeggiare l’inizio dell’estate il Complesso Museale Palazzo Ducale ha predisposto un calendario di aperture straordinarie serali. Nei venerdì previsti da luglio a settembre, la reggia rimarrà aperta per tre ore oltre il consueto orario di chiusura, ovvero fino alle ore 22.15 (chiusura biglietteria 21.20). I visitatori potranno così apprezzare i tradizionali percorsi di visita e partecipare alle inedite attività in programma nella suggestiva cornice delle serate estive.
L’ingresso è subordinato all’acquisto del biglietto ordinario ed è consigliata la prenotazione alle iniziative.

Di seguito il calendario:

5 luglio: apertura del Museo Archeologico con visita guidata alla mostra “Displaced” a cura di Mari Hirose, funzionario archeologo (ore 20.30).
19 luglio: apertura di Palazzo Ducale e Museo Archeologico con visita guidata “Le decorazioni di epoca napoleonica” a cura di Stefano L’Occaso, funzionario storico dell’arte (ore 20.30).
26 luglio: apertura di Palazzo Ducale con la visita animata “Noi donne del Rinascimento” a cura di Teatrortaet (ore 20.30, costo € 5,00 oltre al biglietto d’ingresso), un vero e proprio spettacolo teatrale itinerante e in costume che rievoca i grandi personaggi femminili del Rinascimento a partire dalla figura di Isabella d'Este nella cornice delle più suggestive sale del Palazzo.
30 agosto: apertura di Palazzo Ducale con la visita animata “Noi donne del Rinascimento” a cura di Teatrortaet (ore 20.30, costo € 5,00 oltre al biglietto d’ingresso), un vero e proprio spettacolo teatrale itinerante e in costume che rievoca i grandi personaggi femminili del Rinascimento a partire dalla figura di Isabella d'Este nella cornice delle più suggestive sale del Palazzo.
6 settembre: apertura di Palazzo Ducale e Museo Archeologico in occasione di Festivaletteratura e dell’apertura delle mostre su Lucio Pozzi e Cesare Lazzarini.
13 settembre: apertura del Museo Archeologico con visita guidata “Il culto di Iside a Mantova” a cura dell’egittologa Georgiana Ursache e di Mari Hirose, funzionario archeologo (ore 20.30).
20 settembre: apertura di Palazzo Ducale e Museo Archeologico con visita guidata alla mostra “Aemulatio e Emulsione” con l’artista Matthias Herrmann e il direttore Peter Assmann (ore 20.30).
27 settembre: apertura di Palazzo Ducale e Museo Archeologico in occasione della “Notte dei Ricercatori”, un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 con lo scopo di divulgare in maniera leggera ed informale il lavoro dei ricercatori nei più diversi ambiti della conoscenza.

Ricordiamo inoltre che tutti i sabati da giugno a ottobre l’ingresso ai tradizionali percorsi del museo è gratuito dalle ore 17.15 alle 19.15 (ultimo ingresso ore 18.20) e per l’intera giornata di sabato 17 agosto 2019. La gratuità non comprende la mostra “Con nuova e stravagante maniera. Giulio Romano a Mantova” che aprirà il 6 ottobre 2019.

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27/06/19

Partono i creativity camps: i campus estivi al Museo Archeologico di Mantova

Cari bambini dai 7 agli 11 anni, dite a mamma e papà di iscrivervi subito ai nuovissimi creativity camps che partiranno dal 15 luglio al Museo Archeologico per avere una estate piena di archeologia, arte, storia, per fare nuove scoperte e imparare a conoscere la storia e il patrimonio culturale della Vostra città!

I campus estivi, che per la prima volta vengono organizzati nel Complesso museale di Palazzo Ducale di Mantova - con la ditta Aster srl di Milano – si svolgeranno dal 15 al 26 luglio e dal 26 agosto al 6 settembre 2019 nella sede del Museo Archeologico.

Due i percorsi tematici proposti:

Naturalmente estate con noi, per passare una settimana immersi con l'immaginazione e non solo nel mondo della natura: come si viveva nell'antichità quando macchine ed elettricità non esistevano, andando a ritroso dal Medioevo all'età Neolitica passando per Romani e Etruschi, per rivivere nel corso dei secoli il rapporto dell'uomo con la natura, il paesaggio, l'agricoltura realizzando abitazioni, cibi, tessuti, colori, amuleti, opere d'arte... tutto naturale al 100%!

Da grande farò… Ogni giornata sarà dedicata ad un diverso mestiere: l’archeologo, l’artista, l’egittologo, il pittore e l’architetto. Una settimana durante la quale si viaggerà nel tempo e nello spazio tra laboratori creativi con materiali naturali e giochi, per decidere cosa fare da grandi!

 

INFORMAZIONI PRATICHE

I laboratori si svolgeranno nelle settimane dal 15 al 19 luglio, dal 22 al 26 luglio, dal 26 al 30 agosto e dal 2 al 6 settembre 2019, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30 (o dalle 9.00 alle 17.00)

Costi: a giornata: 25 euro cad. minimo 12 iscritti a settimana: 100 euro min. 14 iscritti.

