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12/10/18

"PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE"

Inaugurazione della mostra
“PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE”
ARTE SENZA TEMPO DAL MUSEO DELL'OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Sala di Manto
19 ottobre 2018 - ore 18

Venerdì 19 ottobre alle ore 18 verrà inaugurata la mostra "Pietre colorate molto vaghe e belle". Arte senza tempo dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure con una breve conferenza presso la Sala di Manto. Interverranno il Direttore Peter Assmann con un saluto istituzionale con a seguire interventi di Marco Ciatti (Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure), Sandra Rossi (Direttore del Museo dell'Opificio delle Pietre Dure, Firenze) e Anna Patera (OPD, Direttore del Settore Mosaico e commesso in pietre dure).

La mostra espone una preziosa raccolta di opere d'arte realizzate con la particolare tecnica artistica detta ‘commesso’ che consente di creare, sulla base di un modello pittorico, immagini ottenute dal paziente assemblaggio di piccole sezioni di pietre colorate: porfidi, diaspri, agate, lapislazzuli che, accuratamente selezionati, tagliati e accostati, appaiono come una vera e propria ‘pittura di pietra’. L'esposizione, a cura di Sandra Rossi, Peter Assmann e Anna Patera, con la collaborazione scientifica di Riccardo Gennaioli, sarà arricchita da una sezione interamente dedicata alle antiche tecniche di lavorazione e ai pregiati materiali utilizzati, che offrirà al visitatore la possibilità di cogliere in pieno la perizia tecnica che sta alla base di queste preziose e raffinate realizzazioni destinate a una committenza regale.

Sarà questa l’occasione per vedere alcuni preziosi fogli che fanno parte del cospicuo patrimonio grafico della Manifattura, conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo dell’Opificio, una raccolta di oltre tremila pezzi, in gran parte inediti, che testimoniano l’attività delle Botteghe Granducali nel corso dei secoli, documentando i diversi passaggi creativi ed esecutivi della produzione artistica.

All'interno del percorso di visita sarà inoltre possibile ammirare il dipinto di Giuseppe Zocchi, l'Allegoria della Terra (1750), e la sua preziosa trasposizione in pietra attualmente conservata al Complesso della Hofburg a Vienna, realizzata dalla Manifattura Granducale nel 1752 su commissione dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena, per abbellire la sua residenza viennese con una intera pinacoteca in pietra dura, “senza tempo”.

Accanto a queste sarà esposta, per la prima volta al pubblico, la trasposizione moderna dell’Allegoria della Terra in commesso in pietre dure, realizzata dal Laboratorio del Settore Mosaico e commesso in pietre dure dell’Opificio con lo scopo di ripercorrere dal punto di vista pratico il procedimento creativo e cogliere i segreti più reconditi dell’antica tecnica esecutiva.
Tale realizzazione costituisce una pregevole eccezione nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Opificio delle Pietre Dure che dopo l’Unità d’Italia si è progressivamente trasformato da Manifattura di corte a Istituto specializzato nel restauro delle opere d’arte, sede di una Scuola di Alta Formazione e di Studio che prepara i futuri restauratori di beni culturali. Conoscere la tecnica significa infatti essere in grado di comprendere il modus operandi degli artisti e saper restaurare con la massima perizia e consapevolezza i capolavori del passato. Un filo ininterrotto nei secoli lega la storia antica con l’attuale Istituto in un logico e naturale trasferimento di competenze.
La mostra fa parte delle iniziative organizzate per l’Anno europeo del Patrimonio Culturale 2018 ed è frutto della collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Accompagna la mostra il catalogo pubblicato da Tre Lune Edizioni.

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“PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE”
ARTE SENZA TEMPO DAL MUSEO DELL'OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, Castello di San Giorgio
Mostra aperta dal 20 ottobre 2018 al 31 marzo 2019

catalogo e mostra a cura di:
Sandra Rossi – Direttore del Museo dell'Opificio delle Pietre Dure, Firenze
Peter Assmann – Direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale, Mantova
Anna Patera – OPD, Direttore del Settore Mosaico e commesso in pietre dure
con la collaborazione di Riccardo Gennaioli – OPD, Direttore del Settore Materiali lapidei

Inaugurazione:
Venerdì 19 ottobre 2018, ore 18.00

Orari:
dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 19.15;
chiuso lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio

Biglietti:
€ 12,00 (intero); € 7,50 (ridotto)

Catalogo:
Tre Lune edizioni

Informazioni:
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova
Piazza Sordello, 40
46100 Mantova (Italia)
0376 352100/104
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.mantovaducale.beniculturali.it

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08/10/18

Il lavoro del lutto e il lavoro dell'arte

VENERDÌ 12 OTTOBRE 2018, ORE 18
PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
ATRIO DEGLI ARCIERI, ingresso da piazza Lega Lombarda

All'interno della ricca offerta di eventi legati alla mostra Fato e destino tra mito e contemporaneità, allestita nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, il professore Massimo Recalcati terrà la lectio magistralis dal titolo “Il lavoro del lutto e il lavoro dell'arte”.

Recalcati si allaccia al rapporto tra psicoanalisi e creazione artistica, affrontando il tema della morte e del ruolo dell'arte nella vita degli uomini. La società moderna è disarmata davanti la morte, poiché l’uomo si pensa invincibile e immesso nell’ebbrezza perpetua dell’esistenza. Ma la morte è parte della vita e la sua perdita pretende una rielaborazione con un “lavoro” capace di riportare la persona al centro di sé e del mondo. Così la pratica dell’arte è opera incessante che esige un dover essere, per far sì che mediante il “lavoro” l’artefice strutturi un universo di forme simboliche capaci di parlare anche di noi.

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Note biografiche:

Massimo Recalcati (28 novembre, 1959) è uno psicanalista, scrittore e saggista italiano. Autore di molte pubblicazioni a tema scientifico, si è occupato del rapporto tra psicoanalisi e creazione artistica, tra politica e disagio della civiltà contemporanea e alla riflessione sulla figura del padre nell’epoca ipermoderna. Attualmente, il suo interesse è orientato verso lo studio della relazione tra psicoanalisi e cristianesimo. Dal 2006 è docente presso l'Università di Pavia.

