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AL VIA IL RESTAURO PER LE SEI LAVAGNE DEL FETTI

Esposte lungo il percorso espositivo di Corte Vecchia, le sei lavagne del celebre artista del primo Seicento Domenico Fetti – chiamato a Mantova nel 1614 dal Duca Ferdinando Gonzaga – verranno presto restaurate e potranno esibire nuovamente tutta la loro notevole qualità pittorica. L’intervento è reso possibile da “Opera Tua”, un progetto per la valorizzazione dei beni culturali italiani di Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con Fondaco Italia, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Unesco e con il Patrocinio del Touring Club Italiano. I sei dipinti si distinguono, oltre che per il loro pregio artistico, anche per la rarità in ambito mantovano del supporto su lavagna, in virtù della quale è stata avanzata l’ipotesi che lo stesso Fetti le abbia portate con sé da Roma, dove le avrebbe iniziate nel 1613. L’intervento si svolge sotto la supervisione del personale tecnico-scientifico del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova in accordo con la Direzione Generale Musei e viene realizzato dalle restauratrici Emanuela Scaravelli e Loredana Zoni di Mantova.

Le prime notizie storiche delle sei lavagne risalgono al 1763 quando il pittore mantovano Giovanni Cadioli le descrive collocate nel refettorio del complesso monastico di Sant’Orsola. Con la soppressione del monastero, avvenuta nel 1786, le opere vengono spostate nel Palazzo dell’Accademia Virgiliana dove vi rimangono per tutto l’Ottocento, giungendo nella collezione di Palazzo Ducale nel 1922.

Di seguito la denominazione delle sei tavole:
San Ludovico da Tolosa (?, olio su lavagna – cm 70,9 x 55,2)

Low 0153 op. Michelotti 2008 San Ludovico da Tolosa low

Santa Barbara (olio su lavagna – cm 71,1 x 55,5)

Low 0153 op. Michelotti 2008 Santa Barbara

San Sebastiano (?, olio su lavagna – cm 70,7 x 55,2)

Low 0153 op. Michelotti 2008 San Sebastiano

Santo martire (olio su lavagna – cm 70,8 x 55,2)

Low 0153 op. Michelotti 2008 Santo martire

Santa Caterina d’Alessandria (?, olio su lavagna – cm 71 x 55,8)

Low 0153 op. Michelotti 2008 Santa Caterina dAlessandria

Santo martire (olio su lavagna – cm 71 x 54,7)

ow 0153 op. Michelotti 2008 Lucrina Fetti Santo martire

L’ultima delle sei lavagne è stata attribuita a Lucrina Fetti, sorella dell’artista, suora nel monastero di Sant’Orsola di Mantova e anch’essa pittrice.

Le fasi del restauro
Le sei opere necessitano di una revisione estetica, con una verifica delle alterazioni cromatiche dei ritocchi antichi (l’ultimo restauro complessivo documentato risale al 1954). Vi sono infatti viraggi cromatici dei ritocchi e piccole lacune reintegrabili. L'intervento prevede una verifica dell'adesione della pellicola pittorica sul supporto e, se necessario un preconsolidamento. Sarà verificato lo stato di conservazione del supporto lapideo e se fosse necessario si procederà al suo consolidamento. In seguito si procederà con il consolidamento della pellicola pittorica e sarà eseguita una pulitura superficiale con rimozione delle vernici di restauro e dei ritocchi alterati. Dopo aver applicato una vernice intermedia si eseguirà il ritocco pittorico ed in fine sarà applicato un film protettivo finale.
Tutte le operazioni di restauro verranno eseguite a seguito di lavori di analisi riflettografiche preliminari a cura dell’Università di Verona, sotto la responsabilità della Prof.ssa Paola Artoni e con la collaborazione scientifica del personale del Complesso Museale Palazzo Ducale.

Breve nota sull’autore
Domenico Fetti (Roma 1591 ca. - Venezia 1623), celebre artista del primo Seicento, fu il pittore preferito dal duca Ferdinando Gonzaga e si trasferì a Mantova al suo seguito nel 1614, portando con sé la famiglia tra cui la sorella Lucrina Fetti (Roma 1589 ca. – doc. Mantova 1633), la quale si fece suora nel monastero di Sant’Orsola di Mantova. Proprio da questo complesso provengono le sei lavagne, che si trovavano murate nel refettorio e che furono musealizzate nel 1786, all’epoca delle soppressioni ecclesiastiche. Le opere potrebbero quindi essere le prime realizzate da Domenico Fetti nel giungere a Mantova – sono datate tra il 1613 e il 1614 – ma una di esse è stata riferita direttamente a Lucrina, anch’essa pittrice: avrebbe integrato la serie di cinque dipinti del fratello, dipingendo un Santo martire.

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