Il costo comprende tutte le attività e la copertura assicurativa; non comprende il pranzo al sacco, le merende e altre spese non specificate. I Creativity Camps partono con un minimo di 14 iscritti all'intera settimana. Prenotazione obbligatoria da effettuare entro il mercoledì precedente. Su richiesta di almeno 14 iscritti all'intera settimana, è possibile attivare anche altre settimane estive.

PRENOTAZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI Aster srl (lun-ven 9.00-13.00 / 14.00 – 16.00) tel 02 20404175 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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19/06/19

Studi sulle lamelle di ossidiana

L'Università del Sud della Florida ha avviato un progetto di studio presso il Museo Archeologico Nazionale del nostro Complesso Museale per l'analisi della provenienza dei manufatti di ossidiana durante il periodo Neolitico. Si tratta di un lavoro che consentirà di approfondire la conoscenza della cultura dei popoli vissuti alcuni millenni anni fa nel territorio mantovano.

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In attesa di conoscere gli esiti di questi prestigiosi studi, riportiamo le parole del Dott. Andrea Vianello, ricercatore del Dipartimento di Antropologia della University of South Florida a seguito dei lavori:

"Il prof. Robert H. Tykot e il sottoscritto dott. Andrea Vianello siamo stati ospiti presso il Museo Archeologico Nazionale per effettuare alcune indagini su lamelle in ossidiana, nell'ambito di uno studio più ampio riguardante le vie di circolazione di questo materiale durante il Neolitico (6000-3500 a.C. circa). I manufatti sono stati esaminati utilizzando uno spettrometro a fluorescenza di raggi X, modello Bruker III-SD. Questo metodo di analisi non distruttivo determina la composizione degli elementi in traccia inclusi (rubidio, stronzio, ittrio, zirconio, niobio), normalmente utilizzati per riconoscere i giacimenti geologici di provenienza dei manufatti preistorici in ossidiana. Nel Mediterraneo Centrale, i possibili giacimenti sono quelli di Lipari, Palmarola, Pantelleria, e Monte Arci in Sardegna. Prima sono stati analizzati campioni geologici da giacimenti e sottogiacimenti, quali Gabellotto e Canneto Dentro a Lipari, Balata dei Turchi e Lago di Venere a Pantelleria, o SA, SB1, SB2 e SC a Monte Arci. Campioni geologici dai Carpazi (Ungheria-Ucraina) e dalla Grecia sono stati anch'essi esaminati. I dati ottenuti presso il Museo Archeologico saranno calibrati e trasformati in quantità standardizzate (ad esempio parti per milione per gli elementi in traccia), confrontabili con i dati relativi ai campioni geologici. Questo consentirà di riconoscere l’esatta provenienza dei manufatti mantovani. I risultati preliminari hanno evidenziato differenze sostanziali negli elementi chimici dei diversi reperti, che provenivano da almeno tre giacimenti primari diversi".

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13/06/19

CLOSER TO STRANGE

LaGalleria Arte Contemporanea ospita la nuova doppia personale dedicata alle artiste Canan Dagdelen, di origine turca, e alla mantovana Giuliana Natali. L’esposizione, intitolata “Closer to Strange” dai curatori Peter Assmann e Renata Casarin, prevede interventi artistici lungo il tradizionale percorso di Corte Vecchia.

Apertura dal 15 giugno al 24 agosto 2019

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Qualcosa di strano, “Closer to strange”, appare: sono altri mondi possibili, galassie smarrite dove ancora possono vivere primarie forme ataviche modulate in terracotta da Canan Dagdelen, insieme a creature primitive, a inflorescenze inquietanti magistralmente intrecciate da Giuliana Natali. Fabbriche di cosmi gettati nello spazio o incurvati dentro i meandri dell’io. Realtà sommerse, ma anche recondite, scavate, tirate fuori da recessi della memoria collettiva o ancestrale.
Da un lato un mondo leggero, etereo, impalpabile, come interpretato dalle sculture di Canan Dagdelen; le sue sono opere suscettibili di inglobare più realtà, che si collocano almeno fra due mondi: si estendono tra est e ovest, comprendono l’architettura e la scultura, si sviluppano fra un fuori e un dentro, contemplano una linea curva e una linea rettilinea, una forma convessa e una forma concava. Nella sua ricerca, l’artista cerca costantemente di creare ponti fra diversi ambienti culturali, rivolgendosi con la sua maiolica o porcellana ad una fonte culturale comune, usando strutture geometriche che ormai sono diventate un linguaggio diffuso della cosiddetta “modernità internazionale”.
Dall'altro lato, l’universo sordo, monumentale, ingombrante di Giuliana Natali, che comporta però un’idea di costruzione minimale fatta di intrecci che recuperano il lavoro, il sapere femminile e modelli iconici atavici. I suoi corpi plastici racchiudono una forma essenziale, pura, grandiosa nella sua semplicità; invadente ma armoniosa, austera ma gentile, potente ma discreta, che estrinseca le riflessioni concettuali dell’artista attraverso tecniche e immagini differenti, a raggiungere esiti artistici accattivanti ma contemporaneamente tormentati.
Nasce così un universo ibrido, popolato da animali arcaici, colossi di lana pelosa su un’anima metallica, un cuore freddo per pelli soffici e morbide carezze. E’ così che l’artista ridesta la paura dell’ignoto, dello sconosciuto, di ciò che siamo stati in epoche lontane e saremo in epoche future, davvero qualcosa di strano, che ci appartiene e potrà appartenerci molto a lungo...stranamente molto a lungo.