Nelle sue opere Recalcati racconta e analizza la società e le sue mutazioni, la complessa contemporaneità in cui siamo immersi con acume, profondità, intelligenza. Possiede il talento non comune di tradurre complessi meccanismi comportamentali, in concetti chiari e semplici, che si traducono in eccezionali spunti di riflessione, non solo per colleghi e letterati, ma per chiunque abbia voglia di approfondire dinamiche, che riguardano ciascuno di noi”.

Dal testo della motivazione per il conferimento del "Premio 12 Apostoli", Verona 14 novembre 2017

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Bibliografia sintetica delle pubblicazioni di Massimo Recalcati:

I tabù del mondo, Einaudi, Torino 2017
Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio ritrovato, Feltrinelli, Milano 2017
Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti, Feltrinelli, Milano 2016
Il vuoto centrale. Quattro brevi discorsi per una teoria psicoanalitica dell'istituzione, Poiesis, Alberobello 2016
Jacques Lacan. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto, Raffaello Cortina, Milano 2016
Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Feltrinelli, Milano 2015
L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento, Einaudi, Torino 2014
Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina, Milano 2014
Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre, Feltrinelli, Milano 2013
Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana, C. Raimo (a cura di) Minimum fax, Roma 2013
Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione, Raffaello Cortina, Milano 2012
Cosa resta del padre? La paternità nell'epoca ipermoderna, Raffaello Cortina, Milano 2011
Elogio del fallimento. Conversazioni su anoressie e disagio della giovinezza, Erickson, Trento 2011
L'uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano 2010
Lavoro del lutto, melanconia e creazione artistica, Poiesis, Alberobello-Bari 2009
Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh, Bollati Boringhieri, Torino 2009
Sull'odio, Bruno Mondadori, Milano 2004

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04/10/18

#domenicalmuseo

#DOMENICALMUSEO

Ogni prima domenica del mese di entra gratuitamente nei luoghi d'arte statali!

Alle ore 10.00, 11.00, 12.00 e 15.00 e 16.00 partiranno le visite guidate ad orario fisso alle sezioni museali aperte. Il servizio guida costa € 5,00 a persona e si prenota direttamente alla biglietteria al momento dell'ingresso.

Ricordiamo che nelle domeniche ad ingresso gratuito non è in funzione il servizio di prenotazione degli ingressi.

L'ingresso alla Camera degli Sposi sarà concesso fino ad esaurimento dei posti giornalieri disponibili (1.500).

 

 

++ ATTENZIONE ++

Questa domenica il servizio di dog-sitter Rubino va al museo non è attivo!

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02/10/18

La balaustra restaurata

Maggio 2012, la terra trema: la lanterna del campanile realizzato dal Bertani nella seconda metà del Cinquecento non regge la seconda, forte scossa e cade rovinosamente su piazza Santa Barbara, danneggiando anche gli edifici sottostanti. Oggi, dopo aver risanato gran parte delle ferite provocate dal sisma, anche la balaustra che corona il lato destro della piazza è stata ripristinata: un piccolo ma significativo intervento di restauro, realizzato recuperando i pezzi originali superstiti. Prosegue dunque l'impegno di Palazzo Ducale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio monumentale, nel cui solco si inserisce anche la recente riapertura del passaggio tra la reggia e Santa Barbara (la Tribuna del Duca sarà inserita a breve nel percorsi museali).

Non solo: in concomitanza con il grande evento espositivo dedicato a Giulio Romano nel 2019 ("Con nuova e stravagante maniera”), è prevista la riapertura al pubblico della Gallerie dei Marmi e della Galleria della Mostra, completando il percorso cinquecentesco di collegamento tra Corte Nuova e l'Appartamento della Rustica.

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01/10/18

Sfidare il destino. Presentazione del libro di Edgarda Ferri

Sabato 6 ottobre 2018
Palazzo Ducale, Atrio degli Arcieri
ingresso da Piazza Lega Lombarda, ore 17
Ingresso libero

Nell’ambito della sezione "Sfidare il destino" nella mostra Fato e destino tra mito e contemporaneità, allestita nella Rustica del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, la scrittrice e giornalista Edgarda Ferri presenta il suo ultimo libro “Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum”. La scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell’Olocausto, che ha fatto del suo destino una scelta quotidiana, Edgarda Ferri ce la presenta con la consueta verve narrativa capace di coniugare istanza storica con la messa a nudo delle verità del cuore.

Dialoga con l’autrice Renata Casarin, curatrice della mostra.

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Note biografiche

Edgarda Ferri, di origine mantovana, vive e lavora a Milano. Giornalista, ha collaborato con le più importanti testate quotidiane nazionali ed è autrice di saggi e romanzi per prestigiosi editori italiani. Tra le sue biografie di maggior successo, si possono citare quelle su Maria Teresa d'Austria, Piero della Francesca, Giovanna la Pazza e La grancontessa (Matilde di Canossa).

Esther Hillesum, detta Etty (1913-1943), è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell'Olocausto. Ha vissuto ad Amsterdam dove si è laureata in Giurisprudenza e ha studiato le lingue slave e il russo. Di mente vivace, con forti convinzioni umane e religiose, fu deportata nel campo di transito di Westerbork ed inseguito ad Auschwitz, dove morì il 30 novembre del 1943.

Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra.
Dal Diario di Etty Hillesum, 20 giugno 1942

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28/09/18

Apertura al pubblico della Tribuna ducale in Santa Barbara

Un palco in Santa Barbara.
A breve la riapertura al pubblico del collegamento tra Palazzo Ducale e la Basilica palatina

Dopo l'inaugurazione dello scorso 16 settembre 2018, a conclusione dei lavori di messa in sicurezza della tribuna prevista per il 15 ottobre, sarà di nuovo visitabile il collegamento tra Palazzo Ducale e la Basilica di Santa Barbara. Lungo il percorso è stato realizzato un nuovo allestimento con dipinti a soggetto religioso e paramenti liturgici, debitamente restaurati, risalenti ai tempi dei Gonzaga e realizzati tra il XVI e il XVII secolo con tessuti sontuosi e preziosi ricami eseguiti da manifatture italiane e francesi.

