14/06/21

Gli atti del convegno su Giulio Romano

Dopo un accurato lavoro editoriale è disponibile gratuitamente in formato pdf il volume "Giulio Romano. Pittore, architetto, artista universale. Studi e ricerche". Si tratta del libro dedicato agli atti del convegno svoltosi a Mantova e a Roma dal 14 al 18 ottobre 2019 nell'ambito della mostra "Con nuova e stravagante maniera" (6 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020). Reso possibile grazie a una collaborazione tra Palazzo Ducale di Mantova e l'Accademia Nazionale di San Luca, il volume restituisce un resoconto analitico degli interventi del convegno e un importante stato dell'arte degli studi e degli approfondimenti relativi alla figura del più celebre allievo di Raffaello.

L'ampio volume è scaricabile gratuitamente in formato pdf a questo link

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Giulio Pippi ( 1495 circa-1546), universalmente noto come Giulio Romano, rappresenta un caso unico nella scena artistica del Rinascimento. Nato nella città dei papi, la sua fortuna, già al tempo della formazione da allievo di Raffaello, si consolidò nell'Urbe grazie alle tante commissioni architettoniche e pittoriche ricevute, per raggiungere l'apice con il trasferimento a Mantova al soldo dell'allora marchese Federico II Gonzaga.

L'occasione del convegno svoltosi a Mantova e a Roma (14-18 ottobre 2019), a cui fanno seguito i presenti atti, è nata dalla contestuale mostra dedicata alla produzione grafica dell'artista, dal titolo "Con nuova e stravagante maniera. Giulio Romano a Mantova", organizzata in suo onore presso il Palazzo Ducale della città lombarda con il sostegno eccezionale del Musée du Louvre. Il presente volume segue la successione degli interventi, strutturati durante il convegno in sessione tematiche. L'obiettivo generale è stato aprire una discussione tra studiosi di varie discipline su alcune questioni centrali rispetto agli studi sull'artista.

Tema cruciale è stato il rapporto tra Giulio e l'arte del disegno, nell'ambito dell'architettura, dell'ornato e della figura di cui fu uno dei massimi esponenti nel panorama coevo. Il racconto dell'opera di Giulio nei suoi molteplici aspetti e da più punti di vista mira all'individuazione di nuovi orizzonti di studio e di interpretazione della sua figura, nel suo tempo e nelle città in cui fu protagonista.

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17/06/21

La Mille Miglia a Mantova

Come già nel 2018 la storica corsa delle "Mille Miglia" passerà da Mantova questo sabato 19 giugno 2021. Durante la quarta tappa - quella conclusiva - la gara di auto storiche prevederà l'attraversamento di piazza Sordello che verrà dunque allestita per l'occasione con recinzioni e modifiche al traffico veicolare e pedonale. Al netto di qualche piccolo disagio nella circolazione, i visitatori di Palazzo Ducale potranno - prima o dopo la visita al museo - dare un'occhiata alla passerella di splendide auto storiche che parteciperanno alla celebre competizione-evento.

Segnaliamo che, dalle ore 9 alle ore 16 sarà pertanto in vigore il divieto di parcheggio in piazza Arche, via Pomponazzo, via Calvi, piazza Marconi, piazza Sordello e via San Giorgio e che inoltre sarà in vigore il blocco del traffico veicolare in piazza Sordello, via S. Giorgio, via Cairoli (tratto compreso tra piazza Seminario e piazza Sordello) piazza Marconi, piazza Mantegna, piazza Erbe, via Broletto, piazza Broletto e via Accademia (tratto compreso tra piazza Alighieri e via Broletto). Sarà comunque ammesso il transito su velocipedi e di veicoli preventivamente autorizzati. Infine saranno previsti sbarramenti in via S. Giorgio, all'imbocco da viale Mincio e in uscita in direzione di lungolago dei Gonzaga, in via Cairoli, all'altezza di piazza Seminario, in via Accademia, in corrispondenza del varco ZTL e in piazza Mantegna, allo sbocco di via Verdi.

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La Mille Miglia nacque nel 1927 grazie all'impegno di Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini, in polemica con la mancata assegnazione a Brescia - la loro città natale - del Gran Premio d'Italia organizzato nel nuovo autodromo di Monza. Il nome della competizione deriva dalla distanza da percorrere: da Brescia a Roma e ritorno, per un totale di circa 1.600 chilometri, ovvero all'incirca 1.000 miglia.

A ricordo dell'edizione del 2018, pubblichiamo alcuni scatti qui sotto realizzati in piazza Sordello, con vista sul "nostro" Palazzo Del Capitano. 

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(crediti: Mincio e Dintorni)

Millemiglia 02
(crediti: La Voce di Mantova)

Millemiglia 04

(crediti: La Voce di Mantova) Leggi tutto...
14/06/21

Comunicazione ai visitatori

Ricordiamo inoltre che, durante la visita al museo, è obbligatorio l’uso della mascherina di tipo chirurgico. Qualora ne foste sprovvisti, le mascherine chirurgiche potranno essere fornite dal personale del museo all’ingresso del percorso. Vi preghiamo di seguire le indicazioni di visita fornite dal nostro personale per la tutela della salute pubblica.

Grazie per la gentile collaborazione e buona visita!