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© foto di Vito Magnanini

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© foto di Vito Magnanini

La mostra è allestita nella Galleria Arte Contemporanea. Nel museo di palazzo Ducale, nel percorso di Corte Vecchia, trovano spazio invece le installazioni delle stesse artiste. Nella Sala del Pisanello Giuliana Natali mette in scena la processione delle Korai, sculture femminili eleganti quanto inquietanti, assieme al libro d’artista “Immagina con i tuoi occhi” che, attraverso l’impiego della scrittura braille, esplica la poesia e liricità tipici della produzione dell’artista. Nella Sala dei Fiumi la stessa Natali abbina Ritorno alle origini, un lavoro che ripropone il suo interesse per un certo mondo animale, con Nuovo Eden, opera preziosa, ricercata, che fa leva anche sui decisi contrasti cromatici.
Canan Dagdelen ha invece concepito e progettato per la Sala degli Specchi una scultura sospesa, espressamente realizzata a Mantova per questa mostra, in cui il preciso approccio tecnico scientifico caratteristico della Dagdelen viene sublimato nella riflessione, altrettanto per lei tipica, dell’importanza del tema dell’interculturalità. L’artista infatti per la sua installazione ha deliberatamente scelto la parola italiana Nulla, tracciata nella sua personale grafia. La sua intenzione è di sviluppare un’immagine calligrafica che si risolve nella prospettiva centrale, fondamentale per la concezione rinascimentale, altamente pittorica, di spazio; la parola è infatti leggibile da un unico punto focale. L’opera fa sottile riferimento alla transitorietà della vita terrestre, e fluttua senza tempo tra il firmamento e la terra.

Note biografiche delle artiste:
Canan Dagdelen nasce nel 1960 a Istanbul. Frequenta a Vienna – città dove vive attualmente – la facoltà di Economia e Amministrazione finanziaria e l’Università di Arti Applicate, della quale è docente dal 2003. Dal 2005 diventa docente presso l’Università di Arte e Design Industriale a Linz. Ha realizzato mostre personali in Turchia, Austria e Qatar, oltre ad alcune collettive anche in Italia e Giappone.
Giuliana Natali nasce a Castel d’Ario (Mantova) il 26 luglio 1951. Vive e lavora a Porto Mantovano. La sua formazione artistica inizia da esperienze dirette sul campo, da autodidatta, in quanto gli studi effettuati riguardano la Grafica (istituto Paolo Toschi di Parma), la Storia dell’Arte e l’Architettura a livello universitario. Ha realizzato diverse mostre personali nel territorio di Mantova, Verona, Brescia, Padova e Milano, oltre ad alcune collettive in tutto il nord Italia.

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© foto di Vito Magnanini

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14 giugno 2019 – 24 agosto 2019
Closer to strange. Canan Dagdelen/ Giuliana Natali
a cura di Peter Assmann, Renata Casarin
Mantova, Palazzo Ducale - LaGALLERIA arte contemporanea
con interventi artistici nel percorso museale di Corte Vecchia

Inaugurazione: venerdì 14 giugno, ore 18.00.

Orari di apertura: martedi-domenica, 14.30 – 19.00; lunedi chiuso
Biglietti: da martedì a sabato: ingresso libero
Domenica e festivi: ingresso con biglietto del Museo di Palazzo Ducale

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07/06/19

Matthias Herrmann. Aemulatio e emulsione

Aperta la nuova mostra fotografica di Palazzo Ducale lungo il percorso di Corte Vecchia: dall'8 giugno al 6 ottobre, dal martedì alla domenica (ore 13.45-19-15).
L'isola n.1 - portico cortile d'onore - è visitabile solo al mattino dalle ore 8.15 alle 13.15.

A questo link è possibile scaricare in formato pdf la guida alla mostra.