Il progetto è frutto del partenariato tra il Complesso Museale di Palazzo Ducale e l’Ente Basilica Palatina di Santa Barbara di Mantova, in collaborazione con la Diocesi di Mantova e con il supporto della Regione Lombardia. Viene così restituita ai cittadini mantovani e ai visitatori del museo lo splendore dei tesori custoditi con cura nei secoli, valorizzando le ricchezze del territorio, esponendo opere inedite, frutto della maestria dei nostri artigiani, offrendo inoltre la bellezza e il fascino della "vista dall'alto" della navata della straordinaria basilica palatina.

Per informazioni: 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 0376-352104 / 100

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Ricordiamo il calendario di eventi nei sabati dal 22 settembre al 27 ottobre:
Suona l'Antegnati, un organista propone un breve programmo alle 15.00 e alle 16.00
22 settembre: Alessandro Rizzotto
29 settembre: Lorenzo Ciaglia Stramare
6 ottobre: Margherita Dalla Vecchia
13 ottobre: Paolo Pesenti
20 ottobre: Giovanni Loche
27 ottobre: Maurizio Ricci

4 ottobre, ore 17.00
concerto dell'ensemble Cantus Visurgis Bremen, dir. Hans Christoph Beker Foss
1° novembre, ore 15.00 - 19.00
L'organista suona dì e notte frequentemente. Tradizionale Maratona organistica di Ognissanti, cinque organisti si alternano senza soluzione di continuità.

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26/09/18

Il Museo Archeologico Nazionale passa sotto il Ducale

Il Museo Archeologico Nazionale, con nota ufficiale della Direzione Generale Organizzazione, trasferisce il suo personale al Complesso Museale Palazzo Ducale. Sarà l'occasione per realizzare una nuova sezione del sito dedicata alla preziosa collezione del Museo Archeologico, con una campagna fotografica rinnovata e nuovi contenuti. Riguardo agli orari di apertura, a partire dal mese di dicembre, consigliamo di verificare sul sito eventuali variazioni.

Ricordiamo che, fino a fine novembre, gli orari di apertura del Museo Archeologico saranno i seguenti:

dal martedì al sabato: ore 8.30 - 19.00
domenica: 8.30 - 13.30
1° domenica di ogni mese: 8.30 - 19.00
sabato 13 ottobre: apertura straordinaria serale ore 19.00-22.00

Il biglietto d'ingresso è acquistabile presso la biglietteria unica in piazza Sordello 40 (tel. 0376-224832)

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22/09/18

Attenzione Biennale Light Art

ATTENZIONE

Questo week end, sabato 22 e domenica 23 settembre 2018, le luci della sculture della Biennale Light Art rimarranno spente causa lavori sul quadro elettrico. Saranno ripristinate lunedì.

 

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14/09/18

Quanto dura... ? Intervento artistico di Guido Kucsko

Mantova, Palazzo Ducale - LaGALLERIA arte contemporanea

Quanto dura... ?

Interventi artistici di Guido Kucsko 

7 settembre - 4 novembre 2018

Inaugurazione: giovedì 6 settembre ore 18.00

 

 

Le facciate, in particolare quelle appartenenti ad edifici storicamente importanti, lungo i secoli sono portatrici di messaggi efficaci e potenti; sono state create per attirare e possibilmente per mantenere l’attenzione dei passanti su di sé – allo scopo di definire messaggi di potere politico, economico ed estetico in un contesto di insediamento. Sono in particolare relazioni nel senso di potere economico – e di consequenza anche politico - che si sono conservate sotto forma di ciò che oggi viene considerata un‘attrazione turistica. Le facciate dominano le piazze, stabilendo immediatamente delle appropriate gerarchie di orientamento e di subordinazione. Spesso l’ordine di una facciata non corrisponde necessariamente alla logica architettonica dell’edificio retrostante, ma si presenta come un elemento architettonico a sé, come un fronte aggiunto in un secondo tempo e che traduce un linguaggio formale conforme alle correnti culturali del tempo – un fenomeno che si osserva spesso per esempio nelle facciate barocche costruite davanti ad interni dotati di un nucleo medievale.


Per questo le facciate non sono mai “innocenti“ ma sempre collegate alla funzione comunicativa dell’architettura, formulando una gran parte del messaggio di una struttura nel senso di un impatto appellativo sui suoi dintorni – e ciò il più a lungo possibile. Trasmettono i loro messaggi che vengono recepiti spesso involontariamente nella mente dei numerosi passanti la cui vita trascorre all’ombra di queste facciate – e ciò in modo ancora più intenso se vengono contemplate per lungo tempo. Nel contesto di un giro turistico i loro messaggi di potere sono ancora più efficaci.


A questo punto l’arte concettuale di Guido Kucsko entra in gioco offrendo vie alternative di comunicazione e metodi riflessivi di apertura, suggerendo una nuova comunicatività. In un primo tempo si tratta prevalentemente di messaggi
linguistici apparentemente semplici montati dall’artista sulle facciate e che invitano la gente a fermarsi brevemente ed interrogare il processo visuale familiare. Ma questa pausa iniziale può trasformarsi in un lungo processo di riflessione che comprende problemi più ampi basati su un orientamento tematico sempre più fondamentale. La forma esteriore di questi messaggi linguistici mostra un’impostazione fredda, distante, ma consapevole di una valenza estetica, la sua forza dinamica si trova nei processi di riflessione messi in moto dai messaggi linguistici – il loro effetto concettuale nella mente dello spettatore.


Porre la domanda: „Quanto dura…?“ sulla facciata di un complesso architettonico così efficace dal punto di vista politico ed estetico com‘è quella del Palazzo Ducale di Mantova – con le sue oltre 1000 unità strutturali e la molteplice varietà di forme rappresentative artistiche – fà da puro contrappunto al messaggio creato nel corso dei secoli ed inerente a questo complesso architettonico che più di ogni altro racconta del potere della politica realmente percettibile, della rappresentanza economica e della dominanza perseguita in questioni estetiche. Il Palazzo del Capitano come elemento centrale ed ingresso principale del grande complesso, con la sua facciata dominante che dà sulla piazza più grande all’interno della città, è un luogo che suscita
interesse ad effetto concentrato. Qui l’artista parla della durevolezza come anche della sostenibilità di tre concetti centrali nella vita umana: „potere“, „memoria“ e „arte“. In un altro intervento installato all’interno del percorso museale Kuckso sottolinea la questione riguardante la durata del potere. Più si contemplano le sue installazioni che all‘inizio danno l’impressione di iscrizioni museali, più i testi e i messaggi sottintesi si mescolano, così come gli spazi e gli spazi dei
pensieri, i vari sistemi di correlazione di diversi campi temporali.