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08/06/21

LE DECORAZIONI NAPOLEONICHE A PALAZZO DUCALE

Con l’arrivo della bella stagione Palazzo Ducale apre le sue porte anche la sera: tutti i venerdì a partire dall’11 giugno fino al 23 luglio 2021 la reggia rimarrà aperta con orario continuato fino alle 22.15 con ultimo ingresso alle 21.20. Per arricchire ulteriormente la visita nella suggestiva cornice serale, l’11 giugno sarà possibile effettuare una visita guidata incentrata sulle preziose tracce di epoca napoleonica che decorano ancora oggi alcuni importanti ambienti in Corte Vecchia. La visita sarà condotta dagli storici dell’arte di Palazzo Ducale.

Il ritrovo è presso l’esedra di piazza Castello alle ore 20.30 e la partecipazione avviene previa prenotazione al costo di € 5 comprensivi di ingresso al museo nei soli ambienti interessati da questo insolito percorso. Il numero massimo dei partecipanti è di 15 persone e occorre passare prima in biglietteria per acquistare il pass e provare la temperatura.

È possibile prenotare compilando questo semplice modulo
oppure via telefono al 333 4910543
(attivo il venerdì mattina dalle 10 alle 12).

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La città di Mantova fu governata dai francesi dal 1797 al 1799 e dal 1801 al 1814. Quando nel 1805 Napoleone Bonaparte fondò il Regno d’Italia, Palazzo Ducale di Mantova fu scelto come una delle residenze imperiali e furono intrapresi importanti lavori di restauro e di rinnovamento per ridare splendore agli ambienti di quella che era stata la reggia gonzaghesca. Oltre a interventi di carattere manutentivo, necessari per salvare dal degrado molti ambienti del palazzo, tra il 1812 e 1813 fu avviata un’eccezionale campagna decorativa, di gusto neoclassico, coordinata dall’architetto faentino Giuseppe Pistocchi e dal pittore lariano Agostino Comerio, allusiva ai trionfi di Napoleone. Furono interessati soprattutto gli ambienti al piano nobile della Corte Vecchia, dove furono allestiti gli appartamenti destinati all’imperatore e all’imperatrice. Anche se molte di queste decorazioni sono andate perdute, restano ancora alcune testimonianze importanti di questa fase della lunga storia del Palazzo Ducale. La ricorrenza dei duecento anni dalla morte di Napoleone (1821-2021) offre l’occasione per tornare a ripercorrere queste vicende.

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Venerdì 11 giugno 2021
Le decorazioni napoleoniche a Palazzo Ducale
ritrovo ore 20.30 presso l’esedra in piazza Castello
(passare prima in biglietteria per l’acquisto del pass da € 5 e per la prova della temperatura)

Prenotazione obbligatoria:
Voglio prenotare la visita "Le decorazioni napoleoniche a Palazzo Ducale" di venerdì 11 giugno ore 20.30
(in alternativa è possibile farlo via telefono al 333 4910543, attivo il venerdì mattina dalle 10 alle 12)

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07/06/21

La città nascosta per i bambini

Il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Ducale apre le porte ai suoi visitatori più piccoli, con una serie di laboratori didattici dedicati alla mostra “La città nascosta. Archeologia urbana a Mantova”. Le scuole sono quasi finite, ma c’è sempre tempo per imparare divertendosi: le nostre archeologhe Chiara e Daniela vi condurranno alla scoperta degli ultimissimi scavi mantovani e dei nuovi ritrovamenti che ci hanno regalato.

Di seguito tutte le informazioni e il calendario dei laboratori:

Laboratori didattici “La città nascosta”, giugno-luglio 2021
Sabato dalle 15 alle 16:30
Per bambini tra i 6 e i 12 anni (indicativo)
Gruppi da massimo 10 bambini
Dove: aula didattica del Museo Archeologico
Costo: biglietto didattica € 5,00
Prenotazione via Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure chiamando il numero 333 4910543 attivo il martedì ore 10-12 e il venerdì 10-12.

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Sabato 12 giugno ore 15
NELL'ATELIER DEL VASAIO
Vasi, vasetti, ciotole, piattelli, pentole... Fabbricare contenitori in ceramica per tanti usi quotidiani è sempre stata un'esigenza primaria dell'uomo fin dalle epoche più antiche. Prendendo spunto dai grandi dolii esposti nella mostra, proviamo a calarci nei panni di un antico vasaio che, per creare capolavori, aveva a disposizione solo le sue abili mani e realizziamo un vasetto alla maniera preistorica.

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Sabato 19 giugno ore 15

L'A, B, C DEGLI ETRUSCHI
Che lingua difficile l'etrusco! E' scritto con strane lettere spesso incise su oggetti in ceramica o terracotta. Ma con un pizzico di aiuto possiamo provare a riconoscerle, a leggere qualche parola e, magari, anche a trascrivere il nostro nome con i caratteri etruschi.

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Sabato 26 giugno ore 15

CHI CI LASCIA LO ZAMPINO?
Passando sull’argilla ancora fresca animali piccoli e grandi potevano lasciare orme sui mattoni romani. I reperti esposti nella mostra ci danno lo spunto per osservare le impronte animali, distinguerle e riprodurle. Attività per bambini molto curiosi e desiderosi di mettersi alla prova nel riconoscimento delle tracce.