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“Il mondo possibile della narrativa è l’unico universo in cui noi possiamo essere assolutamente sicuri di qualcosa, e che ci fornisce una idea molto forte di Verità.”
(Umberto Eco)

“Matthias Herrmann. Aemulatio e emulsione” è il titolo della nuova mostra di Palazzo Ducale prevista lungo il tradizionale percorso di Corte Vecchia. Il concetto dell’esposizione, a cura di Peter Assmann, prevede otto “isole” in cui le opere di Matthias Herrmann (1963, Monaco di Baviera) instaurano un dialogo con gli ambienti e le opere della reggia gonzaghesca. Il lavoro visivo dell’artista tedesco parla di narrazioni, delle storie dietro, dentro e intorno a un’immagine. Egli affronta in maniera personale il tema dell’immaginazione, quella capacità della cultura umana di produrre immagini che restano e si aprono verso un futuro, nella discussione sulle esperienze comuni dell’uomo.

La mostra nasce da un lungo e approfondito lavoro di ricerca compiuto sul Palazzo Ducale di Mantova e sulla storia della famiglia Gonzaga. La sensibilità artistica di Herrmann acquisisce, cattura, medita e ripropone frammenti individuati nel percorso di visita del Palazzo. Nuove enfasi e nuovi focus vengono così proposti attraverso le opere fotografiche; visioni e studi che si affiancano alla storicizzata ricerca espressiva dell’artista, volta a considerare la figura umana come protagonista di una narrazione. La dimensione del racconto tocca sia la realtà museale sia l’ambiente urbano, in continuo rimando tra inside e outside del luogo e dell’artista stesso. Le opere fotografiche di Herrmann attirano l’attenzione dello spettatore su dettagli che suggeriscono nuove interpretazioni del soggetto artistico di partenza, conferendo così un valore aggiunto che stimola l’interesse e arricchisce la facoltà percettiva dell’osservatore.

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Note biografiche:
“Il mio percorso artistico non è sempre stato lineare; dopo due anni (1986–1988) come ballerino al balletto della Staatsoper a Vienna, ho studiato arte concettuale all’Università d’Arte Decorativa, sempre a Vienna, per poi lavorare come fotografo per musei e gallerie, facendo la documentazione delle loro mostre. Nel 1999 fui eletto Presidente della Secession a Vienna, il famoso museo, o Kunsthalle, fondato da un gruppo d’artisti intorno a Gustav Klimt (primo presidente), nel 1897; dopo sette anni diventai professore di fotografia alla Akademie der bildenden Künste Wien e lì fui anche il Decane (Preside di facoltà) per le arti plastiche. Dopo 5 anni mi chiesi: come voglio trascorrere il resto della mia vita artistica? Voglio spendere il mio tempo insegnando e organizzando le cose per altri, oppure, senza il successo assicurato e le carezze dei colleghi, concentrarmi sulle mie idee? (…) Nel 2011, decisi di lasciare il mondo istituzionale e di essere “solamente artista” (e in seguito anche contadino, in quanto ereditai un’azienda agricola in Toscana).“
Dal catalogo tascabile della mostra

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Matthias Herrmann “Aemulatio e Emulsione”
a cura di Peter Assmann
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Percorso di Corte Vecchia
Orari di apertura: dal martedì alla domenica, 13.45 – 19.15
Biglietti: ingresso con biglietto intero del Museo di Palazzo Ducale (intero, € 13,00; ridotto, € 2,00) o di Corte Vecchia (intero, € 6,50; ridotto, € 2,00)

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01/06/19

VELOCITÀ: DAI CAVALLI DEI GONZAGA ALLE NAVICELLE SPAZIALI

Dal 1° giugno fino al 28 luglio, con apertura tutti i pomeriggi dal martedì alla domenica dalle ore 14.30 alle 18.30, sarà allestita una nuova mostra presso la Rustica a Palazzo Ducale, a cura di Mantova Creativa in collaborazione con la Scuderia Tazio Nuvolari Italia e il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova.

“Velocità: dai cavalli dei Gonzaga alle navicelle spaziali”: una mostra che già nel titolo è carica di suggestione. Una scelta precisa che non stride con uno scenario impreziosito da tesori d’arte ma semmai lo asseconda. Basti ricordare che i Gonzaga erano famosi per allevare cavalli da corsa imbattibili per velocità e resistenza, contesi da tutte le corti d’Europa, pagati a cifre da record bruciando la concorrenza delle grandi famiglie del tempo, i Medici, gli Estensi e i Farnese. Proprio Mantova vanta peraltro da sempre una tradizione specifica nell’ambito della velocità. Così nel ciclismo con lo sprinter Francesco Verri, tre ori olimpici ad Atene 1906, e con il leggendario Learco Guerra. Per non parlare di Tazio Nuvolari, il “mito dei miti” in un’epoca che ha visto l’automobilismo assurgere a emblema di energia vitale sino a ispirare le intuizioni futuristiche di Tommaso Marinetti.