Di particolare interesse in questo contesto appare l’orientamento comunicativo dei messaggi tra individuo e società, anche tra massa e potere, secondo l’universo concettuale di Elias Canetti, dal quale sono tratte le citazioni seguenti:
“Chi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto è sordo.”
“Gli uomini più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono.”
“Ogni domanda richiede una risposta […]”
… e ciascuno deve sempre trovare la propria risposta affinché la sua risposta possa raggiungere successivamente un’efficacia sociale.


Peter Assmann
Direttore
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

 

Gli interventi artistici di Guido Kucsko si trovano sulla facciata del Palazzo del Capitano verso piazza Sordello e nella Sala dello Zodiaco. Approfondimento sul sito dell'artista http://www.kucsko.com/ 

 

 

 

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31/08/18

Un palco in Santa Barbara

Domenica 16 settembre 2018
ore 16.40

Un palco in Santa Barbara.
Riapre il collegamento tra Palazzo Ducale e la Basilica palatina

Domenica 16 settembre 2018, con ritrovo presso la corte di Piazza Castello alle ore 16.40, si inaugura un nuovo percorso museale presso il Palazzo Ducale di Mantova: dopo 130 anni, il collegamento interno che consentiva al duca Gonzaga di assistere alle funzioni religiose recandosi dalle stanze del palazzo sino alla sua tribuna privata nella chiesa di Santa Barbara, sarà riaperto al pubblico.
Lungo il percorso è stato realizzato un nuovo allestimento con dipinti a soggetto religioso e paramenti liturgici, debitamente restaurati, risalenti ai tempi dei Gonzaga e realizzati tra il XVI e il XVII secolo con tessuti sontuosi e preziosi ricami eseguiti da manifatture italiane e francesi.

Il progetto è frutto del partenariato tra il Complesso Museale di Palazzo Ducale e l’Ente Basilica Palatina di Santa Barbara di Mantova, in collaborazione con la Diocesi di Mantova e con il supporto della Regione Lombardia. Viene così restituita ai cittadini mantovani e ai visitatori del museo lo splendore dei tesori custoditi con cura nei secoli, valorizzando le ricchezze del territorio, esponendo opere inedite, frutto della maestria dei nostri artigiani, offrendo inoltre la bellezza e il fascino della "vista dall'alto" della navata della straordinaria basilica palatina.

Ė gradita la conferma della partecipazione:  
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 0376-352104 / 100

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Programma dell'evento:
Ritrovo presso la corte di Piazza Castello alle ore 16.40
Salita allo Scalone di Enea
Sala di Manto: saluto di benvenuto di Peter Assmann – Direttore del Complesso Museale di Palazzo Ducale, Mantova

Ingresso per piccoli gruppi nel passetto
Visita al percorso museale
A segure discesa degli ospiti nella Basilica

Accompagnamento musicale
con brani di G. Frescobaldi e C. Monteverdi
Umberto Forni (organo)
Enrico Imbolzàno (tenore)

Interventi di
Sua Ecc. Vescovo Marco Busca
Suo Ecc. Prefetto Sandro Lombardi
Stefano Bruno Galli - Assessore alla Cultura della Regione Lombardia
On. Annalisa Baroni
Architetto Antonio Giovanni Mazzeri
Architetto don Stefano Savoia

Intervento musicale
A conclusione dell'evento
brindisi augurale in Piazza Castello

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Per valorizzare l'apertura del passaggio, la Basilica di Santa Barbara promuove i seguenti eventi:
nei sabati dal 22 settembre al 27 ottobre:
Suona l'Antegnati, un organista propone un breve programmo alle 15.00 e alle 16.00
22 settembre: Alessandro Rizzotto
29 settembre: Lorenzo Ciaglia Stramare
6 ottobre: Margherita Dalla Vecchia
13 ottobre: Paolo Pesenti
20 ottobre: Giovanni Loche
27 ottobre: Maurizio Ricci

4 ottobre, ore 17.00
concerto dell'ensemble Cantus Visurgis Bremen, dir. Hans Christoph Beker Foss
1° novembre, ore 15.00 - 19.00
L'organista suona dì e notte frequentemente. Tradizionale Maratona organistica di Ognissanti, cinque organisti si alternano senza soluzione di continuità.

 

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31/08/18

Granballo in Manto 2018

 

Si rinnova la tradizione del GRANBALLO IN MANTO, serata danzante in costume ottocentesco o abito da sera, sulle note di musiche degli Strauss e di ballate tradizionali scozzesi per rivivere i fasti delle feste di corte e partecipare all’intrattenimento conviviale offerto ai partecipanti.

La serata si apre alle ore 20.00 con il benvenuto del Direttore Peter Assmann e un brindisi offerto dall'Azienda vinicola Radaelli de Zinis di Calvagese della Riviera (BS). 

Dalla Sala di Manto si potrà accedere all'Appartamento della Rustica per la visita guidata alla mostra "Fato e destino. Tra mito e contemporaneità" realizzata con la Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità Mantovana. 

Alle 21.00 nella Sala dei Marchesi e dei Capitani buffet e incontro con gli sponsor.

Dalle ore 21.30 si balla in Sala di Manto fino alle ore 24.

 

Evento in collaborazione con la Società di Danza di Mantova diretta dal maestro Gianluca Storchi e Associazione culturale Segni d'Infanzia.

Info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 0376 1514016 (da lunedì 11/9 a venerdì 14/9 10 - 13 e 14.30 - 18.30 presso la sede di Sgni d'Infanzia, via Volta 9/b Mantova.