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Sabato 3 luglio ore 15

UN TESORO DI BAMBINO
Quando pensiamo a ricche tombe scavate dagli archeologi ci vengono in mente re, guerrieri, sacerdoti. Qualche volta però nelle sepolture possiamo trovare dei bambini, come nell’importante tomba di epoca longobarda rinvenuta in via Rubens. Ispirandoci al corredo del piccolo, cui furono riservati grandi onori, realizziamo crocette in lamina con la tecnica dello sbalzo.

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24/05/21

Palazzo Ducale Inedito

Palazzo Ducale è un complesso vasto e articolato, che si snoda attraverso una numerosa sequenza di piazze, giardini, sale monumentali, corridoi e ambienti meno nobili. In pochi possono vantare una conoscenza capillare di tutti i suoi tesori più nascosti. Per valorizzare alcune sue parti solitamente chiuse al pubblico, la reggia gonzaghesca ha avviato il progetto “Palazzo Ducale inedito”: dal 25 maggio per tutta l’estate – ogni martedì e mercoledì – il tradizionale percorso di visita viene ampliato consentendo al pubblico di visitare, senza alcun costo aggiuntivo sul normale biglietto, alcuni ambienti di particolare pregio e interesse. Il progetto è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di tutto il personale AFAV di Palazzo Ducale (Assistenti alla Fruizione, Accoglienza e Vigilanza).

Le modalità di visita sono semplici:

  • ogni martedì il nuovo percorso sarà accessibile lungo tutto l’orario di apertura giornaliero del museo e non è richiesta alcuna prenotazione.
  • Ogni mercoledì invece la visita sarà su accompagnamento con partenza a orari fissi presso punti di ritrovo stabiliti, in gruppi da 12 persone (mattino 9.30 / 10.30 / 11.30 / 12.30 e pomeriggio 14.30 / 15.30 / 16.30 / 17.30); per questi percorsi è invece richiesta la prenotazione tramite call center al 333 4910543 attivo ogni martedì ore 10-12 e venerdì ore 10-12.

Di seguito il programma dettagliato

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DAL 25 MAGGIO FINO AL 30 GIUGNO
(esclusi il 1° e 2 giugno per la manifestazione Trame Sonore)

Appartamento dell’Imperatrice
(tutti i martedì all’interno del percorso di visita)

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La visita completa del neoclassico Appartamento dell’Imperatrice va ben oltre la camera con il monumentale letto a baldacchino ornato dalle preziose stoffe di manifattura francese (recentemente restaurato) che è possibile vedere dall’affaccio in Sala dei Fiumi. L’appartamento infatti si snoda attraverso una serie di altri ambienti di pregio ricavati nella medievale Magna Domus affacciata su piazza Sordello.

Appartamento Grande di Castello
Tutti i mercoledì, visita accompagnata (ritrovo: Sala di Manto, ore 9.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 e 14.30 – 15.30 – 16.30 – 17.30)

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L’appartamento Grande di castello fu realizzato per volere del duca Guglielmo I Gonzaga, che ne affidò il progetto a Giovanni Battista Bertani. Il tema prescelto per le decorazioni è legato alla celebrazione della città di Mantova, tramite le vicende della sua fondazione mitica (sala di Manto) e della casata che ne governò le sorti (sala dei Capitani, dei Marchesi e dei Duchi). L’esaltazione delle gesta militari dei Gonzaga trovava il loro apice nel celebre ciclo di dipinti dei Fasti Gonzagheschi, eseguito da Jacopo Tintoretto tra il 1579 e il 1580 e oggi conservato nella Alte Pinakothek di Monaco. Le stanze di minori dimensioni che affacciano sul cortile dei Cani, di carattere più intimo e a uso del duca, furono decorate su progetto di Pirro Ligorio, chiamato nel 1573. Lo schema decorativo prevede uno stretto connubio tra stucchi all’antica e dipinti. I temi prescelti sono di tipo allegorico e riguardano l'evoluzione dell’uomo (loggia), le virtù e le allegorie musicali (camerino delle Virtù), il mondo dello studio e della scienza (studiolo).

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DAL 1° LUGLIO FINO AL 28 LUGLIO

Appartamento vedovile d’Isabella d’Este
Tutti i martedì, all’interno del percorso di visita

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L’appartamento di Isabella d’Este in Corte Vecchia è costituito da una serie di ambienti medievali riadattati a partire dal 1520 circa e disposti a L intorno al Cortile d’Onore. In origine si estendeva verso piazza San Pietro, l’attuale piazza Sordello, in una forma a T, con i locali ora destinati all’accoglienza. Le stanze furono oggetto di interventi edilizi, coordinati dall’architetto mantovano Giovanni Battista Covo, che si conclusero intorno al 1522. Quando la figlia, non ancora sedicenne, di Ercole I e Eleonora d’Aragona giunse a Mantova nel 1490 quale sposa di Francesco II Gonzaga, si sistemò al piano nobile del Castello di San Giorgio, in un appartamento soprastante quello del marito. Dopo la morte del consorte (1519) la marchesa decise di lasciare il maniero gotico e di stabilirsi in Corte Vecchia dove, tra il 1520 e il 1522, fece trasferire le collezioni d’arte, i libri, i dipinti di sua proprietà.