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foto gentilmente concessa da "La Gazzetta di Mantova"

Ideata da Giampaolo Benedini e curata da Adalberto Scemma, la mostra nasce da un progetto di Mantova Creativa con la Scuderia Tazio Nuvolari e il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e si articola attraverso varie sezioni per raccontare la velocità come mito del nostro tempo. Per secoli lo sviluppo tecnico ha permesso, in ogni campo, di potenziare la rapidità umana. Ma tecnologia non significa solo uso di strumentazioni tecniche; anche il corpo umano ha la sua tecnologia di velocità, dispiegata nello sport, per esempio, dove riflessi e potenza muscolare determinano gran parte dei successi di un atleta. Ecco dunque che la velocità va a incidere sull’immaginazione al punto da essere realmente percepita anche in assenza di movimento. A patto naturalmente che l’artista, lo scienziato, l’ingegnere, il regista, o il creativo ne vogliano mostrare l’essenza e le conseguenze emotive e visive. In questa dimensione si precisa il fulcro della mostra, che coinvolge variegati aspetti legati alla velocità intesa come desiderio, bisogno, sensibilità e non soltanto come sviluppo tecnologico o motorio. Il tutto con l’aiuto di filmati, schede, materiale fotografico e con la presenza di reperti storici. Dalla velocità dell’uomo, con il mito di Usain Bolt e di Eliud Kipchoge in evidenza, a quella degli animali, con le prestazioni-record del giaguaro e del falco pellegrino, la mostra analizza uno scenario storico che è fonte inesauribile di curiosità e di sorprese. Poi si accendono i fari sugli strumenti tecnici che hanno ispirato una corsa condotta in accelerazione costante, come se il destino dell’uomo, e della sua sete di conquista, fosse fatalmente legato alla capacità di percepire, per sublimarla, l’essenza del rapporto spazio-tempo. Di qui la storia della bicicletta e quella della moto, con esemplari d’epoca in mostra, la storia dell’automobile e della motonautica fino al dettaglio dei record conseguiti dall’aviazione o dalle imprese dell’uomo nello spazio. Infine gli approfondimenti che riguardano la velocità della comunicazione ottica (vedi il record straordinario della University College London: 1125 terabit al secondo) e la misteriosa attitudine del cervello a organizzare nella sua parte plastica i dati dell’esperienza.

Varie sezioni sono dedicate naturalmente alle vicende sportive con il racconto dei record più eclatanti, compresi quelli riferiti alla velocità dei palloni da calcio e di pallavolo o delle palline da tennis e da golf, queste ultime capaci toccare i 328 km/h! Ampio spazio viene riservato alle imprese storiche degli sportivi mantovani. Così in atletica, dove balzano in copertina Mario Colarossi, Gianni Ronconi, Diego Marani, Fausto Desalu, Simona Parmiggiani, Luigi Rossini, Gianni Truschi e Najibe Salami, o nel ciclismo dove accanto a Francesco Verri e Learco Guerra brillano Gaioni e Tasselli, Bergamaschi e Campana, Roncaglia e Mantovani, Baronchelli e Bosisio, Gialdini e Meneghelli fino a Buttarelli, Moreni, Bianchini e, recentissimo, Edoardo Affini. La storia dell’automobilismo mantovano non può prescindere dal mito di Tazio Nuvolari ma emoziona il racconto delle imprese pionieristiche di Cesare Pastore e Vincenzo Coffani, di Giuseppe Morandi, di Marino Marini, Paolo Petrobelli e Franco Marenghi sino all’irruzione sulla scena dell’estemporaneo Luigi Malanca. Analoga l’epopea del motociclismo, che ha visto Guido Leoni fare da apripista a Ivan Goi e Lucio Pedercini, o quella della motonautica che ha consegnato l’iride a Carlo Petrobelli e Gino Zavanella.

Quelle del nostro lago sono state a più riprese “acque azzurre” per lo sport mantovano. Trovano spazio in mostra Sonia Truzzi, Viviana Vecchi e Adolfo Bollini per lo sci nautico, Francesco Bonezzi, Giacomo Bottoli, Francesca Pavesi, Vittoria, Giulia e Francesca Masotto per la vela, fino ai canoisti olimpici Renato Ongari e Alberta Zanardi, a Matteo Florio e Serena Pontara, ai canottieri Marco Penna e Marco Gola, Alberto Mondini e Franco Grandis. Nel nuoto, poi, l’ondata di Gino Baraldi e Iris Corniani, Cristina Sossi e Francesca Ferrarini fino ad Alessandra Cappa e agli exploit di Nicoletta Ruberti. Gli sport con la palla hanno esaltato la velocità di esecuzione di Roberto Boninsegna nel calcio, di Marco Negri e Andrea Anastasi nella pallavolo e del mitico Marino “Mara” Marzocchi nel tamburello. E a chiudere due personaggi altrettanto mitici: l’eclettico Onorio Marocchi, campione del mondo nel bob, e la “frusta d’oro” Mario Manfredi, che sul sulky ha lasciato un segno indelebile nella storia del trotto.

