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AL VIA I LAVORI SULLA GALLERIA DELLA MOSTRA

Il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova è lieto di annunciare l’avvio dei lavori di restauro della Galleria della Mostra, lo straordinario salone che ospitava la superba collezione d’arte dei Gonzaga. L’intervento di manutenzione straordinaria è stato reso possibile grazie al contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana con la collaborazione della Società per il Palazzo Ducale di Mantova. Si tratta di un’attività attesa da molti anni che consentirà l’integrazione della sala in un nuovo percorso museale, da inaugurarsi proprio in occasione della grande mostra “Con nuova e stravagante maniera” su Giulio Romano prevista per l’autunno.

“Dopo il sisma del 2012 – ricorda il Direttore Peter Assmann – la magnifica Galleria della Mostra è rimasta chiusa al pubblico. La sua sorprendente spazialità, le sue decorazioni, il pregio del suo soffitto ligneo finemente lavorato sono stati preclusi ai numerosi visitatori che in questi anni hanno frequentato la reggia. Da oggi inizia finalmente un percorso in grado di restituire questo bellissimo saggio di architettura al suo pubblico. Fondazione BAM con la Società per il Palazzo Ducale si sono resi protagonisti di un’iniziativa di alto profilo per la quale siamo estremamente riconoscenti. Un preziosissimo dono, che rimarrà alla città dopo l’evento espositivo di Giulio Romano: un regalo non solo al museo ma anche a tutti i mantovani, che potranno andare ancor più orgogliosi delle loro eccellenze artistiche”.

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La Galleria della Mostra è uno dei più vasti ambienti di Palazzo Ducale: un enorme vano di 64 metri di lunghezza, largo quasi sette metri e alto otto. Illuminata da nove finestroni rivolti sullo straordinario Cortile della Cavallerizza, la galleria fu iniziata nell'ultimo decennio del XVI secolo su progetto di Giovan Battista Bertani, per essere adibita a luogo di esposizione per le tele e i reperti della portentosa collezione della famiglia Gonzaga. Il suo nome deriva dunque proprio da questo, dalla volontà della famiglia mantovana di “mostrare” agli ospiti la propria grandezza.

Dopo anni di splendore, nel 1754 cominciarono a emergere i primi problemi conservativi, specialmente al notevole soffitto ligneo a cassettoni e alle pareti dipinte della Galleria, a seguito di infiltrazioni d’acqua. Anno dopo anno, nel 1875 si verificò l’infausto crollo che portò a una serie di ulteriori demolizioni delle parti pericolanti: sopravvissero fortunatamente due preziose campate che fungeranno da riferimento fondamentale per i lavori di recupero effettuati tra il 1933 ed il 1934. In quelle date infatti vengono finanziati dei robusti interventi su generosa elargizione del mecenate americano Kress – ricordati da una targa ancora oggi esistente – grazie ai quali la Galleria della Mostra è giunta sino ai giorni in buono stato. Non seguirono infatti altri restauri, se non alcune riprese sugli apparati decorativi dipinti ad affresco e a tempera intorno agli anni Sessanta. Dopo il terremoto del 2012, che danneggiò la collezione dei marmi ivi allestita, la Galleria venne chiusa al pubblico per questioni di sicurezza e da allora non è più stata inserita nei percorsi museali della reggia gonzaghesca.

L'intervento odierno prevede una revisione completa di tutte le superfici. Le principali operazioni da svolgere sulle murature riguardano il consolidamento e la riadesione dei distacchi di intonaco e della pellicola pittorica, la pulitura delle superfici, la stuccatura e la reintegrazione degli strati di colore. Per quanto riguarda il soffitto ligneo si prevede la disinfestazione, il consolidamento della pellicola pittorica, la pulitura e il raccordo cromatico, con particolare riguardo alle zone interessate da macchie di umidità. Per quanto attiene alle parti scultoree si prevede l’eventuale consolidamento e la pulitura. Dove necessario si provvederà alla riadesione dei frammenti o all’integrazione delle eventuali mancanze. Per quanto concerne i busti in gesso posizionati negli ovati (22 in totale) è necessario provvedere alla rimozione dei depositi superficiali e alla verifica della loro stabilità in sede. Il cantiere sarà anche occasione per analizzare i materiali ed approfondire le tecniche impiegate nelle decorazioni. La ditta Marchetti e Fontanini srl, che sta eseguendo i lavori, procederà alla registrazione dei dati acquisibili durante il cantiere su materiali e tecniche costruttive. Durante tutte le fasi dei lavori sarà redatta opportuna documentazione grafica e fotografica, a testimonianza della situazione precedente l’intervento e a documentazione dello stato dei lavori in corso, fino alla restituzione finale.