Biglietto d'ingresso € 40,00 singolo, € 70,00 coppia. Attenzione posti limitati


#granballo

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30/08/18

Gli appuntamenti di settembre 2018

Sarà un settembre ricco di eventi quello di Palazzo Ducale
#savethedate

7 settembre 2017 – 4 novembre 2018 
LaGalleria arte contemporanea 
GRAFÈIN - SCRIVERE IL SEGNO
Artisti disegnatori in residence 
Evento in collaborazione con Corraini Edizioni arte contemporanea di Mantova e la Galerie Tanglberg di Vorchdorf (Austria)
+ intervento sulla facciata del Palazzo del Capitano di Guido Kucsko
#grafein

8 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Appartamento della Rustica 
FATO E DESTINO TRA MITO E CONTEMPORANEITÀ
una mostra della Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità mantovana in Palazzo Ducale
#fatoedestino

Dal 6 al 9 settembre
da giovedì a domenica ore 16.30
VISITE ANIMATE “Isabella d’Este e le sue stanze in Corte Vecchia”
in collaborazione con Associazione teatrOrtaet di Albignasego (PD)
Info e prenotazioni tel. 0376 352100 / 128
#visiteanimate

Sabato 15 settembre, ore 20.00
GRANBALLO IN MANTO
Serata danzante in costume ottocentesco o abito da sera, sulle note di musiche degli Strauss e di ballate tradizionali scozzesi per rivivere i fasti delle feste di corte e partecipare all’intrattenimento conviviale offerto ai partecipanti. In collaborazione con la Società di Danza di Mantova diretta dal maestro Gianluca Storchi
Info e prenotazioni tel. 0376 1514016
#granballo

Domanica 16 settembre 
inaugurazione LA TRIBUNA DEL DUCA 
allestimento di un nuovo percorso museale in Palazzo Ducale che prevede la riapertura del collegamento interno alla Basilica Palatina di Santa Barbara. In collaborazione con la Diocesi di Mantova e con il supporto della Regione Lombardia

++ATTENZIONE++
Durante il #Festivaletteratura potrete già trovare in giro le cartoline e i gadget della grande mostra del
2019
6 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020 
“…Con nuova e stravagante maniera” GIULIO ROMANO A MANTOVA 
Con il sostegno eccezionale del Musèe du Louvre. In collaborazione conMantova Outlet Village e con il patrocinio del Comune di Mantova.
Collezionali tutti!
#giulioromano2019

 

 

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24/08/18

Fato e destino. Tra mito e contemporaneità

FATO E DESTINO. Tra mito e contemporaneità

L’esposizione, che si tiene in concomitanza con la XXII edizione di Festival Letteratura Mantova, presenta 70 opere, tra dipinti, sculture, disegni, grafiche e mosaici, che indagano il tema del fato e del destino, dall’antichità ai nostri giorni.

 

Dall’8 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra FATO E DESTINO. Tra mito e contemporaneità.

L’esposizione, allestita nell’Appartamento della Rustica, ideato da Giulio Romano per il duca Federico II Gonzaga, è curata da Renata Casarin, vicedirettore Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova, e Lucia Molino, in collaborazione con Michela Zurla, promossa dal Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Comunità Mantovana, col patrocinio del Comune di Mantova, partner Gallerie d’Italia.

La rassegna, che si tiene in concomitanza con la XXII edizione del Festival Letteratura Mantova, presenta 70 opere, tra dipinti, sculture, grafiche e mosaici, provenienti dalla Fondazione Cariplo, da altre istituzioni pubbliche come il MAR di Ravenna e da collezioni private che indagano il tema del fato e del destino, così com’è stato declinato dall’antichità ai nostri giorni, da autori quali Domenico Fetti, Gustav Klimt, Adolfo Wildt, Angelo Morbelli, Mattia Moreni e molti altri.

Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni, si apre con Verità celate, ovvero quelle nascoste nel profondo di ogni uomo e quelle insite nei segreti del cosmo.

A rappresentare questo argomento ci sarà la Sfinge - in questo caso raffigurata in un busto di marmo greco del V secolo a. C. proveniente dal Museo di San Sebastiano di Mantova. L’animale mitologico posto a guardia del palazzo di Tebe che interrogava chi gli si presentava di fronte, segnala l’esigenza di ogni individuo a investigare se stesso. Questi concetti sono tradotti in un linguaggio artistico moderno dalla Vecchia con candela, una copia di Pieter Paul Rubens e dalla Maddalena di un pittore francese del XVII secolo, dove la fiamma simboleggia il perdersi nell’io interiore o nel Ritratto femminile con maschera attribuito al pittore settecentesco Charles-Antoine Coypel, nel quale il gesto della fanciulla di togliersi la maschera rivela il desiderio di mostrare il volto della sua anima.

La rassegna prosegue con Interrogare la sorte che documenta l’attitudine di ogni essere umano ad acquisire il potere divino di conoscere il passato e a prevedere gli eventi che determineranno il futuro, attraverso opere come Ritratto di donna con moneta, dipinto da un pittore toscano nella seconda metà XVII secolo, Il veggente di scuola ottocentesca veneziana o La cartomante di Jules Jean-Baptiste Dehaussy.

I testi biblici contengono molti brani in cui Dio chiama gli uomini a seguire la sua via. Ne Interrogare il cielo, la predisposizione a seguire gli insegnamenti divini è ben esemplificata nell’inedito dipinto riferibile all’ambito di Pompeo Batoni che vede Maria Maddalena attenta ad accettare quanto le viene suggerito dall’alto, tanto che il suo viso è già trasfigurato dalla grazia. Lo stesso accade per la tavola del Cerrini, Maddalena in estasi, dove l’attributo della croce sposta la meditazione sul tema del sacrificio di Cristo e su quello della morte. Lo si vede nella tela Maddalena in meditazione con teschio di ambito di Ercole Procaccini in cui la mistica accarezza il teschio come un’allusione al Golgota e, al contempo, a un memento mori, richiamato dalla testa femminile in ombra.

Tra sacro e profano si muovono Eva di Giovanni Maria Benzoni e una Figura femminile genuflessa di Vincenzo Gemito, che rivolge preghiere a Dio per la salvezza dell’anima. Solo I Puri nel Portfolio di Adolfo Wildt potranno salire all’orizzonte più alto dell’albero, come gli umili il cui unico bene è l’amore familiare espresso in Donna che cuce e due bambini del Maestro della tela jeans.