Mostra “Nuove acquisizioni e restauri”
Tutti i mercoledì, visita accompagnata (ritrovo: Cortile del Castello, ore 9.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 e 14.30 – 15.30 – 16.30 – 17.30)

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La crescita delle collezioni permanenti è uno degli obiettivi del Museo. Questa attività può essere perseguita tramite diverse vie. Questa breve esposizione dà conto di tutte queste diverse casistiche, presentando le opere entrate a far parte negli ultimi mesi o anni nelle collezioni di Palazzo Ducale.

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DAL 3 AGOSTO AL 15 SETTEMBRE

Camerini della Paleologa
Tutti i martedì, all’interno del percorso di visita

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A partire dal 1531 Giulio Romano progettò la costruzione di un nuovo appartamento per Margherita Paleologa, moglie del duca Federico II Gonzaga, che prese il nome di Palazzina della Paleologa. L’edificio era posizionato a ridosso del Castello di San Giorgio, sopra un preesistente revellino, ed era proiettato verso il lago e l’esterno della città, come una villa. Il rapporto tra interno ed esterno era enfatizzato dal giardino pensile, il primo a essere realizzato nel Palazzo Ducale. Nel 1899 la palazzina fu demolita e si salvarono alcuni gli affreschi che decoravano tre piccoli ambienti. Questi camerini vennero rimontati alla fine degli anni Venti del Novecento in una sala del castello. Dei tre camerini sopravvissuti soltanto uno – quello delle Stagioni – risale alla campagna decorativa ideata da Giulio Romano. Le altre decorazioni furono infatti eseguite nel corso della seconda metà del Cinquecento.

Appartamento della Rustica
Tutti i mercoledì, visita accompagnata (ritrovo: Giardino dei Semplici, ore 9.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 – 14.30 – 15.30 – 16.30 – 17.30)

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L’edificio denominato la Rustica venne progettato da Giulio Romano e in parte eretto tra il 1538 e il 1539 per volontà di Federico II Gonzaga. Situata di fronte al lago e appoggiata a quel tempo al circuito murario cittadino, la palazzina – in origine priva dell’attico – appariva del tutto isolata rispetto alle altre fabbriche gonzaghesche, quali il Castello di San Giorgio, la Domus Nova e la Corte Nuova, sorte tra la fine del XIV e i primi decenni del XVI secolo, non lontano dalla Corte Vecchia. Il linguaggio di Giulio si ravvisa soprattutto sul lato esterno prospiciente il grande cortile della Cavallerizza o della Mostra. Gli elementi delle colonne tortili, degli archi ribassati, delle bugne in rilievo appaiono utilizzati con spregiudicata inventiva in un quadro architettonico che guarda in particolare al gioco delle sproporzioni, dei contrasti e della dinamica delle forme.
Attenendosi a precedenti progetti giulieschi, l’architetto Giovanni Battista Bertani, nominato prefetto delle edificazioni gonzaghesche nel 1549, realizza le ali lunghe di collegamento tra i complessi di Corte Nuova e della Rustica dando regolare conformazione al cortile della Mostra.

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21/05/21

Il giro d'Italia passa da Mantova

La tredicesima tappa del Giro d'Italia 2021 è partita oggi 21 maggio da Ravenna e si è conclusa a Verona. Nel tragitto, i ciclisti sono passati sul lungolago di Mantova e hanno pedalato ai margini del grande complesso gonzaghesco. Pubblichiamo qui di seguito alcuni scatti che immortalano gli attimi concitati della gara!

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21/05/21

Apertura lunedì 31 maggio

Data la concomitanza con il festival Trame Sonore, Palazzo Ducale sarà eccezionalmente aperto il lunedì 31 maggio tutta la giornata. Resterà invece chiuso il giovedì 3 giugno mattino per consentire i disallestimenti. Il Museo Archeologico Nazionale rimarrà invece chiuso le mattine di lunedì 31 maggio e giovedì 3 giugno, aprendo entrambi i giorni dalle ore 14.

Dal 30 maggio al 2 giugno 2021 è possibile prenotare online sul sito https://ducalemantova.vivaticket.it/ la fascia oraria di ingresso al museo, ma il pagamento del biglietto avverrà alla biglietteria al momento dell’ingresso.

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21/05/21

Trame Sonore 2021

Dal 29 maggio al 2 giugno 2021 Palazzo Ducale ospiterà il Festival di Musica da Camera "Trame Sonore": anche quest'anno oltre 250 musicisti da tutto il mondo daranno vita a 150 eventi tra concerti, incontri e percorsi d’approfondimento nei principali monumenti di Mantova quali Palazzo Ducale, Palazzo Te, Palazzo Castiglioni, Palazzo D’Arco, Rotonda di San Lorenzo, Piazza Santa Barbara, Teatro Bibiena, Basilica di Santa Barbara e la Biblioteca Teresiana. Si conferma la validità dell'originale format che fonde musica e arte, per cui i visitatori del museo potranno godere di brevi concerti di musica durante la visita lungo il percorso museale. 
Per tutte le informazioni dettagliate sul festival si rimanda al sito www.oficinaocm.com/trame-sonore
 
Data questa concomitanza, durante i giorni dal 30 maggio al 2 giugno sarà possibile prenotare online sul sito https://ducalemantova.vivaticket.it/ con le consuete modalità, ad eccezione del pagamento, che avverrà soltanto alla biglietteria al momento dell’ingresso
 

Segnaliamo inoltre che LUNEDÌ 31 MAGGIO 2021 il museo rimarrà eccezionalmente APERTO con orario e bigliettazione ordinaria. Sarà invece CHIUSO il GIOVEDÌ 3 GIUGNO alla MATTINA, per consentire il disallestimento degli eventi, RIAPRIRÀ al pubblico dalle ore 14.00 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.30).