Accanto all’ideatore Giampaolo Benedini e al curatore Adalberto Scemma ha collaborato alla realizzazione della mostra uno staff di esperti di prim’ordine: Fabrizio Bovi, Alberto Capilupi, Giancarlo Malacarne, Giancarlo Pascal, Giovanni Pasetti, Cesare Ponchiroli, Tiziano Prati, Claudio Rossi e Marco Tonelli. Il progetto di allestimento è stato curato da Matteo Corsini.
La mostra è sostenuta da Fondazione Bam, Banca Monte dei Paschi di Siena e Lubiam.

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dal 1° giugno al 28 luglio 2019, dal martedì alla domenica ore 14.30 - 18.30
Velocità: dai cavalli dei Gonzaga alle navicelle spaziali
una mostra di Mantova Creativa con la collaborazione di Scuderia Tazio Nuvolari e il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova
Appartamento della Rustica, ingresso dal Giardino dei Semplici
Per informazioni
Mantova Creativa
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Tel: 392 1866117

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29/05/19

Al via Trame Sonore Edizione 2019

A partire da mercoledì 29 maggio fino a domenica 2 giugno si svolgeranno all'interno delle magnifiche sale di Palazzo Ducale i concerti della manifestazione "Trame Sonore" edizione 2019, a cura della Mantova Chamber in collaborazione con il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e col supporto di Mantova Città d'Arte e Cultura.

Per visionare il programma di tutti i concerti:
http://www.mantovachamber.com/#programma-2019

Ricordiamo ai gentili visitatori che nei giorni della manifestazione il biglietto d'ingresso al Museo subirà una maggiorazione di € 3,00 che consentirà di partecipare a tutti i concerti pomeridiani, con l'esclusione dei soli concerti serali durante gli orari di chiusura del museo.

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28/05/19

Sculture in piazza 2019

Con la nuova edizione di “Scultura in Piazza”, progetto che porta l’arte contemporanea in Piazza Castello, nel cuore della città di Mantova, si rinnova la collaborazione tra il Complesso Museale di Palazzo Ducale, Mantova Creativa e Lubiam, in qualità di Main Sponsor. La kermesse vede artisti internazionali realizzare grandi opere dialogando con le sollecitazioni ambientali del contesto storico della piazza. Il 2016, anno inaugurale del progetto, aveva visto protagonista lo scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa con Vortici, ultima grande opera realizzata dal maestro, recentemente scomparso. Dopo la seconda edizione del 2017, integralmente curata dalla direzione di Palazzo Ducale, nel 2018 è stata la volta dell’artista trentino Eduard Habicher, che con Guscio ha striato di un rosso vermiglio lo spazio dell’esedra di Piazza Castello. Entrambe le opere sono ora in esposizione permanente nello spazio verde della sede mantovana di Lubiam. L’edizione 2019, curata come sempre dal critico e storico dell’arte Marco Tonelli, vede un cambio di registro iconico con L’artista invisibile, imponente scultura in resina e ferro realizzata a quattro mani dai fratelli campani Lucio e Peppe Perone.

La scultura viene inaugurata ufficialmente al pubblico Martedì 28 Maggio: alle 18.00 si tiene una presentazione presso l’Atrio degli Arcieri, dove interverranno, insieme agli artisti Lucio e Peppe Perone, il Direttore del Complesso Museale di Palazzo Ducale Peter Assmann, il curatore Marco Tonelli, Giampaolo Benedini in rappresentanza di Mantova Creativa e Giulia Bianchi di Lubiam. Con l’occasione verrà proiettato il suggestivo filmato dedicato al progetto, con la regia di Giorgio Oppici e contestualmente sarà presentato il catalogo dell’edizione precedente - Guscio di Eduard Habicher - con testi di Marco Tonelli, Peter Assmann, Renata Casarin, Alberto Fiz, fotografie di Davide Galli, per le Edizioni Tre Lune. Lo stesso Eduard Habicher parteciperà all’appuntamento, per il “passaggio di testimone” ai Fratelli Perone.

Successivamente, alle 18.45, ci si sposta in Piazza Castello per lo svelamento dell’opera.

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Complesso Museale Palazzo Ducale, Mantova
in collaborazione con LUBIAM e Mantova Creativa
SCULTURA IN PIAZZA 2019
L’ARTISTA INVISIBILE di Lucio e Peppe Perone

a cura di Marco Tonelli

Per informazioni:
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
Lubiam Moda Per l'uomo S.p.A.
Viale Fiume 55 46100 Mantova
Tel. 0376 309201 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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22/05/19

Conoscere per tutelare

Informiamo i gentili visitatori che sono in corso attività di studio diagnostico non invasivo per l’approfondimento della conoscenza ai fini conservativi del Polittico di Cima da Conegliano, della Sala di Troia, della Sala delle Teste e della Galleria dei Mesi.