Nella sezione Sfidare il destino s’incontrano opere eterogenee per cronologia e per temi che enucleano il perenne desiderio dell’uomo di rapportarsi con gli dèi per riceverne aiuto o per entrare in conflitto con essi. In questo caso, si spiega la presenza dell’Argonauta e di Prometeo: sculture nelle quali Enzo Nenci, nel pieno Novecento, affronta soggetti classici ancora attuali. Occasio et paenitentia di ambito mantegnesco e La parabola del tesoro nascosto di Domenico Fetti mostrano come la fortuna debba essere sorvegliata dall’esercizio della virtù per poter ricercare, come fa Diogene nell’acquaforte del Grechetto, i supremi beni spirituali.

La rassegna prosegue con un confronto tra la vita e la morte. Nella traiettoria umana che Angelo Morbelli delinea in Sogno e realtà questi poli sono esplicitati dal contrasto tra il tempo della giovinezza e quello ben più presente della incomunicabilità dei due vecchi, che sembrano solo attendere la fine di un percorso esistenziale che forse non ha mantenuto le promesse dovute. Con superiore ironia invece l’autore delle Scene macabre cremasche irride alla morte, presentando come viventi scheletri che indossano gli attributi di un fasto antico quanto vano.

Il tema della vanitas, così diffuso in epoca barocca, viene analizzato in Vita in un vaso dove si possono ammirare sia nature morte floreali, sia dipinti dove il tema dell’abbondanza e della sua caducità trova connubio tra la figura umana e cesti di verdura. Anche la frutta, come si può apprezzare nella natura morta dell’ambito di Ippolito Caffi, esprime i medesimi significati di fertilità e abbondanza, ma anche di consunzione del tempo. Un’altra modalità di rappresentazione di un periodo fertile, la si può cogliere nella Lezione al convento di Gaetano Chierici e in Rossina merlettaia di Mario Vellani Marchi.

Le Signore in riva al mare di Luigi Gioli interrogano la vastità degli abissi; la scala ridotta degli umani si oppone alla vastità nei paesaggi di Giuseppe Zais e di Giuseppe Canella. È la Natura madre e matrigna che inquieta l’uomo del XVIII secolo, ovvero la natura che accoglie e nutre, ma che può far precipitare nell’horror vacui quanti la sfidano. È il caso del furore degli agenti atmosferici come nella drammatica Tempesta marina di Biagio Poli e il furore, di segno ben diverso, mostrato dalla Battaglia settecentesca di Francesco Simonini.

Stare supini significa attendere il trapasso; le opere della sezione Tra sonno e morte condividono, pur nella loro differenza, una postura che mima l’abbandono all’oblio, comune al sonno e alla morte. Il Cupido dormiente, proveniente dalla collezione di Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta, mostra un bimbo abbandonato al sonno, ignaro del pericolo mortale costituito dai due serpenti che già lo serrano nella loro morsa. Perduta è anche la Donna distesa di Klimt, quasi riversa sul suo giaciglio eppure sospesa in un mondo onirico che l’allontana sempre di più dalla vita. La sensualità che profonde dalla linea curva del segno secessionista la si ritrova nella Solitudine appartenente al ciclo Istoria d’amore a Nippo di Arturo Martini: la giovane nuda è smarrita nella foresta e nulla sappiamo se l’amato potrà raggiungerla e soccorrerla. Il frammento superstite della tela distrutta da Mattia Moreni, La paura dell’uomo, ci immerge in un’atmosfera cupa, cui risponde lo sfolgorante Cielo antico di Virgilio Guidi.

Un opportuno approfondimento sarà dedicato all’Albero della vita di Adolfo Wildt, il grande maestro italiano della corrente simbolista e liberty che, con questo lavoro produce un connubio fra il tema dell’albero, emblema della crescita della vita, e quello dell’acqua come fonte di salvezza.

La mostra si chiude con un’apertura a un firmamento brulicante di luci nel lavoro del gruppo ravennate CaCO3. La tecnica del mosaico è funzionale alla realizzazione di un trittico che assume, proprio per il numero delle tavole, una valenza fortemente allusiva a un ente superiore. La stessa che ritroviamo nella trilogia proposta nelle Icone di Sonia Costantini, dove progressivamente si può giungere e conquistare un “nuovo cielo”.

L’Appartamento della Rustica costituisce, con la sua ricca decorazione cinquecentesca, un ulteriore elemento che accresce il valore dell’iniziativa: le stanze recentemente restaurate di quest’area di Palazzo Ducale si prestano infatti a un vivo dialogo con le opere antiche e moderne che saranno esposte.

Calendario eventi "Fato e Destino":
7 settembre, Atrio degli Arcieri, ore 18 - "Arte e letteratura tra fato e destino" con Elisabetta Bucciarelli e Renata Casarin
8 settembre, Atrio degli Arcieri, ore 15 - Presentazione del libro "La Mano Alchemica" con Monica Bianchi
9 settembre, Atrio degli Arcieri, ore 17 - "Il mondo affascinante e utopico dell'alchimia" con Marco Vittori e Hasan Andrea Abou Saida
22 settembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "La Mano Alchemica" a cura di Monica Bianchi
27 settembre, Atrio degli Arcieri, ore 17 - "La scelta fatale della guerra nelle testimonianze letterarie"
28 settembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "I Ching" a cura di Dora Ansuini
6 ottobre, Atrio degli Arcieri, ore 17 - "Etty Hillesum padrona del proprio destino" con Edgarda Ferri
12 ottobre, Atrio degli Arcieri, ore 18 - "Il lavoro del lutto e il lavoro dell'arte" con Massimo Recalcati
20 ottobre, Atrio degli Arcieri, ore 17 - "Tra Sonno e Morte" con Franco Ferrarini
28 ottobre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "L'arte della Riflessologia palmare", a cura di Monica Bianchi
1 novembre, Appartamento della Rustica, ore 11, 16, 21 - "13 storie 13 - All'interno della XIII edizione di Segni d'Infanzia New Generations Festival" con Luigi Rignanese, Sara Zoia e i partecipanti del workshop "Un patrimonio da raccontare"
4 novembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - Visita guidata alla mostra, a seguire "Carte dell'incanto" a cura di Monica Bianchi
10 novembre, Atrio degli Arcieri, ore 17 - "Fato e destino: riflessi nelle opere d'arte antica" con Nicoletta Giordani
18 novembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "Attrezzi dell'officina del Ben Essere" a cura di Monica Bianchi
2 dicembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - Visita guidata alla mostra, a seguire "Il destino nei numeri e nella mano" con Monica Bianchi e Renata Casarin
9 dicembre, Appartamento della Rustica - Visita guidata alla mostra, a seguire "Destino e carattere nel tuo nome" a cura di Franco Ferrarini
14 dicembre, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "Human Design per bambini" con Dora Ansuini
21 dicembre, Appartamento della Rustica - Visita guidata alla mostra, a seguire "I pianeti e il fato" a cura di Dora Ansuini