La vendita del biglietto congiunto e Palazzo Ducale - Palazzo Te - Palazzo D'Arco è SOSPESA nei giorni 30.05.21 – 03.06.21
Il servizio di visite guidate con partenze a orario fisso è sospeso nei giorni 30.05.21 – 02.06.21.

Vi auguriamo buona visita e buon festival!

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18/05/21

UNA NUOVA SEZIONE DELLA COLLEZIONE FREDDI

La Fondazione Romano e Raimonda Freddi Onlus fu costituita l’8 giugno 2017 dal comm. Romano Freddi, allo scopo di esporre al pubblico il proprio patrimonio artistico nel Palazzo Ducale di Mantova.

Un primo nucleo di opere fu allestito nel 2015 al piano nobile del Castello di San Giorgio: in tempi più recenti, grazie alla disponibilità della Fondazione, è stato concordato con la direzione della reggia gonzaghesca un ampliamento di quella prima esposizione, che si andrà a estendere nella vicina Sala delle Armi, il cui restauro si è da poco concluso. Sono ben trentadue le opere che si aggiungeranno a quelle già in Palazzo Ducale e, tra esse, spiccano alcune opere del pittore settecentesco Giuseppe Bazzani (tre ‘Allegorie’), diverse splendide maioliche rinascimentali, vari bronzi – tra cui un ‘Crocifisso’ di Andrea Alessandri detto “il Brescianino” – e anche reperti archeologici, tra cui una Kylix apula (un recipiente di ceramica) del gruppo di Menzies (340 a.C. circa), che attestano la varietà di interessi del collezionista.

Il restauro della sala ha previsto un complesso intervento di miglioramento strutturale anti-sismico e la realizzazione di un impianto di climatizzazione dell’ambiente a tutela delle delicate e importanti le opere che saranno qui accolte; l’intervento consentirà anche un ampliamento del percorso di visita del Castello, in una sala attualmente chiusa dal sisma del maggio 2012.

«È un ulteriore e importante passo – spiega il Presidente della Fondazione Enzo Tonghini – volto a finalizzare la volontà di Romano e Raimonda: che tutte le opere d'arte rimanessero unite, che fossero collocate in Palazzo Ducale e che fossero visibili ai cittadini mantovani e alla collettività».

«Questa occasione di collaborazione con la Fondazione – aggiunge il Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso – consentirà l’esposizione di alcune delle preziose opere già appartenute a Romano Freddi, che egli desiderava fossero esposte al pubblico, ai mantovani, in Palazzo Ducale. Lungimirante mi sembra quindi e per varie ragioni la scelta di intervenire nella Sala delle Armi, nella quale è stata effettuata una cerchiatura interna e la predisposizione per il nuovo impianto di climatizzazione. La sala è molto importante: fu ristrutturata nel 1531 per accogliere Margherita Paleologo, in arrivo a Mantova come moglie di Federico II Gonzaga, e fu nuovamente decorata nel 1549, per il matrimonio tra Francesco III e Caterina d’Austria. Ma reca anche tracce dell’epoca di Isabella d’Este, perché ai suoi anni sono riferibili gli eleganti peducci di volta. In questa sala vorremmo esporre anche il prezioso arazzo di Giulio Romano, con gli ‘Erotes’, acquistato dallo Stato lo scorso dicembre, affinché possa dialogare con le opere della Fondazione Freddi. Credo che tutti debbano esprimere gratitudine al comm. Freddi per aver deciso di destinare la sua collezione al Palazzo Ducale, in comodato».

La Sala delle Armi è stata restaurata, in gran parte con finanziamenti della Fondazione Freddi, con un progetto strutturale dell’ing. Paolo Faccio e per la parte impiantistica dell’arch. Antonio Stevan, con il coordinamento dell’arch. Maria Lucia Masciopinto; i lavori sono stati eseguiti dalla ditta EdilOne.

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17/05/21

Un marmo nelle collezioni del Ducale

Un ulteriore tassello si aggiunge al fitto programma di acquisizioni effettuate recentemente da Palazzo Ducale di Mantova. Questa volta si tratta di una raffinata scultura in marmo di Carrara, opera di Pietro Paolo Dalle Masegne, già impegnato a Mantova a cavallo tra Trecento e Quattrocento con il fratello Jacobello nella realizzazione della nuova facciata del Duomo cittadino e del suo ampio corredo scultoreo. Il marmo era parte di un monumentale sepolcro funebre dedicato a Margherita Malatesta, seconda moglie di Francesco I Gonzaga.

