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18/11/2019

Risonanze / People and things

"Il viandante Lucio Pozzi ha percorso talmente tanti sentieri dell’arte e della conoscenza che ora – ma credo ormai da diversi anni – è nella condizione invidiabile di fare quello che vuole, di intrecciare, sovrapporre, stratificare, contaminare generi iconologici e modalità tecniche della pittura e non pittura, senza gerarchie prefissate, saltando gli steccati come un acrobata che sfida liberamente i vincoli disciplinari trovando inusitati punti di equilibrio tra tensioni diverse".
Claudio Cerritelli, 2018.

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Il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova riprende il programma di mostre dedicate all’arte contemporanea con la proposizione di “Risonanze / People and things”, un’esposizione dedicata all’artista Lucio Pozzi – milanese di nascita e di cittadinanza americana – composta da quattro interventi collocati lungo il percorso di Corte Vecchia.

Il primo dei quattro interventi artistici si intitola “Reading the news” (Lettura del giornale), una performance della durata di otto ore – equivalenti a una qualunque giornata lavorativa – incentrata sulla lettura dei quotidiani locali. Sarà eseguita il giorno dell’inaugurazione della mostra, venerdì 6 settembre dalle ore 9,30 alle 17,30, e il giorno seguente sabato 7 settembre nella stessa fascia oraria. E’ stata presentata per la prima volta presso la Esso Gallery di New York nel 1998 e ripetuta in seguito in molte altre location e situazioni. Ambientato nella grande Sala degli Arcieri, in rapporto diretto con le straordinarie opere di Rubens e Fetti, l’evento performativo sarà caratterizzato da gesti simbolici e interventi musicali e sarà sporadicamente bilingue.

La seconda opera si intitola “60 Yards of People and Things” (60 Metri di Persone e Cose) ed è collocata lungo la Galleria Nuova. Lo stesso artista la definisce come “un brulichìo di forme in acrilico nero su bianco, tinteggiato quattro volte in rosso, verde, giallo e blu su otto tele sciolte appese come gonfaloni a cavallo dei tiranti in ferro”. L’installazione è prestata dal museo CAMUSAC di Cassino.

Nella Saletta dell’Alcova è ubicato il terzo intervento che consiste nell’esposizione di un quadro di grandi dimensioni intitolato “Kerotakis – the Mediator Angel’s Wheel / la Ruota dell’Angelo Mediatore” (2014), della serie “Scatter paintings”. Il titolo fa riferimento al nome dell’angelo mistico che sovrintende ai processi di trasformazione, alludendo nel contempo allo strumento che veniva impiegato in alchimia per la sublimazione di determinati vapori di metallo. L’opera infatti è creata per via di somma di strati e di campiture ad acrilico, seguendo il corso imprevedibile del pensiero e delle emozioni, continuando ad aggiungere forme che coprono le precedenti. L’artista stesso non sa mai se e quando e come l’opera arrivi a compimento finale, miscela di infiniti echi, imitazioni, contraddizioni.

La Casa Rovesciata / House Overturned” (2019) è l’ultimo dei quattro interventi. Collocata nella maestosa Galleria degli Specchi, si tratta di una costruzione alta circa quattro metri di forma cubica con una piramide di aste rivolta verso il basso. Ispirata dalle opere di Sol Lewitt, che a New York espose nella stessa galleria di Pozzi, l’opera prende le mosse da un’idea progettuale che considera una possibile struttura di geometria semplice di aste di legno, concepita per occupare con nettezza lo spazio ma nel contempo per impegnare livelli di partecipazione diversa. La realizzazione dell’opera, resa possibile grazie alla ditta Roversi Arredamenti di Moglia, combina i due colori più diversi dello spettro primario: il blu e il rosso, che si intersecano creando un “diagramma di dimora” in cui il tetto rovesciato può essere inserito in cento diverse modalità, a simboleggiare la dinamica inquieta della vita odierna.

La ricerca artistica di Pozzi scandaglia gli ambiti dell’astratto e del figurativo rifiutandosi di restringere l’arte entro i limiti di un programma. Essa è piuttosto un processo esplorativo, un percorso di scoperta dove l’artista è egli stesso messo in gioco. In quanto manifestazione estetica del mistero insondabile dell’esistente, essa non può essere ideologicamente circoscritta dentro obblighi di attivismo politico o critica sociale ma deve poter essere “testimonianza cruciale della sensibilità”, al di fuori delle manipolazioni dell’arte moderna. Il lavoro di Pozzi agisce in questa direzione, rifuggendo qualsiasi ortodossia e affiancando alla propria produzione artistica l’attività di insegnamento verso le nuove generazioni.

Note biografiche:
Lucio Pozzi è un artista newyorkese che ora condivide il suo tempo tra gli studi di Hudson (NY) e Valeggio s /M (VR). È nato nel 1935 a Milano, in Italia. Dopo aver vissuto alcuni anni a Roma, dove ha studiato architettura, è andato negli Stati Uniti nel 1962, ospite dell’International Summer Seminar di Harvard. Si è quindi stabilito a New York e ha preso la cittadinanza americana. Nel 1978, il Museum of Modern Art di New York espone i suoi video in una delle prime mostre di artisti singoli della serie Projects: Video. Scrive occasionalmente e ha insegnato alla Cooper Union, al Yale Graduate Sculpture Program, alla Princeton University, al Maryland Institute of Art, alla School of Visual Arts. Attualmente è istruttore in visita presso scuole d'arte negli Stati Uniti e in Europa. Il suo lavoro è stato presentato a Documenta 6 (1977) e alla Biennale di Venezia (American Pavilion) nel 1980. La sua arte è rappresentata in molte collezioni private e pubbliche. Pozzi è stato premiato con un National Endowment for the Arts Fellowship nel 1983. Ha ricevuto un Master Honoris Causa dall'Accademia di Verona, Italia, nel 2010. Premio Ciampi L'altrarte 2015. Premio Lissone 2018, premio alla carriera.

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RISONANZE / People and things
a cura di Peter Assmann
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale
7 settembre 2019 – 8 dicembre 2019

6-7 settembre 2019, ore 9.30-17.30
Performance presso la Sala degli Arcieri
“Reading the news (la lettura del giornale)”

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