5 gennaio 2019, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "La Befana dei grandi e dei piccini" a cura dei Servizi Educativi del Complesso Museale Palazzo Ducale
6 gennaio 2019, Appartamento della Rustica, ore 15-17 - "Interrogare il fato", con Monica Bianchi, Renata Casarin, Dora Ansuini, Lara Zanetti

 

LA RUSTICA

L’edificio denominato La Rustica fu progettato da Giulio Romano e venne in parte eretto tra il 1538 e il 1539 per volontà di Federico II Gonzaga. Situata di fronte al lago e appoggiata a quel tempo al circuito murario cittadino, la palazzina - in origine priva dell’attico - appariva del tutto isolata rispetto alle altre fabbriche gonzaghesche, quali il Castello di San Giorgio, la Domus Nova e la Corte Nuova, sorte tra la fine del XIV e i primi decenni del XVI secolo, non lontano dalla Corte Vecchia. Il linguaggio di Giulio si ravvisa soprattutto sul lato esterno prospiciente il grande cortile della Cavallerizza o della Mostra. Gli elementi delle colonne tortili, degli archi ribassati, delle bugne in rilievo appaiono utilizzati con spregiudicata inventiva in un quadro architettonico che guarda in particolare al gioco delle sproporzioni, dei contrasti e della dinamica delle forme. Attenendosi a precedenti progetti giulieschi, l’architetto Giovanni Battista Bertani, nominato prefetto delle edificazioni gonzaghesche nel 1549, realizza le ali lunghe di collegamento tra i complessi di Corte Nuova e della Rustica dando regolare conformazione al cortile della Mostra. Inizialmente la Rustica fu poco utilizzata dai Gonzaga, in ragione forse del prolungarsi dei lavori di realizzazione architettonica che si conclusero nel 1561, in occasione delle nozze del duca Guglielmo con Eleonora d’Austria. Gli interventi di decorazione degli ambienti, ancora in atto al momento della seconda visita di Giorgio Vasari a Mantova, nel 1566, furono con ogni probabilità ideati e coordinati dallo stesso Bertani che si avvalse di artisti quali Fermo Ghisoni, Lorenzo Costa e altri collaboratori. Le decorazioni delle volte di alcune stanze dell’appartamento, eseguite in parte in stucco, riccamente dipinte e un tempo anche dorate, sono da annoverarsi tra i più prestigiosi complessi ornamentali di Palazzo Ducale, esempi significativi di un gusto estremamente raffinato che si fonda sulla vivacità delle policromie e degli ornamenti aurei, nonché sulla ricchezza delle forme, dei materiali e dei motivi rappresentati, tratti soprattutto dal mondo naturalistico, come attesta la Sala della Mostra o dei Frutti, la Camera di Nettuno o del Pesce. Le dedicazioni delle camere si devono per lo più al poemetto in ottave del 1586 di Raffaello Toscano e alla pressoché contemporanea descrizione delle sale dello scienziato bolognese Ulisse Aldrovandi.

 

FATO E DESTINO. Tra mito e contemporaneità

Palazzo Ducale di Mantova - Appartamento della Rustica

8 settembre 2018 - 6 gennaio 2019

Orari: martedì-domenica, 10.00 - 18.00

Ingresso libero

 

Informazioni:

Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

46100 Mantova (Italia) Piazza Sordello, 40

Direzione: + 39 0376 352104 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietteria: + 39 0376 224832 • Call center + 39 041 2411897

 

Ufficio stampa Palazzo Ducale

Alessandro Colombo | 348 7016931 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mantovaducale.beniculturali.it

Ylenia Apollonio | 0376 352104 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mantovaducale.beniculturali.it

 

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche

Anna Defrancesco | tel. 02 36 755 700 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.clp1968.it

 

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24/08/18

GRAFÈIN

GRAFÈIN - Scrivere il segno

una mostra in condivisione con Corraini arte contemporanea, Mantova

e Galerie Tanglberg, Vorchdorf, Austria

LaGalleria spazio arte contemporanea di Palazzo Ducale

7 settembre – 4 Novembre 2018

 

Negli spazi della Galleria Arte Contemporanea i curatori dell’esposizione - Peter Assmann e Renata Casarin per Palazzo Ducale, Fabiola Naldi per Galleria Corraini – invitano 7 artisti a confrontarsi, ciascuno secondo la propria sensibilità, con un tema preciso divenuto anche il titolo della mostra "Grafèin – Scrivere il segno.”

L’esposizione indaga il processo grafico inteso nel suo idearsi e dipanarsi, comprendendo quindi anche l'accezione del linguaggio, del disegno ideato come scrittura e come segno. Gli artisti invitati sono Sergia Avveduti, Luca Barcellona, Giulio Camagni, Giovanni De Lazzari, Giuseppe De Mattia, Fausto Gilberti e Brigitte Mahlknecht, selezionati dai curatori per dar luogo a un dialogo aperto e propositivo in merito alla potenzialità espressiva e semantica del segno. Per rendere ancora più serrato il confronto, gli artisti saranno di volta in volta ospiti in residenza presso il Museo per dar loro modo di trarre suggestioni dal patrimonio della reggia gonzaghesca da condividere con il pubblico, al fine di promuovere una dinamica di reciproco interesse e scambio intellettuale. L’artifex opererà ne La Galleria, durante gli orari d’apertura, abitando un drawing space quotidiano che vede l’intrecciarsi di competenze e esperienze per far scaturire molteplici riflessioni sui linguaggi della contemporaneità all’interno di una verosimile fucina creativa dell'artista.