«Francesco I – racconta il Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso, promotore dell’acquisto – fu “capitano del popolo” di Mantova dal 1382 al 1407. Egli ebbe tre mogli: Agnese Visconti fu decapitata per adulterio nel 1391; due anni dopo sposò Margherita Malatesta, morta il 20 febbraio 1399; infine, Anna Visconti, la quale, sposata nel 1404, gli sopravvisse. Alla morte della Malatesta, il Gonzaga ordinò la realizzazione di un imponente sepolcro: dopo le prime intese con Jacobello Dalle Masegne, l’accordo definitivo fu stipulato il 5 aprile 1400 con Pietro Paolo. Ho recentemente ripercorso l’attività dei Dalle Masegne a Mantova, recuperando una nutrita serie di sculture ed elementi architettonici che ci restituiscono quella fase di grande splendore, della quale sembrava non fosse sopravvissuto nulla».

Alla presenza dei Dalle Masegne si è voluta attribuire la «svolta in senso moderno e internazionale che fece della capitale dei Gonzaga un punto di riferimento per le altre corti dell’Italia padana».

La facciata del Duomo di Mantova e il monumento funebre per Margherita Malatesta furono dunque le due principali opere che i fratelli Jacobello e Pietro Paolo Dalle Masegne intrapresero a Mantova sotto l’influenza dei Gonzaga tra XIV e XV secolo. Il sepolcro della Malatesta fu collocato nella chiesa di San Francesco, nella cappella di San Ludovico da Tolosa, poi dedicata nel Settecento a San Bernardino da Siena. Il cronista settecentesco Federigo Amadei descrive il monumento come «un mausoleo di finissimi marmi» e fa menzione della bella epigrafe che è tuttora conservata nei depositi di Palazzo Ducale. Alla fine del Settecento il sepolcro fu smembrato: l’identificazione dei vari pezzi è come la ricomposizione di un puzzle.

La scultura di marmo acquistata da Palazzo Ducale presso un antiquario di Parigi raffigura un San Francesco, stimata una delle figure che decoravano la cassa della defunta. Si tratta di un marmo bianco di Carrara di 19 cm di larghezza per 26,5 di altezza, lavorato con grande raffinatezza a testimonianza del superbo grado di sapienza artistica raggiunto dai Dalle Masegne: il santo è raffigurato con gli occhi socchiusi, declinati come sottili fessure orizzontali, la bocca lievemente aperta quasi a suggerire la presenza del respiro, le pieghe del saio rese con grande realismo, lievi sul petto, più marcate nelle maniche, nelle pieghe del gomito e attorno al collo.

Il prezioso pezzo, attualmente custodito nei depositi di Palazzo Ducale e in buone condizioni conservative, sarà esposto per la prima volta all’interno della mostra “Dante e la cultura del Trecento a Mantova” che si terrà a Palazzo Ducale all’interno del programma di celebrazioni dedicate al sommo poeta dall’8 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

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29/04/21

LA CITTÀ NASCOSTA

«Gli eccezionali rinvenimenti provenienti dai due scavi mantovani diretti dalla Soprintendenza – afferma il Soprintendente Gabriele Barucca - consentono di presentare nella mostra organizzata in occasione della riapertura del Museo Archeologico Nazionale, pezzi che lasciano intravedere nuove prospettive di ricerca e stimolano ulteriori approfondimenti scientifici e storici».

«Un’occasione straordinaria – prosegue il Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occasoper entrare nel vivo degli scavi in corso in città e per partecipare, quasi in presa diretta, alle scoperte che il sottosuolo ci riserva: scoperte che ci aiutano a scrivere e a volte ci costringono a riscrivere la storia della città, nella splendida ‘vetrina’ del Museo Archeologico».

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La città nascosta. Archeologia urbana a Mantova” è il nome della nuova esposizione allestita al secondo piano del Museo Archeologico Nazionale. Nata da una collaborazione tra Palazzo Ducale e Museo Archeologico Nazionale di Mantova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Cremona, Lodi e Mantova, la mostra a cura degli archeologi Mari Hirose e Leonardo Lamanna intende mostrare al pubblico i risultati degli ultimi scavi cittadini a pochi mesi dalla loro scoperta.

Il sottosuolo della città continua a riservare sorprese e a svelare, tassello per tassello, la sua storia più antica, che va componendosi come un mosaico. Grazie allo scavo di Gradaro – Fiera Catena, condotto sotto la direzione della Soprintendenza nell’ambito del progetto di riqualificazione Mantova Hub, promosso dal Comune, sono venute alla luce tracce del più antico insediamento finora ritrovato nell’area della città, risalente alla fine dell’età del Bronzo, diversi secoli prima dell’arrivo degli Etruschi. Particolarmente fortunato è stato il rinvenimento di due grandi dolii, vasi usati per contenere granaglie e altre riserve alimentari, conservati al di sotto del pavimento di una capanna, che sono stati accuratamente prelevati e sottoposti a restauro.

Il cantiere di via Rubens – Case dei Canonici di Santa Barbara, nel cuore della Civitas vetus ossia del centro storico, rappresenta invece un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, dal Rinascimento all’età longobarda, dalla Mantua romana sino all’epoca etrusca, quando qui si trovavano un quartiere con abitazioni e una bottega di ceramisti. Saranno presentati non solo i più recenti studi sulla sepoltura altomedievale venuta in luce nel 2012, già balzata agli onori della cronaca per il suo corredo ricco di ori, ma anche nuovi importanti ritrovamenti, come un pavimento a mosaico decorato con delicate foglie di vite, testimonianza dei gusti raffinati dei proprietari di un’antica domus.