Le attività comprendono:
• riprese a luce visibile in alta definizione
• riflettografie all’infrarosso
• fotografia diagnostica all’infrarosso e agli ultravioletti
• infrarosso falso colore
• microscopia
• analisi dei pigmenti tramite XRF

Il lavoro è svolto a cura dell’equipe internazionale di studio composta da:

Prof. Paolo Bertelli – Comitato scientifico Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova
Prof.ssa Paola Artoni – Centro Laniac, Dipartimento Culture e Civiltà, Università di Verona
Prof. Miquel Herrero – Caem, Università di Lleida, Spagna
Prof.ssa Marta Raïch - Caem, Università di Lleida, Spagna
Prof. Isidro Puig – Università Politecnica di Valencia, Spagna

Con il patrocinio della Società per il Palazzo Ducale

Ricordando che si tratta di attività di studio di alto livello utili al miglioramento delle condizioni di conservazione delle opere, ci scusiamo con i visitatori per l'eventuale disagio.

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17/05/19

Grazie ai Lions installato un defibrillatore a Palazzo Ducale

Da oggi, in un’apposita teca, un defibrillatore è a disposizione di personale e visitatori proprio all’ingresso del Complesso Museale di Palazzo Ducale. Con oltre 300mila visitatori/anno alla Reggia dei Gonzaga un presidio di emergenza di questo tipo, che permette in intervenire in situazioni di arresto cardiaco, evidentemente serviva e il Lions Club Mantova Host si è fatto carico di procurarlo.

“Non abbiamo memoria di turisti che necessitassero di questo apparecchio salvavita” ha commentato il direttore di Palazzo Ducale, Peter Assmann. "Probabilmente, le costellazioni che il Duca Guglielmo volle dipinte nella nostra Sala dello Zodiaco per celebrare il cielo fortunato della sua famiglia ci hanno assistito fino ad oggi: e speriamo che si vada avanti così”.

Il presidente del Lions Club Mantova Host, Alessandro Colombo, da parte sua ha ringraziato il direttore Assmann, l’arch. Giovanni Antonio Mazzeri e Alessandro Sartori di Palazzo Ducale per la collaborazione, nonché l’ASST del dott. Stradoni per la consulenza prestata e l’Areu, il servizio di emergenza di Regione Lombardia.

Partirà in fatti a breve, per rafforzare ulteriormente i parametri di sicurezza, un corso di formazione avanzata per personale del Complesso museale, affiancato da Lions. Essendo stato accolto nel Lions Clubs International a maggio 1957, il Lions Club Mantova Host con questa installazione celebra i 62 anni dalla propria costituzione.

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16/05/19

Notte europea dei musei #NotteDeiMusei

Il Complesso Museale Palazzo Ducale aderisce all’iniziativa della Notte Europea dei Musei prolungando la sua apertura fino alle ore 22.15 (orario biglietteria 18.20 - 21.20). Nell’orario serale si potrà accedere con biglietto di ingresso promozionale a € 1. L’accesso alla Camera degli Sposi sarà consentito fino al raggiungimento del limite giornaliero di 1.500 ingressi.

Alle ore 20.30 e alle ore 21 partiranno due visite guidate al percorso, solitamente chiuso al pubblico, nell'Appartamento Grande di Castello in Corte Nuova. Si tratta di un tragitto che, dalla Sala di Manto e dei Capitani, attraverso la Sala dei Marchesi con le quattro riproduzioni dei dipinti del Tintoretto, conduce lungo la Loggia del Tasso, la Loggia di Eleonora, fino a giungere all'interno della Galleria dei Mesi e riallacciarsi al tradizionale percorso in Corte Nuova nella Sala di Troia.

Servizio guida gratuito, ingresso € 1, prenotazioni allo 0376 352100.

Ricordiamo infine che dalle ore 17.15 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.20) l’accesso al museo sarà gratuito secondo il nuovo calendario di gratuità promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

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13/05/19

DISPLACED - Storie in movimento

Dal 18 maggio fino al 6 ottobre 2019, negli spazi del secondo piano del Museo Archeologico del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, va in mostra “DISPLACED / Storie in movimento” con la serie “EXILES” dell’artista austriaca Xenia Hausner. Inaugurazione venerdì 17 maggio ore 17

Con questa mostra l’arte incontra l’archeologia, offrendo due punti di vista diversi per osservare l'instabilità della condizione umana. Da un lato i dipinti di Xenia Hausner, istantanee di addii che inquadrano volti e braccia tese di donne e uomini affacciati al finestrino di un treno in partenza. Dall’altro l’archeologia che racconta la storia del Mantovano, da millenni crocevia di culture diverse, di uomini e donne in cammino. Un percorso ricco di suggestioni che getta un ponte tra emozioni antiche e contemporanee.

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Note biografiche su Xenia Hausner:
“It is not even my goal to present clear solutions, but to be precise in fragments.”
(Il mio scopo non è dare soluzioni chiare, ma essere esatta nella rappresentazione dei frammenti)
“My pictures tell stories that elude a straightforward reading.”
(I miei dipinti raccontano storie che eludono interpretazioni univoche)

Xenia Hausner è nata in una famiglia di artisti. Suo padre era il pittore austriaco Rudolf Hausner, le sue sorelle sono la cineasta Jessica e la costumista Tanja Hausner. Dal 1972 al 1976 studia scenografia all'Academy of Arts di Vienna e alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra. Dal 1977 al 1992 ha disegnato scenografie per teatro e opera al Burgtheater di Vienna, a Covent Garden a Londra, al Teatro della Monnaie di Bruxelles. Dal 1992 Xenia Hausner ha lavorato esclusivamente come pittrice e ha partecipato a innumerevoli mostre in patria e all'estero. Vive e lavora a Berlino e Vienna.