A loro volta le opere dei giovani maestri entreranno in relazione con circa trenta opere di illustri nomi del Novecento e con significative incursioni dall’età del Rinascimento a quella del Romanticismo. La produzione grafica, tra gli altri, di Kubin, Kokoschkha, Pisarro, Millet, sarà associata a quella più recente di Nitsch, Rainer, Fioroni, Munari e Cerone, provenienti in parte dalla Galerie Tanglberg di Vorchdorf (Austria) e in parte dalla Galleria Corraini di Mantova.

La complessa operazione di turnover degli artisti è sostenuta dalla Fondazione “Luigi ed Eleonora Gonzaga”.

Catalogo: Corraini Edizioni

Di seguito il calendario dei incontri con gli artisti ("drawing space"):

Fausto Gilberti - 7, 8, 9, 11 settembre
Brigitte Mahlknecht - dal 15 al 23 settembre
Giuseppe De Mattia - dal 27 al 30 settembre
Giulio Camagni - dal 2 al 7 ottobre
Sergia Avveduti - dall'11 al 14 ottobre
Giovanni De Lazzari - dal 16 al 21 ottobre

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In the space of the Galleria Arte Contemporanea exhibition curators Peter Assmann and Renata Casarin for Palazzo Ducale, Fabiola Naldi for Galleria Corraini invite seven artists to come to terms, each one by means of their own sensitivity, with a specific theme that is also the title of the exhibition: “Grafèin – Writing the Sign.”

The exhibition explores the graphic process in terms of its ideation and unfolding, thus including the meaning of its language, of drawing conceived as writing and as sign. The artists invited to participate include Sergia Avveduti, Luca Barcellona, Giulio Camagni, Giovanni De Lazzari, Giuseppe De Mattia, Fausto Gilberti, and Brigitte Mahlknecht, chosen by the curators with the aim of encouraging an open and purposeful dialogue as concerns the expressive and semantic potential of the sign. To make such a comparison even more cogent, on each occasion the artists will be hosted by the museum residence, gleaning ideas from the patrimony of the Gonzaga palace, and then sharing them with the public and promoting a dynamics of reciprocal interest and intellectual exchange. The artifex will work in the Galleria, during opening hours, inhabiting an everyday drawing space. An interweaving of skills and experiences will trigger multiple reflections on the languages of contemporary art within the artist’s likely creative milieu.

In turn, the works of the young masters will connect with the approximately thirty works by illustrious twentieth-century names and with significant forays from the age of the Renaissance to that of Romanticism. The graphic output by Kubin, Kokoschkha, Pisarro, Millet, among others, will be associated with the more recent work of Nitsch, Rainer, Fioroni, Munari, and Cerone, from both the Galerie Tanglberg of Vorchdorf (Austria), and Galleria Corraini of Mantua.

The complex artistic turnover is supported by the Fondazione “Luigi ed Eleonora Gonzaga”

Drawing space: save the date

Fausto Gilberti - 7th, 8th, 9th, 11th September
Brigitte Mahlknecht - since 15 until 23 September
Giuseppe De Mattia - since 27 until 30 September
Giulio Camagni - since 2 until 7 October
Sergia Avveduti - since 11 until 14 October
Giovanni De Lazzari - since 16 until 21 October

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Inaugurazione mostra: giovedì 6 settembre ore 18.00

Orari: martedì-domenica, 14.30 – 19.00; lunedì chiuso

Biglietti: da martedì a sabato ingresso libero, domenica e festivi ingresso con biglietto del Museo di Palazzo Ducale

 

Informazioni:

LaGALLERIA arte contemporanea

Complesso Museale - PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

46100 Mantova (Italia) Piazza Sordello, 42/A

Segreteria organizzativa 0376 352145 / 104 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche

Anna Defrancesco | tel. 02 36 755 700 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.clp1968.it

Ufficio stampa Palazzo Ducale

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Ylenia Apollonio | 0376 352104 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mantovaducale.beniculturali.it

 

 

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22/08/18

Ritornano a settembre le visite animate di Isabella d'Este

Da giovedì 6 settembre a domenica 9 settembre 2018 alle ore 16.30

Visite animate

“Isabella d’Este e le sue stanze in Corte Vecchia”

in collaborazione con Associazione Teatrortaet di Albignasego (PD)

con Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli

 

Un’emozione prende forma. Chi di noi non ha sognato almeno una volta 
di vestire i panni di uno di quei personaggi, enigmatici ed affascinanti, che si studiano nei libri di storia o letteratura? Magari proprio in quegli stessi luoghi in cui queste leggendarie figure hanno abitato, vissuto e si sono emozionate? Partecipare ad una Visita Animata significa dare forma al vostro sogno: monumenti che divengono scenografie, costumi, parole e sguardi, curati in ogni singolo dettaglio, capaci di catapultarvi nella dimensione di volta in volta rappresentata, vi renderanno non solo spettatori, ma protagonisti di un viaggio tanto intenso e strabiliante quanto la vita di chi lo ha percorso.

La visita animata in Corte Vecchia del Palazzo Ducale, racconta, collocandoli in modo significativo nei locali abitati dalla marchesana, i tratti salienti della vita di Isabella d’Este Gonzaga, attraverso sette “imprese”, immagini emblematiche che ebbero grande fortuna nelle corti italiane del Rinascimento e che, nell’unione di una figura e di un breve motto vicendevolmente significanti, si pongono come sintesi della stessa identità del personaggio che le sceglie. La ricerca della raffigurazione della propria identità, formulata e teorizzata per mezzo dell'impresa, è una chiave di lettura efficace per delineare l’autoritratto che la marchesana vuole offrire di sé negli ambienti del palazzo.

 

Adulti € 6,50, bambini € 5,00. Info e prenotazioni 0376 352 128 / 100

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25/07/18

Museo Nazionale Archeologico - biglietteria unica

Si comunica che a seguito dell'accorpamento del Museo Nazionale Archeologico al Complesso museale di Palazzo Ducale, saranno dismessi i distributori automatici di biglietti presenti nel Museo Archeologico e sarà attiva la biglietteria unica di piazza Sordello, che venderà i biglietti di accesso al Museo Archeologico (€ 4 intero, € 2 ridotto) e il cumulativo per la visita di tutto il complesso di Palazzo Ducale incluso il Museo Archeologico a € 13.

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