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un piccolo libretto-guida realizzato da Editoriale Sometti a disposizione del visitatore.

«Dall’età del Bronzo all’età moderna – raccontano i curatori della mostra Mari Hirose e Leonardo Lamannapassando per etruschi, romani e Medioevo: la storia di una città millenaria come Mantova giace nascosta sottoterra. Grazie all’accurato lavoro degli archeologi questo patrimonio antico, ricco di storie emozionanti, torna ogni giorno alla luce e, anche tramite questa mostra, può essere restituito a tutti i cittadini, che ne sono i veri proprietari».

E' possibile scaricare gratuitamente il libretto-guida della mostra in formato pdf a questo link.

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29/04/21

"La città nascosta": prorogate le visite guidate

Visto l'ottimo riscontro di pubblico, proroghiamo anche per tutto il mese di giugno le visite guidate alla mostra "La città nascosta. Archeologica urbana a Mantova" presso il Museo Archeologico Nazionale. Ogni giovedì di giugno alle ore 17.30 sarà possibile iscriversi a una visita guidata condotta da archeologi qualificati al costo di € 5 comprensivi di biglietto d'ingresso al museo. Dato il contingentamento degli ingressi, per partecipare è necessario prenotarsi compilando il seguente modulo:

Prenotazione visita guidata giovedì 24 giugno ore 17.30

Una volta effettuata la prenotazione, è sufficiente recarsi il giorno stabilito presso la biglietteria unica sotto i portici di piazza Sordello per provare la temperatura e ritirare il biglietto per la visita guidata. La partenza della visita avviene dal ritrovo davanti al Museo Archeologico Nazionale in piazza Sordello 27.

Vi auguriamo ancora una volta buona visita e a presto!

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30/04/21

Visite guidate nei weekend

È possibile usufruire del servizio di visita guidata all'intero percorso museale in due fasce orarie durante le giornate di sabato e domenica: al mattino ore 10.10 e al pomeriggio ore 16.10. Le visite guidate, dal costo di € 6 per persona, vanno prenotate al num. 333 4910543 attivo al martedì e al venerdì dalle 10.00 alle 12.00.

Ricordiamo che, prima di recarsi in piazza Castello per l'accesso al percorso museale, anche se in possesso di prenotazione, è sempre necessario passare alla biglietteria unica in piazza Sordello 40 per la prova della temperatura con termoscanner e il ritiro del biglietto.

Vi auguriamo una buona visita!

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23/04/21

PALAZZO DUCALE RIAPRE AL PUBBLICO

Con la Lombardia ufficialmente in zona gialla, Palazzo Ducale e Museo Archeologico Nazionale di Mantova riapriranno al pubblico da martedì 27 aprile 2021, ripristinando il consueto periodo di apertura settimanale dal martedì alla domenica, con giorno di chiusura settimanale fissato al lunedì, in linea con le precedenti disposizioni. I visitatori potranno dunque presto tornare a godere delle splendide sale della reggia dei Gonzaga e del suo capolavoro più noto, la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Le prenotazioni sono già aperte sul sito ducalemantova.vivaticket.it.

Il percorso di visita resterà quello già sperimentato durante le scorse aperture, ovvero con ingresso da piazza Castello e uscita da Corte Vecchia in piazza Sordello. Come già nei mesi dell’anno, sarà necessario passare in biglietteria per la misurazione della temperatura e per ritirare il biglietto. L’unica importante novità riguarderà il sabato e la domenica: in ottemperanza alle indicazioni governative sarà necessario prenotare la visita entro il giorno precedente. Nell’ottica di evitare gli assembramenti e le lunghe code, infatti, è stato previsto l’obbligo di prenotazione nel weekend con almeno 24 ore di anticipo. Gli orari di apertura sono gli stessi dell’ultimo periodo, dal mattino alle 8.45 fino alle 19.15 di sera (con la biglietteria che chiude i battenti alle 18.15).

“Siamo molto felici – afferma il Direttore Stefano L’Occaso – di riaprire le porte di entrambi i nostri meravigliosi musei dopo questi mesi di chiusura. Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato molto dietro le quinte per perfezionare l’offerta espositiva, restaurare alcune opere e arricchire le collezioni con diversi pezzi che andremo a svelare nelle prossime settimane. Qualcuno – ad esempio il capolavoro del Carracci proveniente dalla chiesa di San Maurizio – è già visibile lungo il percorso di visita ma non mi dilungo oltre per non rovinare la sorpresa...Sarà per tutti un piacere vedere finalmente le ampie e meravigliose sale di Palazzo Ducale arricchite della presenza dei visitatori e ringraziamo come sempre tutti gli appassionatissimi mantovani che ci hanno sostenuto in questi mesi. Che una struttura ampia e complessa come il Palazzo Ducale riesca in pochi giorni a organizzarsi e programmare la riapertura, è un merito che va condiviso con tutto il personale.”