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Photo by Oliver Haas

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DISPLACED / Storie in movimento
a cura di Peter Assmann e Mari Hirose
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Museo Archeologico Nazionale
18 maggio 2019 – 6 ottobre 2019
Inaugurazione venerdì 17 maggio ore 17

Orari di apertura:
dal martedì al sabato, 8.15 – 19.15. Domenica 8.15 – 13.30

Biglietti:
ingresso con biglietto del Museo Archeologico (intero, € 4,00; ridotto, € 2,00) oppure con biglietto per il Complesso Museale Palazzo Ducale (intero €13,00, solo Corte Vecchia € 6,50; ridotto € 2,00)

Informazioni:
Complesso Museale - PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
46100 Mantova (Italia) Piazza Sordello, 40
Segreteria organizzativa 0376 352104 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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09/05/19

Messer Iulio nostro charissimo

“Messer Iulio nostro charissimo. Le fabbriche di Giulio Romano a Palazzo Ducale”
a cura di Andrea Adami, Luigi Fregonese, Antonio Mazzeri, Luigi Spinelli e Carlo Togliani

Presso il Corridoio del Passerino lungo il percorso museale di Corte Vecchia, ingresso da piazza Sordello con biglietto del museo (dal martedì alla domenica, ore 13.45-19.15)

La mostra approfondisce, con un ricco apparato di materiali d'archivio, i temi architettonici degli interventi giulieschi sulla fabbrica di Palazzo Ducale: la Rustica, Corte Nuova con la stupefacente Sala di Troia e la Loggia dei Marmi, ideata per accogliere la portentosa collezione d'arte dei Gonzaga, passando per la Palazzina della Paleologa e la concezione del Cortile della Cavallerizza, a rinsaldare il legame tra le varie fabbriche. E' proprio grazie alla capacità progettuale del Pippi che il complesso gonzaghesco trova, pur nella sua ampiezza, una sua concezione unitaria. Se oggi Palazzo Ducale è concepibile come un unico "fatto urbano" (per dirla con Aldo Rossi), è grazie agli interventi impostati nel corso del Cinquecento che intendevano ricucire le varie fabbriche gonzaghesche in una sintesi organica e che trovarono realizzazione concreta grazie alla mano dell'allievo di GIulio Giovan Battista Bertani.

 

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08/05/19

PALAZZO DUCALE ESPLODE ANCHE NEL DIGITALE

La reggia gonzaghesca cresce non solo sul fronte dei visitatori ma anche su quello degli accessi alle piattaforme digitali. Se i visitatori annuali in carne ed ossa sono giunti alla ragguardevole cifra di 114.000 per il primo quadrimestre del 2019, anche gli accessi al sito ufficiale crescono in maniera considerevole, registrando un +31% rispetto ai precedenti 12 mesi. In certi casi si sono verificati dei picchi di oltre 6.000 visitatori unici al giorno, con una media di circa tre pagine visitate per ogni sessione/utente. Tra i contenuti più ricercati dagli “internauti” certamente le informazioni generali come orari di apertura e costo dei biglietti ma non manca l’interesse per le mostre e gli articoli scritti in home page relativi a eventi e approfondimenti culturali. Crescono anche le pagine social dedicate alla reggia gonzaghesca: nell’ultimo anno sono stati registrati + 44,37% per facebook e ben + 62,38% per Instagram, grazie anche a una politica mirata di sponsorizzazioni dei post.

La strategia manageriale del Direttore Assmann e del suo team non tarda a mostrare risultati anche dal mondo del web, avvicinando al Museo un nuovo pubblico, attratto dall’ampio e prestigioso programma di mostre e dalle interessanti attività a esse collegate. La percezione degli utenti, colta dalle varie interazioni social, è quella di una grande realtà museale che si apre finalmente al territorio e al grande pubblico in linea con le politiche dei più importanti musei internazionali e cessando dunque di essere un luogo di nicchia riservato a pochi specialisti appassionati.

“Le tecnologie digitali fanno ormai parte della nostra quotidianità – asserisce Assmann – e con il nostro staff stiamo cercando di consolidare anche questo aspetto della nostra realtà museale. Vogliamo attirare un pubblico nuovo e sempre più giovane per mostrargli la bellezza di un tesoro artistico unico al mondo. Non c’è dubbio che questa sia la strada giusta. A breve segnaleremo un importante novità sul nostro sito dedicato a Giulio Romano www.giulioromano2019.info per cui restate sintonizzati”.

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