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“Fondazione Banca Agricola Mantovana – dichiara il Presidente Roberto Gianolio – è particolarmente onorata di poter intervenire, in via esclusiva, al restauro della Galleria della Mostra, uno dei più vasti ambienti di Palazzo Ducale. Ubicata in Corte Nuova, tra la Galleria dei Mesi e l’accesso all’appartamento dell’Estivale o della Rustica, tale Galleria non è stata interessata, dopo l’intervento di Kress, da restauri significativi e il sisma del 2012 ha ulteriormente aggravato lo stato conservativo, in particolar modo del soffitto e degli stucchi. Oggi, pertanto, è un giorno speciale e con emozione assistiamo con piacere al recupero di uno degli ambienti che vanta maggior fascino dovuto all’eccezionale lunghezza e alla luce proveniente dalle numerose finestre. Ancor più di soddisfazione sarà il momento in cui saranno terminati i lavori di restauro e la Galleria sarà uno degli scrigni che accoglieranno i capolavori della mostra dedicata a Giulio Romano: prossimo evento culturale per la cui produzione Palazzo Ducale potrà contare ancora sul sostegno della Fondazione BAM”.

“È con grandissimo onore – afferma Gianpiero Baldassari – che la nostra Società partecipa al restauro della Galleria della Mostra, uno degli ambienti di maggior fascino del Palazzo Ducale. Il nostro sodalizio, nato nel 1902, si riunì in libera associazione per il recupero della Reggia Gonzaghesca, allora in stato di grave abbandono e avviata verso una definitiva rovina. Dopo un primo intervento per poter consolidare la struttura portante e del “Palazzo del Capitano”, che in quel momento denotava un pericoloso collasso verso Piazza Sordello, è intervenuta in numerosi altri recuperi nei vari luoghi del nostro Palazzo. Riteniamo che uno dei restauri più significativi sia stato quello che, agli inizi degli anni 1930, si è concretizzato grazie al contributo ricevuto dal mecenate Samuel Henry Kress, fortemente supportato dall’allora Direttore Onorario del Palazzo Ducale Clinio Cottafavi, il cui monumento presto sarà risistemato in Piazza Lega Lombarda, e da un nutrito gruppo di appassionati e benemeriti mantovani. Ora, a distanza di tanti anni, dopo il sisma del 2012 che ha causato la chiusura di questa bellissima sala onde non peggiorare i danni, ci apprestiamo, unitamente alla Fondazione BAM e alla Direzione del Palazzo Ducale, guidata dal Direttore Peter Assmann, a presentare i lavori di recupero, per poi riaprire i locali ed ospitare la grande Mostra che celebrerà Giulio Romano, architetto e pittore del Rinascimento, prefetto delle fabbriche dei Gonzaga a Mantova”.

A breve, dunque, tutti i visitatori e i mantovani potranno godere nuovamente di questa straordinaria lezione di architettura tardo-cinquecentesca la cui apertura sarà prevista in occasione della mostra dedicata al celeberrimo maestro del manierismo Giulio Romano: data da segnarsi sul calendario, il 6 ottobre 2019.

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Un approfondimento tecnico a cura dell'Impresa Marchetti e Fontanini snc
Il nuovo restauro della Galleria della Mostra scaturisce principalmente dalla necessità di porre rimedio al progressivo e rapido deterioramento del complesso apparato decorativo realizzato tra il 1605 e il 1611. Nel 1933, epoca del considerevole intervento condotto dal pittore-restauratore Arturo Raffaldini, con l’assistenza di sette pittori-restauratori, la Galleria versava in uno stato desolante: le pareti conservavano ancora significative tracce della decorazione originale, mentre del soffitto ligneo a lacunari rimanevano in loco esclusivamente il secondo e circa un terzo del quarto comparto. Con l’impiego dei finanziamenti erogati dal collezionista mecenate Samuel Kress si diede pertanto inizio a una completa opera di ricostruzione delle parti mancanti, sia della cassettonatura, che delle pareti, e di restauro di quel che restava di originale. In un articolo del 1934, Clinio Cottafavi rileva: “le decorazioni andavano perdendo dorature e colori perché staccavasi a squame l’apparecchiatura di gesso applicata sui legnami…”.