Come già annunciato pochi giorni fa, ricordiamo che per i primi giorni di apertura in Camera degli Sposi potranno esserci alcuni piccoli disagi per il pubblico, dovuti alla presenza di trabattelli per la conclusione dei lavori di monitoraggio e manutenzione ordinaria delle pitture murali di Andrea Mantegna. La visita sarà comunque garantita a tutti coloro in possesso di regolare biglietto.

A prestissimo!

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23/04/21

I CAPOLAVORI DI S. MAURIZIO A PALAZZO DUCALE

La chiesa di San Maurizio a Mantova è chiusa al pubblico in seguito al terremoto del 2012 ed è attualmente interessata da lavori di restauro conservativo a cura della Soprintendenza. Il 10 settembre 2014 numerose opere d’arte che ornano la splendida chiesa di via Chiassi sono state depositate in Palazzo Ducale, per metterle al sicuro da possibili danni o da furti.

In attesa della conclusione dei lavori e per arricchire il suo percorso di visita in vista della prossima riapertura, Palazzo Ducale di Mantova ha progettato l’esposizione al pubblico di una selezione di queste opere, tra cui spicca un grande capolavoro. Con la collaborazione della Soprintendenza ABAP delle Province di Cremona, Lodi e Mantova, la Direzione di Palazzo Ducale ha scelto di collocare tre tele di generose dimensioni lungo la galleria di Santa Barbara, in corrispondenza del tratto di corridoio progettato dall’architetto neoclassico Paolo Pozzo. Le tre tele esposte, valorizzate da un nuovo impianto di illuminazione, sono importanti prodotti dell’arte bolognese del Seicento e dimostrazione della fortuna della pittura felsinea nel Mantovano. Il dipinto più prestigioso è certamente quello di Ludovico Carracci (Bologna 1555-1619) che ritrae il Martirio di Santa Margherita (1616, olio su tela); i successivi due sono l’opera di Lucio Massari (Bologna 1569-1633), Santa Margherita nell’acqua bollente (1619-1620, olio su tela) e la tela attribuita a Tommaso Gazzini (nato a Bologna; documentato 1670-1698) intitolata Ritrovamento della Croce (1669, olio su tela).

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«L’esposizione nel percorso di visita – spiega il Soprintendente Gabriele Barucca – del Museo di Palazzo Ducale di questi tre importanti dipinti di pittori bolognesi del Seicento, appartenenti al corredo di tele della chiesa teatina di San Maurizio costituisce la prima iniziativa, voluta dalla Soprintendenza di concerto con la Direzione del Museo, nel contesto di un graduale recupero del bene, un programma finalizzato alla restituzione alla cittadinanza di una delle chiese più amate dai Mantovani, da troppo tempo chiusa al pubblico. San Maurizio è stata infatti chiusa e dichiarata inagibile nel giugno del 2012 a seguito dei danni causati dal sisma che colpì in quell’anno l’Emilia e la provincia di Mantova. I tre dipinti che ora si presentano vennero allora, insieme a molti altri, rimossi dagli altari della chiesa e portati nei depositi di Palazzo Ducale in attesa di poter tornare nella loro sede originaria una volta terminato il restauro dell’edificio sacro. Finalmente, dopo anni di stallo, è stato possibile per la Soprintendenza iniziare nel corso del 2020 il complesso recupero della chiesa utilizzando vari fondi messi a disposizione dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lombardia. Entro giugno di quest’anno sarà ultimato il restauro della splendida facciata che prospetta su via Chiassi; nel 2022 si procederà al consolidamento strutturale della chiesa per poi di seguito completare il restauro del suo interno con interventi mirati sulle decorazioni parietali delle varie cappelle».

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«Questa nuova occasione di collaborazione con la Soprintendenza – aggiunge il Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso – consente l’esposizione di alcuni dipinti di gran pregio. La chiesa teatina di San Maurizio ospita opere dei Carracci e della loro scuola, come Lucio Massari, la cui tela, ora ammirabile da vicino, spicca per il sobrio rigore che l’avvicina al Domenichino. Il ‘Ritrovamento della croce’, o ‘Inventio crucis’, è un’opera già riferita al fiammingo Frans Geffels, ma che una decina di anni fa volli attribuire a un artista emiliano, Tommaso Gazzini. All’epoca proposi una datazione tra il 1668 e il 1670 e nell’allestire questa piccola esposizione in Palazzo Ducale è emersa sull’opera la data 1669, che potrebbe confermare la mia ipotesi. Soprattutto, abbiamo la possibilità di far ammirare il ‘Martirio di Santa Margherita’ di Ludovico Carracci, l’opera più celebre di San Maurizio. Su un pontile, uno sgherro in precario equilibrio sta per decapitare la Santa, raccolta in preghiera. L’opera godette di notevole celebrità: fu copiata da artisti locali (in dipinti a Gabbiana, a Torricella e a Mariana Mantovana), ma anche da famosi artisti di passaggio in città: il bolognese Marcantonio Franceschini si ispirò alla pala mantovana per dipingere a Chioggia il ‘Martirio dei Santi Felice e Fortunato’, nel 1728, e persino il veneziano Giovanni Battista Tiepolo ne trasse un appunto, in un disegno conservato a Cambridge, al Fitzwilliam Museum (https://collection.beta.fitz.ms/id/object/7920) e datato tra il 1732 e il 1734».

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