Queste stesse condizioni, difficilmente apprezzabili da terra, sono ora state riscontrate grazie alla visione ravvicinata, dopo l’approntamento del ponteggio, che ha rivelato appieno la diffusa precarietà delle stesure pittoriche soprattutto del soffitto, consentendo anche di caratterizzare e discriminare l’intervento del Raffaldini, condotto con materiali differenti rispetto alla tecnica esecutiva seicentesca e qualificato, pratica comune all’epoca, da ridipinture e sovrapposizioni estese al dipinto originale, poco rispettose ma efficaci nell’accordare le parti nuove a quelle conservate. Il restauratore ebbe anche cura di riprodurre le consunzioni e le lesioni che caratterizzavano le stesure conservate, abradendo le aggiunte con spazzole dure e patinando l’insieme per riproporre l’alterazione cromatica dovuta all’invecchiamento.

L’estrema delicatezza della tecnica originale, che si avvale di colori igroscopici e poveri di legante, esige una particolare attenzione nella scelta dei materiali da impiegarsi nel restauro attuale, che dovranno soddisfare esigenze di buona stabilità termica e meccanica, di scarsa interferenza cromatica, di elasticità e reversibilità nel tempo. L’intervento effettuerà inoltre il controllo della tenuta dell’ornamentazione lignea, con rinsaldo degli elementi distaccati o lesionati e la sigillatura delle fessure e delle commettiture dell’assito che lasciano filtrare polveri e detriti dal sottotetto.

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Anche la decorazione parietale, organizzata in dipinti murali, lesene, capitelli, cornici, riquadri con rilievi e nicchie in stucco che accolgono busti in gesso patinato, ripropone le problematiche conservative del soffitto con diffusi sollevamenti e mancanze nelle stesure pittoriche, dissesti e distacchi tra i vari livelli d’intonaco e gli stucchi, patine superficiali dovute sia a corposi depositi di polveri che all’alterazione dei trattamenti applicati nel corso del primo restauro e dei successivi interventi manutentivi. Anche sulle pareti Raffaldini non si limitò al restauro delle decorazioni secentesche, ma intervenne liberamente reinterpretando alcune scene degli sfondati o riproponendole ex novo in quelle più ammalorate o del tutto perse. Sovrappose ad ogni elemento della decorazione un trattamento resinoso, probabilmente una miscela di cera e resina, efficace inizialmente nel ravvivare i colori e rendere più leggibile la raffigurazione, ma poco duraturo nel tempo, ora alterato sotto forma di patine biancastre che occultano la superficie pittorica. La tecnica impiegata nelle nuove scene è riconducibile a quella ampiamente sperimentata e brevettata da Raffaldini che si professa riscopritore dell’antica pittura ad encausto.

In questa fase iniziale si stanno esaminando l’indirizzo e il limite che caratterizzeranno l’intervento e garantiranno un’armoniosa coesistenza tra rifatto e preesistente, scelta demandata all’esito dei risultati delle prove in corso, da vagliarsi con la Direzione Lavori, composta da uno staff multidisciplinare di Tecnici dalle differenti competenze: storici dell’arte, architetti, restauratori.

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Restauro della Galleria della Mostra
grazie al generoso contributo di Fondazione BAM e alla collaborazione della Società per il Palazzo Ducale di Mantova

Progettisti e Direzione Lavori:
Renata Casarin – Storico dell’arte
Giovanni Antonio Mazzeri – Architetto
Manuela Mattana – Architetto
Daniela Marzia Mazzaglia – Restauratore

Imprese esecutrici:
Marchetti e Fontanini snc
Pontek srl

Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione:
Geom. Antonio Fabbri

Durata prevista 150 giorni lavorativi
Inizio lavori 8 marzo 2019 – fine lavori prevista 19 agosto 2019

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